giovedì 31 marzo 2016

BARATTO AMMINISTRATIVO BOCCIATO. MA ANDATE AL DIAVOLO!


Tempo fa avevamo parlato della possibilità di introdurre nei nostri comuni, con un apposito regolamento, il c.d. BARATTO AMMINISTRATIVO.  
La norma prevedeva la possibilità di svolgere lavori socialmente utili invece di pagare un tributo locale. Uno scambio virtuoso: ti faccio lo sconto sul pagamento (o l'esenzione) di una tassa locale o un altro debito con le casse municipali, come ad esempio una vecchia multa, in cambio del tuo impegno concreto per “migliorare” il territorio, come la pulizia del parco comunale o la piccola manutenzione della scuola elementare.

Su quest’argomento parecchi comuni avevano iniziato a dotarsi degli strumenti necessari, l’idea, per una volta, era di quelle semplici ed efficaci: non hai i denari per pagare una tassa? Nessun problema, ci mettiamo d’accordo, svolgi un lavoro per la tua comunità e i conti vanno in pareggio. Un po’ come quando al ristorante non ci sono i soldi per pagare il conto e ti mettono a lavare i piatti.

mercoledì 30 marzo 2016

SULLA SCIA DI MARINO E ALEMANNO UN BEL LIBRO SU CASTIGLIONI

Gli ex sindaci della Capitale Ignazio Marino e Gianni Alemanno affidano la loro storia a due libri di prossima uscita, tutti e due escono in concomitanza con le elezioni amministrative, mai come in questo caso politica e mercato (editoriale) coincidono.
Quello di Ignazio Marino s’intitola, in maniera efficace “Un marziano a Roma”, quello di Gianni Alemanno, ancor più enfatico, “Verità Capitale”.
Entrambi i testi, pur da sponde diverse, suonano come atti di accusa verso un apparato politico che si nutre d’intrighi e tradimenti, di un sistema imprenditoriale onnivoro e affamato, di un proliferare d’affari più o meno leciti che attraversano il sottosuolo di Roma.

Marino accusa senza mezzi termini Renzi di averlo fatto fuori, di aver avuto contro i giornali di certi gruppi economici.

venerdì 25 marzo 2016

IL PIANTO DELLA MOGHERINI E QUELLO DI ACHILLE

Non c’è bisogno di scomodare Italo Svevo, il quale sosteneva che “si piange quando si grida all'ingiustizia” per avere un motivo di mandare a quel paese coloro che, all'indomani degli attentati di Bruxelles, hanno criticato l’l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri Federica Mogherini per aver pianto in pubblico.
Tra tutti spicca Giorgia “lady di ferro” Meloni la quale ha rilasciato una dichiarazione di questo tipo “mi vergogno di essere rappresentata in Europa da Federica Mogherini, Alto rappresentante della UE per la politica estera e di sicurezza, che ieri è scoppiata a piangere durante la conferenza stampa sui fatti di Bruxelles. È il simbolo di un' Europa debole, molle e incapace davanti agli attacchi che subisce. Mi auguro che la Mogherini, dopo questa figuraccia, voglia dimettersi”.
Quindi, secondo la Meloni le lacrime sarebbero una sorte di viatico per i tagliagole.
Strana equazione. Noi eravamo convinti che  il sostegno ai terroristi arrivasse da paesi, formalmente alleati dell’Occidente che, come ha scritto Lucia Annunziata, finanziano lo stato Islamico, credevamo che gli incoraggiamenti agli stragisti arrivassero dalle incertezze europee e americane nell'affrontare con decisione il problema dell’ISIS, eravamo convinti che la mancata integrazione di intere generazioni di immigrati di seconda e  terza generazione fosse una delle cause di adesione a una ideologia aberrante.

