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venerdì 25 novembre 2016

QUANDO LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE LIQUAME

La politica è ormai diventata uno spettacolo, a tratti divertente, a tratti indecente, a tratti indecoroso. Marchiato dalla necessità di visibilità, dal bisogno di marcare il territorio come un cane che piscia addosso a un albero. 
Il territorio si può segnare in molti modi facendo i buffoni, mostrano il dito medio alla telecamera, mandando affanculo il mondo, associando l’avversario a un animale più o meno sgradevole, minacciando di mandarlo in galera, massacrandolo nei social, fino ad arrivare al punto di negargli l’ultimo saluto, come è accaduto in Spagna alla senatrice del PP Rita Barbera recentemente scomparsa.

Alle Cortes (la camera dei deputati) è stato osservato un minuto di silenzio in sua memoria, ma i deputati di Podemos hanno polemicamente lasciato l'aula. "Ci dispiace per la morte di Barbera, ma non possiamo partecipare a un tributo politico per una persona la cui carriera è segnata dalla corruzione" ha detto Pablo Iglesias, leader del movimento. Salvo poi rendersi conto di aver fatto una puttanata e così al Senato e nel Consiglio comunale di Valencia (città di cui la senatrice è stata Sindaca per lunghi anni) Podemos è rimasto al suo posto.
Non sta a noi giudicare le accuse della magistratura spagnola, quello che ci interessa è mostrare come partiti e movimenti, pur di distinguersi, siano disponibili a superare i limiti della civile convivenza, perdendo di vista il rispetto della persona.

giovedì 17 novembre 2016

DAI COMUNI AL PARLAMENTO I REDDITI IN PIAZZA, NON SOLO CROZZA.


L’ultimo scandalo italiano sembra essere quello del comico Crozza, reo di viaggiare a bordo di un’Audi R8 V10 coupé, del valore, affermano le cronache di 210.000 euro.
I soliti “moralisti d’accatto o da web”, come li chiamiamo noi, hanno subito levato in alto gli scudi.
 -Ma come- vien detto -il fustigatore dei costumi viaggia con una macchina così?-
Premesso che Crozza non ci piace troppo, è oltremodo facile fare della satira con il materiale umano che oggi offre la apolitica, non riusciamo davvero a comprendere dove sia lo scandalo.

Il lavoro di Crozza è far ridere la gente e, qualche volta, aiutarla a pensare, la sua specialità non sono le barzellette d’avanspettacolo ma la satira politica all’interno di una TV privata. Gli imprenditori di quella TV, che non sono dei benefattori, hanno fatto due conti e si sono accorti  che il suo spettacolo fa aumentare l’indice di ascolto e gli introiti pubblicitari, di conseguenza pagano bene il loro uomo. La storia finisce qui.
A nostro avviso non sono  scandalosi i profitti di Crozza, che stanno dentro una logica di mercato, la stessa che riguarda calciatori, attori, cantanti.Sono molto più scandalose le rendite di chi, svolgendo incarichi pubblici, si arricchisce direttamente o indirettamente nella più totale impunità, confermando così  il vecchio detto  di  Marco Porcio Catone per cui «i  ladri di beni privati passano la vita in carcere e in catene, quelli di beni pubblici nelle ricchezze e negli onori ».