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mercoledì 23 novembre 2016

PUNITO IL VENDITORE DI MERENDINE

In una scuola di Moncalieri (TO), un alunno è stato sospeso perché vendeva snack e merendine ai compagni di studi. In questa sua attività il ragazzo ha mostrato una notevole capacità imprenditoriale, infatti, sondava i prezzi migliori nei supermercati, e attraverso Whatsapp monitorava i gusti della clientela. Tanto per fare un esempio, il giovane imprenditore pagava gli snack 30 centesimi, li rivendeva a 50 mentre al distributore automatico della scuola costavano un euro. Margini minimi ma tutti erano contenti.

Tutti meno che le autorità, perché essere troppo intraprendenti, può diventare un rogna perché, come spiega il preside della scuola, “è un problema di legalità. La scuola, insieme ai saperi, alle conoscenze, alle abilità, deve anche insegnare a questi ragazzi a essere cittadini e dunque a rispettare le legge”».
Noi siamo rispettosi della legge, però, francamente, non ce la sentiamo di condannare un ragazzo che s'ingegna a fare qualche soldo vendendo merendine. Sarebbe stato parecchio peggio se avesse venduto anfetamine, coca o coltelli a serramanico.
Ancora una volta riaffiora un vecchio vizio italico, quello per cui, per fare qualunque cosa, ci vogliono licenze, timbri, marche da bollo e senza questi pezzi di carta si va incontro a una censura o anche peggio.

giovedì 3 novembre 2016

QUALCHE IDEA PER IL FUTURO DELLA VALDICHIANA, A PARTIRE DAL SIGARO.

In Valdichiana si discute troppo poco del futuro. Il cono d’ombra maggiore è dato dall'assenza di una strategia politico-amministrativa in grado di ridare una prospettiva alla nostra vallata.  
La crisi ha lasciato un’eredità pesante: imprese chiuse, altre ridimensionate, aumento della disoccupazione, scarse possibilità per i giovani. E’ pur vero che esistono punte di eccellenza, ma non bastano a compensare quello che si è perso.
Da quanto tempo manca una riflessione, sia a destra sia a sinistra, sul destino della Valdichiana?

Al di là della retorica su agricoltura di qualità, biologico, turismo, servizi avanzati si avverte pesante il vuoto di idee. Che fare? Di fronte a questa domanda in parecchi scuotono la testa.

giovedì 13 ottobre 2016

Arezzo: UN FONDO PER LE GIOVANI IMPRESE

Premesso che un paese che non favorisce le imprese è un paese destinato a morire; premesso che le imprese di solito portano novità, inventiva, fantasia; premesso che il mondo dell’impresa può offrire uno sbocco occupazionale; premesso che è necessario non farsi ingannare dai numeri, con tutto il rispetto aprire cento bar e un milione di tavole calde non cambia la qualità dell’economia. Premesso tutto questo, l’Italia è sclerotizzata.
Quello che cambia il senso di marcia in un paese sono le imprese innovative, quelle che cavalcano l’onda del cambiamento e sono in grado di creare, per germinazione, posti di lavoro e idee sempre fresche.

Le ragioni per cui fare impresa in Italia è una “fatica titanica” sono molteplici.

venerdì 7 ottobre 2016

AREZZO UNA ECONOMIA IN CRISI E CHE SI FA?

In giro ci sono strani personaggi che, secondo i dati statistici del giorno, degli sponsor o degli inserzionisti s’inventano improbabili riprese dell’economia locale, oppure, di converso, parlano di crisi senza fine.
Anche stavolta assistiamo a questa pantomima. Fino a qualche mese fa l’economia aretina sembrava aver ripreso a tirare come una locomotiva, oggi, invece, siamo di nuovo sull'orlo del baratro.
In effetti, gli ultimi dati che arrivano dagli istituti di ricerca non inducono all'ottimismo. I numeri sono impietosi per la provincia di Arezzo e in parte anche per la Toscana.
La Toscana si colloca, infatti, in una fascia mediana rispetto al PIL nazionale con un +0.8, mezzo punto in più delle regioni del sud ma con tre decimali in meno rispetto alle aree geografiche più dinamiche.

