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giovedì 14 giugno 2018

SABATO MATTINA A CORTONA PER IL MIO LIBRO CON ANDREA VIGNINI E ALBANO RICCI



Sabato mattina sarò a Cortona a presentare il mio ultimo libro “Il Club degli atleti”, nonostante siano citati gli atleti, non credo si parlerà di sport. Il libro parla, infatti, di tutt'altre cose, qualcuno l’ha definito un romanzo hard boiled, insomma una storia un po’ fosca  non adatta a stomaci delicati.
Può essere, anzi è sicuramente così, d’altra parte è la realtà a non essere aggraziata, anzi spesso supera le fantasie più tetre e malate.
La cosa singolare di questa presentazione, che sarà condotta dal giornalista Massimo Pucci, è la presenza intorno allo stesso tavolo di Andrea Vignini, ex sindaco di Cortona ed esponente di LEU, Albano Ricci, ex assessore al comune di Cortona e attuale segretario provinciale del Pd e il sottoscritto che un po’ di esperienza amministrativa e politica nella sua vita l’ha messa insieme.
Immagino, e non lo dico per mettere le mani avanti, che ci sarà già qualcuno col naso arricciato che dirà –ma che ci incastrano questi con un romanzo? Tutta gente che ha fatto o fa politica, ma cosa cercano?-

Grave errore. L’hard boiled la politica, checché se ne dica, si sposano bene tra loro, un po’ come il burro e le acciughe.  Sono un pessimista? Date un’occhiata al panorama pubblico degli ultimi vent’anni, l’hard boiled è fatto di intrighi, violenza, sesso e una tonnellata  di cinismo. Ci vedete molte differenze? So bene che c’è anche altro, ci sono tante brave persone, ma purtroppo, come nelle più brutte favole, gli orchi sopravanzano gli elfi.
Alla fine verrebbe da dire che un politico è più adatto a parlare di un romanzo dai toni duri più di un fine letterato. 
Ma la verità per cui ho invitato Andrea e Albano è che entrambi leggano, scrivono, e conoscono le belle lettere. Caratteristiche che pochi politici di oggi possiedono. Il problema non sono i congiuntivi sbagliati, con cui spesso ci deliziano nei comizi, il problema è la mancanza d’idee, solo slogan, parole fritte e rifritte, messaggi di 120 caratteri e cazzate, un mare di cazzate che sommerge il buonsenso.
Una cosa che ho imparato è che se non si ha un disegno più ampio del piccolo perimetro che delimita l’interesse immediato, non si va da nessuna parte: non bisogna aver paura di superare i confini.
Paolo Brandi

domenica 15 aprile 2018

IL CLUB DEGLI ATLETI VERITÀ O FANTASIA? A DOMANDA RISPONDO



Quando si scrive,  che sia una frase, un pensiero o qualcosa di più ponderoso come  un libro ci si mette sempre una parte di noi.
A meno che non si tratti di quelle frasi ad effetto che spesso fioriscono sulle labbra di tanti imbonitori di piazza. Ma, anche in tal caso, c’è sempre un disvelamento di quello che siamo.
Che cosa? E’ facile rispondere, in quella gente c’è  l'atavica furbizia del guitto, la capacità oratoria del trombone e sempre più spesso anche una dose di meschina volgarità da osteria che di questi tempi fa aumentare l’audience.
Io sono al quarto libro pubblicato, ho ancora qualche idea nel cassetto  ma è li ferma al buio che aspetta di venir fuori.  

Sta nascosta forse perché si vergogna di guardarsi allo specchio, forse perché è timorosa o forse, molto più semplicemente, perché non è ancora ben vestita  ed andarsene in giro nudi non è giudicato segno di eleganza.
Cosa c’è invece nel “Club degli atleti’”?  
Una trama che prende  spunto da un fatto vero. Ma non chiedetemi dove e non chiedetemi quando, tanto non parlerò.  
Vi posso solo dire che sono cose successe qui vicino. Ma di là dallo spunto (reale) subito dopo parte il turbo della fantasia che si dipana su strade lontane. Viaggerete in città che pochi conoscono, terre di confine tra realtà e sogno, dove la battaglia per l’esistenza è cruda e non consente esitazioni.
Il “Club degli Atleti” è un libro duro, non è fatto per palati raffinati, abituati alla produzione letteraria di chi di mestiere vende se stesso e i sentimenti. E’ un periplo  tra quotidianità e fantasia dove il sangue si mischia a una misura di follia e quest’ultima ripaga con improvvise accelerazioni .
Fatemi sapere cosa ne pensate, naturalmente una volta che l’avrete letto.