giovedì 24 marzo 2016

ROMA: LA RAGGI HA DETTO COSE CHE DOVREBBERO FAR RIFLETTERE

Non sappiamo se abbia ragione il governatore della Puglia Emiliano a dire che nel Pd c’è chi utilizza “metodi da venditore di pentole”, certo è che si è smesso da tempo di fare analisi politica e questo comporta un restringimento del dibattito. La politica è una cosa seria perché riguarda la vita delle persone e pensare di semplificarla, tagliandola a fette come un salame, non ci pare una bella soluzione perché rimane solo il culaccino, che sarà pure buono ma vuol dire che siamo alla fine.
Sapete perché ci è venuto in mente questo paragone?  Perché abbiamo letto gli attacchi di alcuni esponenti del PD alla candidata cinque stelle a sindaco di Roma Virginia Raggi. Lungi da noi di essere accusati di simpatie per i Pentastellati, però non sopportiamo le strumentalizzazioni.

Quale sarebbe la colpa della Raggi? Quella di aver dichiarato, rispetto a ACEA, la multiservizi romana i cui interessi spaziano dall'acquaall'energiaall'ambiente: “Dobbiamo valutare, di sicuro cambieremo il management e inizieremo a fare investimenti sulle reti. Vedremo come agire per tutelare la volontà dei cittadini".

DROGA E FAR WEST. CHE CAVOLO C'ENTRA?

Quello che è accaduto al liceo Virgilio di Roma è sintomatico del clima che si respira in Italia. Ecco i fatti: carabinieri in borghese, entrati dentro la scuola all'ora di ricreazione, hanno perquisito alcuni ragazzi considerati "sospetti". Uno studente maggiorenne e con precedenti per spaccio è stato arrestato e portato via perché colto in flagranza di reato mentre cedeva una dose di hashish e un'altra l’aveva in tasca.
Immediata convocazione di un’assemblea dove gli attivisti del Collettivo autorganizzato parlano di "metodi repressivi pesanti" e protestano contro l'ingresso di agenti dentro l'istituto.

Riceviamo e pubblichiamo: DIGNITA’ E VERITA’: PAROLE SCOMODE E SCONOSCIUTE ALL’ AMMINISTRAZIONE AGNELLI

Il Consiglio Comunale del 22 marzo ha chiarito in maniera definitiva come stanno le cose a Palazzo S. Michele.  A fronte di un’esposizione chiara dell’Assessore al bilancio Turchi sulla situazione economico-finanziaria del Comune, a fronte dell’intervento del Presidente dell’OSL Dott. Zito, che ha ufficializzato la chiusura del dissesto è esplosa la rabbia del Sindaco e di un paio di Assessori.

La pietra dello scandalo è stata la lettura, da parte della Consigliera Sara Rapini, di una relazione in cui si evidenziava il percorso che ha portato allo stato di dissesto del Comune. All'interno di quei fogli si esponevano con chiarezza le cifre e si riportava nella giusta dimensione la situazione del Comune. Fino a oggi Castiglioni era rappresentato peggio di un Comune terremotato, i fatti hanno dimostrato che le cose stavano in maniera diversa. La limpidezza di esposizione e l’inconfutabilità dei dati hanno fatto esplodere la rabbia di un Sindaco che ha costruito le sue fortune politiche proprio sull'esasperare al massimo la questione dissesto, senza per altro avere nessun merito nel riassestamento dei conti del comune.

INDUSTRIA ALIMENTARE IN VALDICHIANA, DIAMOCI DA FARE!

Secondo recenti studi il settore alimentare italiano potrà superare tra pochi anni i 50 miliardi di export. Il 2015, anno che ha registrato il successo di Expo, si è chiuso con vendite all'estero pari a 36,9 miliardi di euro, un valore in crescita dell’8% rispetto a dodici mesi prima. Se il PIL viaggiasse con lo stesso ritmo, saremmo a cavallo.

