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giovedì 14 aprile 2016

NOTE A MARGINE DI UNA VIGNETTA DI VAURO

Siamo veramente un paese di farisei e sepolcri imbiancati: organizziamo manifestazioni e sit-in per difendere la satira (spesso pesante e ingenerosa) di Charlie Hebdoe e poi lanciamo strali contro Vauro colpevole di aver disegnato una vignetta dove si vede un burattino con le sembianze di Beppe Grillo "esanime", con i fili lasciati a terra.
Un chiaro riferimento al fatto che, morto il burattinaio (Casaleggio), non ci sarà futuro nemmeno per il burattino (Grillo).
 L’autore è stato definito indegno, idiota, insensibile, vergognoso e altri epiteti che non riportiamo. Tutto questo in nome del fatto che, difronte alla morte, occorre tacere, perché la morte è la grande livella che mette ogni essere umano sullo stesso piano, buoni e cattivi, persone di cuore ed egoisti. Tutti diventano retti e onesti rinchiusi dentro una bara.