Purtroppo la nostra regione, nonostante le sue enormi potenzialità, che vanno dal manifatturiero d’eccellenza al turismo, sembra impaludata, prigioniera della sua bellezza, soffocata dalla burocrazia e destinata, se non cambia marcia, a specchiarsi solo su se stessa.
Ma l’argomento che ci interessa di più è quello che riguarda la provincia di Arezzo.

martedì 4 ottobre 2016

VALDICHIANA E AREE DI CRISI NON COMPLESSA. E' UNA OPPORTUNITÀ' DA COGLIERE

E’ fuor di dubbio che una parte della Valdichiana soffra da tempo di una crisi del manifatturiero piuttosto grave. Basta pensare alle caduta dell’occupazione in alcune grandi imprese (Cantarelli e Sadam tra tutte), alla contrazione del settore delle piccole e medie imprese, a cui si aggiungono le difficoltà che incontrano le ditte legate al settore edile. Il quadro è fosco anche se, dobbiamo dirlo, non tutto il futuro appare incerto.  
Per esempio assistiamo, con piacere, al consolidamento, su mercati emergenti, di imprese storiche ed all'arrivo di nuovi investitori. Per esempio le notizie che arrivano da Lucignano portano una ventata di ottimismo. Il nuovo stabilimento della SVI entrerà presto a regime con circa 75 dipendenti. Per non parlare del progetto Diakont, sempre a Lucignano, che prospetta quasi 300 nuove assunzioni.

La stessa dinamicità non la ritroviamo in altre parti della Valdichiana, complice una congiuntura che ha visto morire aziende importanti per il nostro territorio.
E’ dunque una cosa buona  che la Regione Toscana abbia deciso di individuare i territori di  Cortona e Castiglion Fiorentino come "aree di crisi non complessa", aree che attendono per essere definitivamente fissate il decreto del ministero dello sviluppo economico.
L’obbiettivo come dice la legge è abbastanza chiaro “rilanciare le aree colpite da crisi industriale attraverso la valorizzazione della vitalità imprenditoriale e delle potenzialità dei singoli territori”.

lunedì 3 ottobre 2016

IL TURISMO E' UNA INDUSTRIA E NON UNA MEDAGLIA

Per l'Italia, e aggiungiamo noi per la Toscana, il turismo è sempre stato fonte di ricchezza. Recentemente sono stati registrati risultati molto positivi per quanto riguarda la stagione estiva. Questo incremento di presenze, come dicono esperti del settore, è dovuto in gran parte  a fattori esterni che  hanno portato molti italiani a fare le vacanze dentro i confini nazionali e hanno dirottato nel nostro paese turisti stranieri, sottraendoli ad altre destinazioni ritenute pericolose.

Per questo appaiono fuori scala gli strombazzamenti sull'aumento del turismo in sede locale. Incremento dovuto, secondo alcuni cointeressati cantori, a politiche di promozione territoriale di cui, in verità, non s’è accorto nessuno.
Discorso ben più serio è come consolidare questo flusso positivo quando domani le coste del Mediterraneo torneranno a essere appetibili e gli italiani decideranno di riaffollare le spiagge della Spagna, della Grecia o della Croazia.

venerdì 16 settembre 2016

AMBIENTE QUALITÀ E PROFITTI: DAL CASO EATALY ALLA VALDCHIANA

Oscar Farinetti è considerato un grande imprenditore, uno capace di guardare al futuro. La sua creatura, Eataly, “un brand che oggi vale 300 milioni di euro” si è imposta in pochi anni alla attenzione dei mercati, trovando sostenitori entusiasti nel mondo dell’impresa e della politica. Che cosa è Eataly?  Com’è spiegato nel sito web “Eataly è mangiare italiano, vivere italiano. Il nostro obiettivo è dimostrare che l'alta qualità dell'enogastronomia italiana è alla portata di tutti”.

Tutto bello, peccato che queste premesse entrino in rotta di collisione con quanto affermato in un’intervista dallo stesso Farinetti: “Per fare pasta di alta qualità serve grano duro che in Italia è difficile trovare”. Questa è la ragione per cui per cui Eataly compra materia prima anche all’estero, in Canada e Usa, dove, sempre a detta del patron «non c’è paragone a livello qualitativo”.
Questa dichiarazione ha suscitato un mare di polemiche perché parrebbe contrastare con la filosofia dell’azienda. Infatti, come la filosofia kantiana non può prescindere dalle “categorie”, cosi Eataly non può fare a meno dalle materie prime prodotte in Italia. Altrimenti il mangiare italiano, tanto per rimanere in tema, va a frasi friggere.

giovedì 15 settembre 2016

ARGOMENTI SCOMODI: DISOCCUPAZIONE, EVASIONE FISCALE, POVERTÀ'.