La notizia è particolarmente importante, almeno per noi che viviamo in una vallata, la Valdichiana, dalle grandi potenzialità in agricoltura. Alla base del settore alimentare c’è, infatti, l’agricoltura, a seguire le industrie di trasformazione e in ultimo i servizi.

martedì 22 marzo 2016

Riceviamo e pubblichiamo: COMUNICATO PD SU DISSESTO

Il Partito Democratico di Castiglion Fiorentino esprime la propria soddisfazione per la convocazione del Consiglio Comunale di martedì 22 Marzo p.v. che sancisce ufficialmente l’uscita dalla fase di dissesto. Dobbiamo onestamente riconoscere che  il dissesto ha rappresentato una prova difficile per la comunità castiglionese, per l’immagine del paese,  per le difficoltà che ne sono derivate. Però altrettanto onestamente dobbiamo riconoscere che il dissesto si è chiuso in un tempo molto breve rispetto a quanto normalmente avviene in questi casi.

Dimostrazione evidente che la situazione economico-finanziaria in cui versava il nostro Comune non era drammatica come invece era stata dipinta. Gli enti dissestati, esempi non mancano, per risanare i debiti vendono immobili, proprietà, quote di partecipazione societaria, a Castiglion Fiorentino tutto ciò non è avvenuto, un caso anche questo?

LA BUROCRAZIA E' UN MOSTRO

La burocrazia è un mostro che ha fame, una fame atavica che ha avuto inizio da quando Hammurabi s’inventò i suoi codici e solo gli illusi possono pensare che sostituire i documenti di carta con quelli elettronici semplifichi la vita. Al massimo si può risparmiare spazio negli archivi ma la sostanza rimane quella.

Il problema è molto semplice laddove esistono delle norme ci sono regole da far rispettare laddove ci sono delle regole c’è necessità di controlli. Oggi il problema principale della burocrazia è il vaglio delle richieste, la loro corrispondenza alle leggi, la giustezza delle cifre. E sulla base di questo la richiesta di integrazioni, le prescrizioni, le disposizioni più o meno transitorie, una massa di cose, spesso inutili, che bloccano gli ingranaggi e allungano i tempi.  A questo si aggiunge talvolta la complessità assurda della modulistica e delle procedure, in particolare quelle (guarda caso) che riguardano passaggi che hanno a che hanno a che vedere con norme europee.

lunedì 21 marzo 2016

LA POLITICA COME EREDITA' DI FAMIGLIA

Non siamo tra coloro che da un singolo episodio ricavano una regola, però quello che è accaduto al congresso dei Giovani Democratici della Campania ci ha fatto riflettere.
Le assise era iniziata male, infarcita di polemiche e scissioni e si è conclusa peggio, con un rinvio tra urla, contestazioni e scene ben poco dignitose.
Qualcuno ha cercato di minimizzare la cosa evocando la vecchia canzone di Peppino Fiorelli “Simme e’ Napule paisà”. Quasi che da quelle parti ci sia un clima antropologicamente diverso dal resto d’Italia.
 
Noi non crediamo all'influenza degli astri sui congressi di partito, quando ci si accapiglia ci sono sempre delle ragioni più o meno nobili. Ma alla fine, tirate le somme, non è nemmeno questo il problema. Che dentro il crogiolo dei partiti si fondano ambizioni, passioni, interessi e aspettative è un fatto scontato, per cui è normale che si discuta, si litighi e ci si guardi in cagnesco, pur appartenendo tutti alla stessa squadra.
Quello che invece emerge dal congresso dei Giovani Democratici napoletani è un altro tratto, che in verità un pochino ci preoccupa.

venerdì 18 marzo 2016

Riceviamo e pubblichiamo: COSA SUCCEDE AL SERRISTORI?

Riceviamo e pubblichiamo una interessante nota del PD Castiglionese sul Serristori, nel disinteresse generale in effetti accadono cose incredibili.

