Gli attuali amministratori stanno trascinando Castiglioni su di
un binario morto, di fatto non c’è un’idea di come portare avanti lo sviluppo
del paese, si limitano a portare avanti o ricopiare i progetti delle
Amministrazioni precedenti. Le uniche iniziative sono state la vendita del
Serristori e quella del capannone di Castiglioni Innova. In compenso sono tantoattivi sul piano dell’immagine. Adesso ne hanno inventata un’altra: quella
di uscire dall’ANCI, cioè dall'Associazione dei Comuni Italiani. Probabilmente
pochi castiglionesi sanno di cosa si tratta. L’Anci è stata fondata nel lontano
1901 e tra i suoi fondatori si possono ricordare Don Luigi Sturzo e
Turati.
Di fatto a cosa serve? Serve a rappresentare in sede nazionale gli interessi dei comuni, a prestare consulenza su svariati campi dell’amministrazione, a risolvere le problematiche che riguardano i dipendenti e a promuovere iniziative di educazione civica. Come molte associazioni anche l’ANCI avrebbe bisogno di essere riformata, per esempio ci sarebbero da eliminare tanti sprechi, ma da questo a chiamarsi fuori ce ne corre.
Con quest’atto, portato avanti fino a oggi solo dai comuni di fede leghista, il sindaco Agnelli forse vuole, ancora una volta, conquistare le pagine dei giornali, seguendo il vecchio detto “nella stupidità è meglio sembrare che essere”. E lui di stupidità ne ha dette tante, pur di finire in prima pagina: dagli immigrati, alle unioni civili, dai crocefissi nelle scuole alle vacche chianine.