Oggi introduciamo alcuni argomenti scomodi: evasione fiscale, povertà e disoccupazione giovanile.
Tre temi uniti da una sottile “linea rossa” che ci parla dei mali, più o meno cronici, di questo paese.
Una premessa doverosa: Noi siamo d’accordo con quello che dichiarò l’allora sottosegretario Fassina (uno che non è proprio un liberista) e cioè che "in Italia c'è una evasione di sopravvivenza (…) ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono tanti soggetti economici a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno".
In effetti, ci sono persone e imprese che, se dovessero pagare tutto quello che il fisco richiede, chiuderebbero bottega dall'oggi al domani.

Così come ci sono situazioni paradossali per cui mettere in piedi un’impresa, specie per i giovani, è materialmente impossibile perché in questo benedetto paese, al netto delle facilitazioni che i vari governi hanno introdotto, prima si pagano le tasse e poi si comincia a lavorare.
Un paradosso che nessuno sembra voler mettere in discussione. Così come, nonostante i tanti proclami, rimane aperta la spinosa questione del credito, dove si premiano le garanzie rispetto alle buone idee (in senso imprenditoriale).

sabato 4 giugno 2016

EX SADAM. C'E' CHI ASPETTA LA STAZIONE E INTANTO I TRENI PASSANO

Eppur si muove…” verrebbe da dire esaminando gli ultimi accadimenti sulla ormai annosa vicenda della riconversione ex SADAM.
Vediamo quello che è successo.
Primo: approvazione all'unanimitànell'assise castiglionese, di una mozione presentata dalle opposizioni sulla vicenda dello zuccherificio. Documento che abbiamo pubblicato nei giorni passati.
Secondo: le dichiarazioni di un assessore castiglionese che, a partire proprio da quella mozione, ha affermato che la questione del recupero dell’area ex SADAM è una vicenda quanto meno regionale, che richiede l’apporto di tutti per trovare una soluzione.
Sul piano teorico la questione comincia a prendere forma ma poi, dalle dichiarazioni di principio, occorre passare ai fatti.

Se tutti sono convinti che la Regione debba fare da coordinamento allora occorre che qualcuno glielo dica. Magari ricordandogli che nel lontano 2007 siglò un accordo, mai revocato e quindi formalmente valido.
In virtù di questo sarebbe opportuno capire cosa ha prodotto l’ultimo incontro tra il Comune di Castiglion Fiorentino e la Regione. E’ venuto fuori qualcosa di nuovo o siamo ancora al "pour parler”?

giovedì 12 maggio 2016

IL RECUPERO DELLE LEOPOLDINE E LO SVILUPPO DELLA VALDICHIANA


Qualcosa si muove sul fronte delle #“Leopoldine”: è di questi giorni la notizia dell’ormai prossima sigla, su quest’ argomento, di un protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Comuni di Arezzo, Castiglion Fiorentino, Civitella Val di Chiana, Cortona, Foiano, Marciano della Chiana, Monte San Savino, Montepulciano, Sinalunga e Torrita di Siena.
Per chi non lo sapesse le “Leopoldine” sono le case coloniche costruite durante la bonifica della #Val di Chiana. Si chiamano così perché a volerle fu appunto il granduca Pietro Leopoldo, un grande del suo tempo, famoso per le idee innovative e per l’amore che portò alla nostra terra.  


La gran parte di questi immobili, che rappresentano una testimonianza fondamentale della nostra memoria storica, sono ormai messi male: abbandono, incuria, trasformazioni edilizie devastanti sono oggi i nemici di combattere. Finalmente qualcuno ha capito che il complesso insediativo della #bonifica granducale, fatto di ville, fattorie e 'Leopoldine', rappresenta un “unicum” che necessità di un piano organico e non può essere abbandonato allo sghiribizzo di ogni singola amministrazione.

venerdì 15 aprile 2016

Riceviamo e pubblichiamo: EX SADAM , OCCORRONO PROPOSTE PER CREARE OCCUPAZIONE E SVILUPPO

Qualcosa si muove su fronte della riconversione dell’area ex SADAM. Bocciato il progetto della centrale a biomasse  rimangono aperti tutti i problemi : sviluppo, ricollocazione dei lavoratori, creazione di nuovi posti di lavoro, destino dell’area industriale. Abbiamo già detto che Castiglion Fiorentino ha perso molto con la chiusura dello zuccherificio, imposta dalla U.E., e solo chi ha la memoria corta ha dimenticato quanta occupazione e ricchezza produceva lo stabilimento saccarifero non solo per  Castiglion fiorentino ma per tutta la Valdichiana.
Oggi arriva la proposta della CGIL  di realizzare una azienda di trasformazione dei prodotti agricoli: succhi di frutta e verdura.
 
