Il
15 febbraio 2016 ricorrevano i novanta anni dalla morte di Pietro Gobetti
(1901-1926), un intellettuale italiano tra i più grandi che, nella sua breve
vita, aveva messo a fuoco, con largo anticipo, tante cose di questo nostro
paese.
Sono
ancora attuali le sue preoccupazioni per la mancanza di una classe dirigente intesa
come classe politica, l’assenza di una vita economica moderna, la scarsità di
quella che potremo definire una coscienza civica.
L’Italia di oggi, in questi
aspetti, è forse molto diversa da quella degli inizi del novecento? Non ci
pare, siamo sicuramente più grassi, abbiamo più beni di consumo, conosciamo più
cose ma nella sostanza quei problemi sono rimasti invariati. Anzi, visto che il
mondo è andato avanti si sono perfino aggravati.