Che cosa sta succedendo all'Ente Serristori ? Nell'indifferenza e nella disinformazione sta avvenendo qualcosa di strano. Andiamo per tappe.
Qualche mese fa il Presidente ha presentato un bilancio che presentava una perdita di circa 400.000 euro. Il Pd, dati alla mano, ha dimostrato che le perdite erano di molto inferiori e che la responsabilità maggiore del deficit gravava sulle spalle dell’attuale dirigenza.
Perché gonfiare a dismisura la perdita ? La risposta è arrivata poco dopo: per giustificare la vendita, a prezzi di realizzo, di buona parte del patrimonio boschivo e delle aree a pascolo dell’Ente. Dare via oltre 200 ettari a 192.000 euro non è un grande affare, giustificato però dall'esigenza di trovare risorse.
Le cose strane però non finiscono qui. 

giovedì 17 marzo 2016

CASTIGLIONI: IL CIVISMO LASCIA IL POSTO AL PARTITISMO

A margine di un convegno sulla sicurezza il coordinatore comunale di Forza Italia Concettoni, tra l’altro Presidente del Serristori, ha finalmente svelato alla stampa una verità lapalissiana ma ancora mal digerita e cioè che “Castiglion Fiorentino è l’unico comune governato dal centrodestra in Valdichiana”.
L’affermazione vola via tra le pieghe dell’articolo e invece merita maggior attenzione, perché segnala un punto di svolta. Fino a oggi nessuno, né tra gli amministratori, i consiglieri comunali, i nuovi protagonisti della vita politica castiglionese si erano mai espressi in questi termini.

Per noi, vecchi brontosauri, abituati a ragione su schemi binari, è un balsamo: la politica riprende  il sopravvento sul civismo. Il Fronte di liberazione nazionale si è trasformato in un esercito regolare e, da ora in poi, si riparte in un altro modo.
Niente di male, anzi la chiarezza è requisito fondamentale per dare un giudizio sui fatti e accadimenti che hanno interessato questo comune.

GIORNALISTI E STRILLONI

Secondo quanto riporta The Independent il presidente turco Erdogan, ha chiesto di etichettare sotto la voce “terroristi” i politici (a lui contrari) ,gli attivisti civili e i giornalisti.
"Non solo la persona che preme il grilletto, ma tutti quelli che hanno reso possibile ciò dovrebbero essere definiti come terroristi, a prescindere dal loro titolo" ha affermato il presidente turco.

Nel nostro paese, nei tempi bui del terrorismo, un famoso professore di Padova scrisse ” risento il calore della comunità operaia e proletaria tutte le volte che mi calo il passamontagna” e un altro parlò di “geometrica potenza” riferendosi alle Brigate Rosse. Istigazioni belle e buone a praticare la violenza. Si può obbiettare che si trattava di un linguaggio immaginifico, teso ad esaltare ed esasperare i concetti filosofici che stavano dietro alle lotte di piazza.
Tutte cazzate, nella testa di qualcuno quelle parole diventarono ferro e fuoco trasmutandosi in piombo. Bisogna stare attenti quando si gioca con le parole, specialmente quando chi le pronuncia dispone di un megafono forte, come una cattedra universitaria o una pagina di giornale.

mercoledì 16 marzo 2016

CINQUANTA LITRI DI ACQUA GRATIS

In alcuni Consigli Comunali è stata presentata una mozione che propone “di intraprendere ogni iniziativa affinché gli organi competenti adottino una politica tariffaria che consenta a ogni cittadino residente la gratuità giornaliera dei primi 50 litri di acqua potabile”.

Tutto ciò nel rispetto della risoluzione approvata il 28 luglio 2010 a New York dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che riconosce l'accesso all'acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari tra i Diritti Fondamentali dell'Essere Umano e per questo considerati Universali. Peraltro Lo stesso Parlamento europeo ha approvato una risoluzione che riconosce l’acqua come un diritto. Cinquanta litri non è una quantità che nasce per caso è infatti quella indicata dal Contratto Mondiale per l’acqua come necessaria per  soddisfare i bisogni essenziali di un essere umano.

