Siamo veramente un paese di farisei e sepolcri
imbiancati: organizziamo manifestazioni e sit-in per difendere la satira
(spesso pesante e ingenerosa) di Charlie
Hebdoe e poi lanciamo strali contro Vauro colpevole di aver disegnato una
vignetta dove si vede un burattino con le sembianze di Beppe Grillo
"esanime", con i fili lasciati a terra.
Un chiaro riferimento al fatto che, morto il burattinaio
(Casaleggio), non ci sarà futuro nemmeno per il burattino (Grillo).
L’autore è stato
definito indegno, idiota, insensibile, vergognoso e altri epiteti che non
riportiamo. Tutto questo in nome del fatto che, difronte alla morte, occorre
tacere, perché la morte è la grande livella che mette ogni essere umano sullo
stesso piano, buoni e cattivi, persone di cuore ed egoisti. Tutti diventano retti
e onesti rinchiusi dentro una bara.