Paolo Brandi


martedì 27 marzo 2018

UN GRANDE CASTIGLIONESE DIMENTICATO (IN PATRIA)


 In queste ultime settimane mi sono piacevolmente “dopato di politica”, alla faccia di chi dice che dovrei andare in pensione. Mi dispiace deludervi, ma le passioni sono come gli amori, sono irrazionali e finché avrò dentro questo fuoco, sarà difficile che vada a pescare le rane in Chiana.
Ma, giacché mi devo disintossicare, non parlerò di politica ma di storia: la storia di un uomo nato tanti anni fa a Castiglion Fiorentino.
Da qualche tempo noto che la vita culturale della nostra comunità frizza come spumante d’annata. L’ultimo piacevole pizzicore mi è stato offerto dall'inaugurazione del medagliere napoleonico. Ottima iniziativa, che consentirà di inserire, ne son convinto, Castiglioni all'interno degli itinerari napoleonici che si snodano tra Piemonte e Liguria per arrivare fin all'isola d’Elba.   

Ma se è giusto mettere in esposizione il “grande corso”, ancor più giusto sarebbe raccontare le vicende e le opere di un castiglionese, misconosciuto ai più, ma la cui memoria travalica i confini nazionali, fino ad essere diventato oggetto di studio per esimi professori d’importanti università.
Forse quest’uomo, nato nel 1530 da una modesta famiglia nel terziere di Retina, è stato un po’ penalizzato dal cognome: Porcacchi non è un bel biglietto da visita. Ma al contrario del cognome la sua opera è bella e di valore.

martedì 2 agosto 2016

ANIMA NERA, ANIMA VERA?

Leggere Anima Nera di Stefano Milighetti (0111 editore)  è come prendere, dalla prima all’ultima pagina, una scarica di pugni nello stomaco. E di cazzotti, ve lo possiamo assicurare, ne arrivano tanti, uno dietro l’altro, cadenzati come una campana a morto.
Interi capitoli danno letteralmente il voltastomaco e per uno che scrive di assassini seriali, maniaci involuti in se stessi, allucinati della mente, umori del corpo e dell’anima riuscire a dare il voltastomaco è il massimo della libidine.

In questo l’autore è stato bravo. La storia, infatti, fila come un colonscopio dentro le nostre angosce, facendo emergere quella parte di noi che teniamo al guinzaglio.

sabato 4 giugno 2016

STORIA, CULTURA E PICCOLO CABOTAGGIO

Ci sono situazioni in cui il pregiudizio ideologico, oppure il vezzo intellettuale, rischiano di distorcere la realtà dei fatti.
E’ il caso della presentazione, a Castiglion Fiorentino, del libro intitolato “Donna Rachele mia nonna. La moglie di Benito Mussolini” che vede come coautrici Edda Negri Mussolini ed Emma Moriconi.

L’argomento è interessante perché le vicende personali di donna Rachele s’intrecciano con una fitta ricerca storica che consente al lettore di inquadrare gli avvenimenti in un contesto più ampio. Non poteva essere diversamente perché i fatti della famiglia Mussolini sono legati a doppio filo alle vicende d’Italia.
Noi crediamo che non si debba mostrare sbigottimento davanti alla storia. Se ancor oggi alcuni guardano con diffidenza a queste iniziative è perché questo paese, nel bene e nel male, non ha messo sotto la lente di ingrandimento il proprio passato.

giovedì 4 febbraio 2016

LA RAGAZZA, IL CANE E I NOSTRI CINGHIALI

Quella di oggi è una storia diversa da tutte quelle che abbiamo raccontato. E’ la storia di Amanda Tromp, una giovane fotografa americana vittima, per un bel po’ di anni, delle violenze fisiche e psicologiche dell’ex compagno.
A un certo punto ha detto basta, ha cambiato città, ha dato una sterzata alla sua vita e per un certo periodo ha fatto la volontaria in un canile.

Qui ha incontrato Kyro un cucciolo di Siberian Husky e l’ha preso con sé. Oggi Kyro ha tre anni e in tutto questo tempo ha accompagnato Amanda nei suoi viaggi e nelle sue escursioni.

venerdì 22 gennaio 2016

LA METAMORFOSI DEL PD


Die Verwandlung, cioè La Metamorfosi, è un racconto di Kafka in cui si narra la storia di un uomo che si risveglia un bel mattino trasformato "in un gigantesco insetto". Il resto delle pagine descrive i tentativi compiuti del protagonista per organizzare la propria vita a questa sua nuova condizione. Chissà perché mi è venuto in mente questo racconto quando ho letto le ultime cronache della politica.  