LE GESTIONE DEI MUSEI AL SERRISTORI. CON QUALE OBBIETTIVO?

Provate a domandare a un cittadino qual è il monumento che, secondo lui, meglio rappresenta Castiglion Fiorentino. Nel 90% dei casi vi risponderà “la torre del Cassero”. Non potrebbe essere diversamente, quella torre che svetta altera da oltre settecento anni sulla Valdichiana è il nostro miglior biglietto da visita.

Castiglion Fiorentino possiede un’area storico/monumentale che nessun altro comune possiede, in un raggio ristretto insistono tre esposizioni museali: la pinacoteca, il museo archeologico e la sezione medioevale, scavi sotterranei visitabili, la torre civica, l’archivio storico, la biblioteca. Un luogo magico, una terrazza sulla Vallata che, attraverso porta Perugina, consente di accedere alla parte più bella e sconosciuta del centro storico, quella che va da Via della Badiola, alle Carbonaie fino ad arrivare alla splendida Piazza S. Agostino.
Un’area che meriterebbe, come diciamo da tempo, una valorizzazione complessiva, perché il piazzale del Cassero con tutti i suoi annessi ha enormi potenzialità dal punto di vista turistico.

martedì 15 marzo 2016

LA CANDIDATA RINUNCIA PER RIMANERE UNA PERSONA NORMALE. E NON SCAPPA IL GIORNO PRIMA.

La candidata dei 5 stelle a sindaco di Milano Patrizia Bedori ha deciso di ritirarsi dalla corsa elettorale, la sua scelta,  come riportano i giornali, sarebbe  giustificata da motivi personali: "Ho capito di non essere tagliata per fare questo (…) c’è una tensione pazzesca da parte dei mass media che è difficile da reggere per un cittadino comune come me. Io soffro ogni volta che devo rilasciare un'intervista. E la macchina del fango è già partita, per questo mi sento ferita”.

Brava Patrizia, vale più questa dichiarazione che cento comizi, perchè dimostra che per rimanere coerenti si può rinunciare, male che vada, a fare il capogruppo di opposizione in Consiglio Comunale a Milano, un ruolo non di secondo piano, per il quale ci sarebbe gente disposta a vendere la madre.

Riceviamo e pubblichiamo: CASTIGLIONI ANDIAMO A VEDERE LE CARTE

“Il Documento Unico di Programmazione presentato dall'Amministrazione Comunale per gli anni 2016-2018, si presta ad alcune considerazioni. La prima è che il nostro Comune ha chiuso la fase di dissesto e quindi l’attuale maggioranza può finalmente mostrare le proprie capacità senza troppe giustificazioni.
La rapida uscita dalle difficoltà economiche, avvenuta senza vendere nemmeno un mattone del patrimonio comunale, senza dismettere nessuna partecipazione, continuando a pagare mutui, stipendi e mantenendo una spesa corrente alta, conferma quello che noi abbiamo sempre sostenuto, cioè che il Comune aveva fondamenta solide.
Finalmente le cose cominciano a chiarirsi, tanto che oggi l’Amministrazione, per bocca dell’Assessore Milighetti, può prendersi il merito di una diminuzione della pressione fiscale.
E qui viene fuori la seconda considerazione. Inizialmente l’Assessore Milighetti nei suoi post su facebook e in un comunicato ufficiale aveva parlato di una riduzione dell’0,1 per mille sugli immobili di categoria D. Quando il nostro partito ha fatto presente che tale diminuzione appariva irrisoria, il capogruppo di maggioranza è prontamente intervenuto correggendo i dati: non dell’0,1 si trattava bensì dell’1. Abbiamo preso atto della precisazione ma il nostro giudizio rimane invariato, è esagerato dichiarare come ha fatto Milighetti che “gli imprenditori potranno reinvestire questi soldi per creare sviluppo e mantenere alti i livelli occupazionali”. Qualche centinaio di euro di risparmi rappresentano una cosa importante ma non servono per rilanciare l’occupazione. Giacché il Governo Renzi ha tolto l’IMU sulla prima casa, si sarebbe dovuto abbassare in maniera consistente le aliquote ed aiutare famiglie e imprese.