Ogni idea è buona purché sia fattibile e soprattutto sia in grado di creare lavoro e crescita in un territorio che ha visto gradualmente perdersi la sua vocazione industriale.
Come Partito Democratico è ormai da tempo che auspichiamo un impegno serio su questi argomenti: legare agricoltura e industria è il futuro della Valdichiana ma i buoni propositi da soli non bastano.  Non è sufficiente dire vogliamo una industria di trasformazione per  vedere nascere uno stabilimento con dentro tanti occupati ed in grado di dare risposte ai coltivatori.

REFERENDUM, TRIVELLE ED ENERGIA: VOTARE O NON VOTARE?

Secondo il dettato costituzionale “non è ammesso il referendum per le leggi tributarie, di bilancio, amnistia e indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali ”.
I motivi sono facilmente comprensibili: sarebbe fin troppo facile abolire leggi che impongono le tasse, squilibrando così i conti dello Stato, com'è altrettanto evidente che indulti e amnistie sono argomenti ben poco popolari tra la gente. Per quanto riguarda invece i trattati internazionali è palese che in materia di rapporti tra stati gli impegni devono essere rispettati e quindi non possono sottostare alla spada di Damocle di un referendum.

Rispetto all'appuntamento di domenica riteniamo legittima qualunque posizione, compresa quella dell’astensione. Se, infatti, esiste un quorum per la validità del referendum astenersi è una “posizione politica” che ha la stessa dignità del No o del Si. Certo sarebbe preferibile che i contrari si presentassero alle urne, senza succhiare la ruota degli astensionisti di mestiere, che ormai rappresentano una bella porzione di elettorato.

giovedì 24 marzo 2016

INDUSTRIA ALIMENTARE IN VALDICHIANA, DIAMOCI DA FARE!

Secondo recenti studi il settore alimentare italiano potrà superare tra pochi anni i 50 miliardi di export. Il 2015, anno che ha registrato il successo di Expo, si è chiuso con vendite all'estero pari a 36,9 miliardi di euro, un valore in crescita dell’8% rispetto a dodici mesi prima. Se il PIL viaggiasse con lo stesso ritmo, saremmo a cavallo.

La notizia è particolarmente importante, almeno per noi che viviamo in una vallata, la Valdichiana, dalle grandi potenzialità in agricoltura. Alla base del settore alimentare c’è, infatti, l’agricoltura, a seguire le industrie di trasformazione e in ultimo i servizi.

martedì 22 marzo 2016

LA BUROCRAZIA E' UN MOSTRO

La burocrazia è un mostro che ha fame, una fame atavica che ha avuto inizio da quando Hammurabi s’inventò i suoi codici e solo gli illusi possono pensare che sostituire i documenti di carta con quelli elettronici semplifichi la vita. Al massimo si può risparmiare spazio negli archivi ma la sostanza rimane quella.

Il problema è molto semplice laddove esistono delle norme ci sono regole da far rispettare laddove ci sono delle regole c’è necessità di controlli. Oggi il problema principale della burocrazia è il vaglio delle richieste, la loro corrispondenza alle leggi, la giustezza delle cifre. E sulla base di questo la richiesta di integrazioni, le prescrizioni, le disposizioni più o meno transitorie, una massa di cose, spesso inutili, che bloccano gli ingranaggi e allungano i tempi.  A questo si aggiunge talvolta la complessità assurda della modulistica e delle procedure, in particolare quelle (guarda caso) che riguardano passaggi che hanno a che hanno a che vedere con norme europee.

martedì 15 marzo 2016

Riceviamo e pubblichiamo: CASTIGLIONI ANDIAMO A VEDERE LE CARTE

“Il Documento Unico di Programmazione presentato dall'Amministrazione Comunale per gli anni 2016-2018, si presta ad alcune considerazioni. La prima è che il nostro Comune ha chiuso la fase di dissesto e quindi l’attuale maggioranza può finalmente mostrare le proprie capacità senza troppe giustificazioni.
La rapida uscita dalle difficoltà economiche, avvenuta senza vendere nemmeno un mattone del patrimonio comunale, senza dismettere nessuna partecipazione, continuando a pagare mutui, stipendi e mantenendo una spesa corrente alta, conferma quello che noi abbiamo sempre sostenuto, cioè che il Comune aveva fondamenta solide.
Finalmente le cose cominciano a chiarirsi, tanto che oggi l’Amministrazione, per bocca dell’Assessore Milighetti, può prendersi il merito di una diminuzione della pressione fiscale.
E qui viene fuori la seconda considerazione. Inizialmente l’Assessore Milighetti nei suoi post su facebook e in un comunicato ufficiale aveva parlato di una riduzione dell’0,1 per mille sugli immobili di categoria D. Quando il nostro partito ha fatto presente che tale diminuzione appariva irrisoria, il capogruppo di maggioranza è prontamente intervenuto correggendo i dati: non dell’0,1 si trattava bensì dell’1. Abbiamo preso atto della precisazione ma il nostro giudizio rimane invariato, è esagerato dichiarare come ha fatto Milighetti che “gli imprenditori potranno reinvestire questi soldi per creare sviluppo e mantenere alti i livelli occupazionali”. Qualche centinaio di euro di risparmi rappresentano una cosa importante ma non servono per rilanciare l’occupazione. Giacché il Governo Renzi ha tolto l’IMU sulla prima casa, si sarebbe dovuto abbassare in maniera consistente le aliquote ed aiutare famiglie e imprese.