Mettiamo in fila gli accadimenti: il Senato da il via libera al ddl di riforma costituzionale grazie all’«aiutino determinante» del gruppo di Ala e di altri fuoriusciti di Lega e Pdl.
Il giorno dopo i verdiniani incassano tre vicepresidenze di Commissione a Palazzo Madama: Pietro Langella al Bilancio (V); Giuseppe Compagnone alla Difesa (IV); Eva Longo alle Finanze (VI). Tutti eletti in “quota maggioranza” (presidenze e vicepresidenze sono distribuite tra forze di governo e forze di opposizione).

giovedì 10 dicembre 2015

12 DICEMBRE: LA CULTURA E’ FUTURO

“La cultura è il nostro futuro”, si apre con questo motto la manifestazione organizzata Sabato 12 dicembre, presso Piazza dello Stillo, a Castiglion Fiorentino.
E’ bello che si torni a parlare di cultura come condizione per la crescita di una comunità. E’ giusto e necessario che si faccia dopo anni in cui questa parola era stata relegata in un sottoscala e ogni cosa, anche la più banale, appariva figlia (più o meno legittima) degli andamenti di borsa, del fixing dell’oro e dei  titoli dei mercati emergenti.

Non che non via sia un collegamento tra cultura ed economia, la lezione di Gramsci in questo senso rimane attuale. Il capitalismo nel mondo ha vinto perché ha imposto una visione del mondo, oltre che una gamma infinita di beni di consumo.

venerdì 4 dicembre 2015

IL GRANDE BUIO, romanzo di esordio di un giovane scrittore. Bello e inquietante.

“Era un giorno leggero, in fin dei conti suadente: vacillava nel principio, ancora distante dal mezzo, di un’esistenza agra, fino a poco prima disinvolta, libera”.
Inizia con questa frase il libro di Mario Caruso “Il Grande Buio” che verrà presentato domani ,5 dicembre, alle ore 17.00 presso l’auditorium del S. Chiara a Castiglion Fiorentino.

“Il grande buio” richiama un’espressione del poker, “big blind”, che corrisponde alla puntata obbligatoria che fa il giocatore a sinistra dello small blind prima che siano distribuite le carte.
E’ un elemento di rischio, che alza la posta.
Mario Caruso nel suo libro non parla del poker ma di una partita diversa che, come il gioco, ha le sue regole, una partita dove si punta, si rischia, si vince e si perde. E’ la partita della vita, la vita di un ragazzo: Moreno Alaimo. 

giovedì 19 novembre 2015

CONTRADDITTORIO TRA SGARBI E UN CASTIGLIONESE

Singolare polemica sugli organi di informazione tra Vittorio Sgarbi e un cittadino castiglionese.  
Tema del contendere la presentazione del catalogo sui “tesori d’Italia” in mostra a Expo  e i numerosi trasferimenti cui sono sottoposte le più belle opere castiglionesi, dopo Milano si va a Roma, lasciando così per lungo tempo sguarnita la Pinacoteca dei pezzi più significativi.

Lo scontro sembra essere quello tra  Davide e Golia, impari sul piano del “peso mediatico” dei contendenti,ma al di là della diatriba, che se non altro mostra il grande interesse di Sgarbi per il nostro paese, quello che ci solletica è l’insieme delle argomentazioni che aprono più di uno squarcio su fatti che altrimenti sarebbero passati sotto silenzio.

lunedì 5 ottobre 2015

BUONE IDEE PER NUOVE IMPRESE

Da qualche giorno è uscito in libreria “La Repubblica degli Innovatori – 85 storie di startup, 16 settori in cui fare impresa, 105 consigli da mettere in pratica” di Alessandro Rimassa (Vallardi ed.), in cui vengono descritte 85 esperienze di giovani che hanno deciso di dare vita ad una azienda.
Lettura interessante.

Il punto di partenza è che il rilancio dell’economia parta dalle Imprese. Detto così sembra un’ovvietà ma non è un fatto scontato in un paese in cui parole come iniziativa, profitto, concorrenza sono viste da alcuni come fumo negli occhi.
Niente di più sbagliato. In un mondo in cui il mito del posto fisso è al tramonto e l’innovazione sembra il motore di ogni cosa, l’impresa con la sua dinamicità può diventare davvero il fulcro per ricostruire il futuro.