Nella stessa conferenza stampa in cui Milighetti descriveva le sue strategie economiche è intervenuta l’Assessore alle politiche sociali  Del Giudice. Anche lei ha sostenuto che per Castiglioni si può pensare anche a uno sgravio dei costi sui servizi: 7% in meno sui trasporti scolastici e la mensa per il secondo figlio. Niente di nuovo sotto il sole poiché tali riduzioni, ben più consistenti, esistevano già in passato ed erano state cancellate.

lunedì 14 marzo 2016

I BOTOLI E D'ALEMA

Che Massimo D’Alema si avvolga spesso in un vezzoso manto di arroganza è vero, in questo ci ricorda molto da vicino un altro campione del genere tale Zlatan Ibrahimovic il quale ha dichiarato, ai microfoni della TV francese, che lui resterà al PSG se al posto della torre Eiffel metteranno una sua statua.
Una battuta, ma che la dice lunga sul personaggio. Il fatto è che sia Ibrahimovic che D’Alema se lo possono  permettere, cosi come Zlatan è un gigante del calcio D’Alema, a confronto dei nanetti che ci sono in circolazione, appare un fenomeno. Diciamo appare perché ci ricorda molto da vicino il Gulliver di Swift, una persona tutto sommato normale che, nel paese dei lillipuziani, emergeva come un colosso.

 
Diciamo queste cose proprio noi che del pensiero dalemiano abbiamo condiviso ben poco essendo, a suo tempo, follemente innamorati dell’Ulivo prima versione  e del  progetto di Veltroni sul PD.

EVVIVA LE SAGRE

Le sagre sembrano diventate il nemico numero uno, da tutte le parti arrivano bordate, richieste di limitazioni, regolamenti comunali restrittivi. Il motivo di tanta avversione è che tali iniziative, secondo alcuni, “ucciderebbero” la ristorazione tradizionale.

Su questo punto abbiamo più di un dubbio. Può capitare che tra coloro che vanno a gustarsi, sotto un tendone, una pizza, una rana fritta, un fungo porcino possano essere potenziali clienti di un ristorante. Ma noi rimaniamo convinti che la stragrande maggioranza, cioè quelli che fanno massa, non sarebbero mai andati da un’altra parte se la sagra non ci fosse stata.

giovedì 10 marzo 2016

VALDICHIANA E DEMOGRAFIA. IL TERMOMETRO SEGNA FEBBRE


Qualche tempo fa avevamo riportato la notizia che dal 2011 al 2015 c’era stato a Castiglion Fiorentino un calo della popolazione residente di circa 400 unità. Per noi non era una buona notizia, anche se qualche “furbacchione” aveva commentato: “Tanto sono tutti stranieri….”.
A parte il fatto che una analisi dei numeri ci dice che dentro quei 400 ci sono 200 italiani, quello che ci si ostina a non capire è che anche gli stranieri hanno una bocca, sentono il freddo e un tetto sopra la testa lo devono avere.  Quando spariscono centinaia di persone non è positivo per l’economia locale, perché bene o male tutta quella gente  consuma, spenda, paga affitti e compra vestiti.

Quella notizia ci ha spinto a fare una piccola indagine in Valdichiana e abbiamo scoperto che dal 2011 al 2015 la situazione, divisa per comune è stata questa:
Cortona ha perso 500 residenti
Castiglion Fiorentino ha perso 400 residenti
Lucignano ha perso 108 residenti
Foiano ne ha acquisiti 145
Marciano ne ha acquisiti 53.