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giovedì 24 novembre 2016

UN GESTO FORTE CONTRO IL DEGRADO

Spesso, da queste pagine, siamo stati critici sulle cadute di stile e sul decadimento dei costumi che sembrano spazzare come un vento freddo la vita sociale delle nostre comunità.
Questa volta invece ci sentiamo di fare un plauso a chi, nell’U.S. Castiglionese,  ha preso la decisione, immaginiamo difficile, di escludere dagli organici della società due giovani calciatori che si sono  resi protagonisti di una rissa in campo durante una partita. La sanzione è pesante ma mostra assennatezza da parte della dirigenza che sembra aver compreso che di fronte a simili atti non si può più sventolare la bandiera della tolleranza.
La giovane età dei protagonisti, il disagio, le difficoltà dei nostri ragazzi sono tutte attenuanti che vanno prese in considerazione, però a tutto c’è un limite. Quel limite che non sembra aver ben presente chi, di fronte al degrado della vita sociale, continua a far finta di niente, riducendo il tutto al risibile concetto di “ragazzate”.  Mai come in questi tempi si assiste a un’inusitata violenza verbale, al vandalismo spicciolo, alla prepotenza, al bullismo, alla cattiveria nei confronti dei più deboli, a un ritorno del razzismo.

dobbiamo gridarlo chiaro e forte che così non si può andare avanti. Non si può andare avanti accettando, per pura convenienza politica, le scritte naziste e antisemite, non si può andare avanti con l’intimidazione più o meno palese di chi la pensa in maniera diversa, non si può andare avanti perché alla fine può accadere di peggio. 

In queste vicende giocano un ruolo di non poco conto alcuni “cattivi maestri” che, al coperto del proprio ruolo e delle proprie fortune, inducono dei ragazzini su una strada tortuosa, piena d’incognite, in molti casi senza speranza.

giovedì 25 febbraio 2016

PRIVATIZZAZIONE DELLA PISCINA E CAMPO DE LA NAVE: DUE PESI E DUE MISURE

Il Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino ha deciso, con la delibera n. 5 del 4 febbraio 2016, di “di procedere all'affidamento, mediante procedimento di gara ad evidenza pubblica, dell’impianto sportivo denominato Piscina Comunale in Loc. Fontesecca di proprietà comunale”.

In altre parole il nostro Comune ha stabilito di “privatizzare” la gestione della piscina per un periodo “medio-lungo”, com'è scritto in delibera, in cambio dei “necessari investimenti in termini di adeguamento strutturale e normativo della piscina e degli spazi collegati”.
In linea di principio, noi della vecchia scuola, siamo sostenitori della gestione pubblica d’impianti che, come la piscina, svolgono, a tutti gli effetti, un servizio sociale.

martedì 12 gennaio 2016

SU FLORENZI VERDETTO INGIUSTO

Florenzi è stato vittima di un’ingiustizia, il premio FIFA Puskás, assegnato al calciatore o alla calciatrice che ha realizzato il gol più bello dell'anno, doveva essere suo.
Ancora una volta si è fatta confusione, e dalla confusione spesso vien fuori un torto: il goal di Lira, risultato vincitore, è stato spettacolare nell'esecuzione, ma non era il più bello.

Quello di Messi, altro finalista, è stato straordinario nella preparazione, ma il colpo strozzato sul primo palo non era esteticamente eccezionale.
Quello di Florenzi al Barcellona invece è la sublimazione del goal: tiro, intelligenza e un briciolo di spregiudicatezza.

martedì 24 novembre 2015

IL CALCIO E LE VERITA’ ASSOLUTE

“La vita è un pallone rotondo” scrive Dimitrijevic Vladimir. Dovrebbe tenere a mente questa frase Arrigo Sacchi quando critica senza pietà il gioco dell’attuale (per quanto?) capolista del campionato italiano.

Per il mister di Fusignano le prestazioni dell’Inter sono il prodotto di un «calcio antico, rivisitato da una persona con idee chiare. Va bene in un paese come l’Italia, dove la vittoria è tutto. All'estero il calcio è uno spettacolo sportivo. Da noi, invece, non è uno spettacolo perché non c’è estetica, né uno sport perché non si rispettano le regole, come dimostrano i tanti scandali».
Il “pallone”, dovrebbe saperlo un uomo come lui che ha dedicato anima e cuore a questa disciplina, ormai da parecchio tempo ha smesso di essere uno sport (se mai lo è stato) per cui diventa complicato valutarlo al pari di un’impresa sportiva.