Nella stessa conferenza stampa in cui Milighetti descriveva le sue strategie economiche è intervenuta l’Assessore alle politiche sociali  Del Giudice. Anche lei ha sostenuto che per Castiglioni si può pensare anche a uno sgravio dei costi sui servizi: 7% in meno sui trasporti scolastici e la mensa per il secondo figlio. Niente di nuovo sotto il sole poiché tali riduzioni, ben più consistenti, esistevano già in passato ed erano state cancellate.

lunedì 14 marzo 2016

EVVIVA LE SAGRE

Le sagre sembrano diventate il nemico numero uno, da tutte le parti arrivano bordate, richieste di limitazioni, regolamenti comunali restrittivi. Il motivo di tanta avversione è che tali iniziative, secondo alcuni, “ucciderebbero” la ristorazione tradizionale.

Su questo punto abbiamo più di un dubbio. Può capitare che tra coloro che vanno a gustarsi, sotto un tendone, una pizza, una rana fritta, un fungo porcino possano essere potenziali clienti di un ristorante. Ma noi rimaniamo convinti che la stragrande maggioranza, cioè quelli che fanno massa, non sarebbero mai andati da un’altra parte se la sagra non ci fosse stata.

giovedì 10 marzo 2016

VALDICHIANA E DEMOGRAFIA. IL TERMOMETRO SEGNA FEBBRE


Qualche tempo fa avevamo riportato la notizia che dal 2011 al 2015 c’era stato a Castiglion Fiorentino un calo della popolazione residente di circa 400 unità. Per noi non era una buona notizia, anche se qualche “furbacchione” aveva commentato: “Tanto sono tutti stranieri….”.
A parte il fatto che una analisi dei numeri ci dice che dentro quei 400 ci sono 200 italiani, quello che ci si ostina a non capire è che anche gli stranieri hanno una bocca, sentono il freddo e un tetto sopra la testa lo devono avere.  Quando spariscono centinaia di persone non è positivo per l’economia locale, perché bene o male tutta quella gente  consuma, spenda, paga affitti e compra vestiti.

Quella notizia ci ha spinto a fare una piccola indagine in Valdichiana e abbiamo scoperto che dal 2011 al 2015 la situazione, divisa per comune è stata questa:
Cortona ha perso 500 residenti
Castiglion Fiorentino ha perso 400 residenti
Lucignano ha perso 108 residenti
Foiano ne ha acquisiti 145
Marciano ne ha acquisiti 53.

lunedì 7 marzo 2016

LA MASSIMA DI CUCINELLI E L'ECONOMIA LOCALE

Che Brunello Cucinelli rappresenti un fenomeno mediatico, oltre che imprenditoriale, è un fatto accertato. Ma il re del Cachemire non è solo l’uomo che ha ristrutturato un borgo facendone un esempio di come si possa coniugare impresa e territorio, non è solo l’imprenditore che cita i filosofi classici e chiede ai suoi dipendenti di essere persone prima ancora che lavoratori, Cucinelli è uno che le dice chiare.

Durante “una convention di Monte dei Paschi di Siena pare che abbia iniziato a illustrare alla platea le difficoltà che gli imprenditori trovano per accedere al credito. E per farlo racconta un aneddoto: una banca, gli chiedeva di avere il 25% di patrimonio netto, rispetto al fatturato, per avere una linea di finanziamento. Il che equivale a dire che per ottenere un prestito da una banca devi prima dimostrare che non ne hai bisogno. -Facile, troppo facile – secondo Cucinelli – fare banca così-. A quel punto si è rivolto alla traduttrice, chiedendole di tradurre alla lettera quello che stavo per dire ed ha esposto questa massima: ‘Bravi, bravi…è facile scopare col cazzo duro, scopa col cazzo moscio”.