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venerdì 23 novembre 2018

LA DIFESA DEL PRESEPE E LE POLITICHE SOCIALI


Non capisco perché le festività del Natale debbano diventare terreno di polemica. Ultima (e a dire il vero ricorrente) in ordine di tempo è quella sull'allestimento nel Presepe nelle scuole.
Personalmente amo il Presepe, probabilmente lo amo molto di più dell’albero di Natale, e lo difenderò sempre. Ma questo non m’impedisce di dire che su queste questioni c’è sempre chi cerca di farsi pubblicità, in specie quando riveste una carica pubblica. E credo che abbia ragione chi sostiene che le priorità, per un’amministrazione, dovrebbero essere altre: la povertà, la marginalità, le famiglie che non arrivano alla fine del mese, gli anziani che rinunciano a scaldarsi oppure non comprano le medicine perché non hanno i soldi.  

Tutto questo ormai non sembra più far parte dell’orizzonte della politica. Difatti mentre si spende fior di quattrini per organizzare feste sempre più splendide, con una sorta di gara tra i comuni a chi allestisce il Natale più bello, dall'altro si riducono le risorse per chi ha bisogno. Perciò la difesa del Presepio che arriva da certi ambienti ha il sapore acido del latte avariato. Bisogna essere conseguenti con quei valori che si dice di voler difendere, e sarebbe meglio, nelle spese pubbliche, tagliare il superfluo per dare qualcosa a chi ha bisogno.

lunedì 10 settembre 2018

CASTIGLION FIORENTINO: LA GRANDE BELLEZZA DI S. AGOSTINO


La grande bellezza dell’Italia non è fatta solo dall'architettura e dagli edifici che disegnano i nostri centri storici, ma anche dalla vita che pulsa tra le loro mura.
Castiglion Fiorentino, con il suo intreccio di strade, vicoli e piazze, in cui si affacciano edifici pieni di storia, è un bell'esempio di come la socialità si sia coniugata, nel tempo, all'armonia urbana.
Purtroppo, come gran parte dei centri storici, subisce la violenza del tempo e degli uomini. Piazze, che non erano pensate a quello scopo, sono diventate parcheggi, vicoli, un tempo pieni di vita, sono diventati terreno di conquista di erbe e cartacce. Le stesse strade maestre, che da secoli svolgono egregiamente la loro funzione, cominciano a subire il peso di del traffico e di un’usura che gli antichi architetti non potevano preventivare.
I centri storici sono come organismi viventi, hanno bisogno di cure di attenzioni e, più sono vecchi, più l’affetto e il rispetto verso di loro deve essere grande. Per renderli vivi ci vogliono il commercio, la residenza, servizi, quelle attività che li rendano vivaci ogni giorno dell’anno. Il turismo, per quanto importante, non può essere la sola risposta in grado di evitare la polverizzazione del tessuto sociale, commerciale e produttivo, né possono esserlo le manifestazioni, per quanto belle e ben organizzate. Ma di queste avremo modo di parlare.

venerdì 13 aprile 2018

UNA PETIZIONE CONTRO LA VIOLENZA SUGLI INSEGNANTI


Ho recentemente firmato la petizione al Presidente della Repubblica per sostenere una legge contro la violenza sugli insegnanti. https://www.change.org/p/sergio-mattarella-vogliamo-una-legge-contro-la-violenza-sugli-insegnanti

L’ho fatto per essere coerente con le cose che ho sempre detto e scritto e cioè che questo paese non ha futuro senza regole certe e senza una scuola in grado di funzionare.

I fatti di violenza di cui abbiamo letto in questi ultimi tempi: insegnati presi a pugni, vilipesi, feriti sono di una gravità assoluta ma altrettanto grave è aver abbandonato la scuola al suo destino. E qui la politica ha colpe gravissime.

Insegnanti sotto pagati, senza prestigio sociale, privi di autorità, edifici in degrado, assenza di tecnologie e strumenti didattici. E pensare che tutti sostengono che la formazione è alla base della crescita, non solo di quella civile, ma anche di quella economica.

Invece da noi, contrariamente a quello che accade nel resto d’Europa, si fa il contrario, si sminuisce il valore della scuola e così facendo la figura del professore e del maestro diventa il bersaglio per ragazzi che non hanno voglia di studiare e per  genitori che sono diventati i sindacalisti dei figli”.

E’ uno schifo che un ragazzo bocciato sia “salvato” da una sentenza della magistratura amministrativa per un mero errore formale, è uno schifo che un maestro o un professore si ritrovino coinvolti in situazioni violente da parte di alunni e genitori.
Per questo serve una legge che rafforzi la figura dell’insegnante quale pubblico ufficiale, che inasprisca le pene laddove ci sono episodi di violenza, che tuteli la libertà d’insegnamento e restituisca agli insegnanti un ruolo di primo piano.
Per questo ho firmato

martedì 3 aprile 2018

CAMUCIA, ASILO VANDALIZZATO: NON POSSIAMO RASSEGNARCI ALLA CATTIVERIA


A Camucia l’asilo di via XXV aprile è stato oggetto di una vera e propria “aggressione”, non so definirla in altro modo: spaccati i vetri, strappati dal muro gli estintori, mobili danneggiati, il tutto “condito” da salsa di pomodoro sparsa a piene mani per imbrattare mura e pavimenti.
“Il solito atto di vandalismo” commenterà qualcuno alzando rassegnato le spalle. E invece no!
Non bisogna adattarsi alla bruttura, all’idiozia, alla cattiveria. Alla cattiveria, sì, perché andare a colpire un asilo è indice davvero di un corpo privo di cuore, oltre che privo di cervello.
In Valdichiana, episodi d’inciviltà, micro-teppismo, danneggiamenti sono ormai diventati una specie di cattiva abitudine.
Un pessimo vezzo prodotto da una caduta verticale del senso civico, dalla negligente educazione, dai pessimi esempi che si rintracciano su social e TV. 
Una volta era la famiglia a funzionare da anticorpo, oggi benché in molti casi rimangano saldi i rapporti familiari, anche questo baluardo rischia di incrinarsi. Parliamoci chiaro, quando sono gli stessi genitori, come talvolta accade, a insultare maestri e professori giustificando, al di là di ogni limite, i propri figli, anch’essi  contribuiscono alla generale degenerazione.
Che fare? Conformarsi e andare avanti e assistere impotenti al decadimento?
 
Io non sono d’accordo. Intanto credo che qualora i risonabili di quanto accaduto a Camucia fossero scoperti la punizione dovrà essere esemplare. Non  basta la solita ramanzina da libro “Cuore”.

mercoledì 21 febbraio 2018

LA SCUOLA E’ UN CAMPO DI BATTAGLIA, DOVE CHI SPACCA IL MUSO A UN PROFESSORE TROVA MILLE GIUSTIFICAZIONI E CHI BOCCIA UN SOMARO DIVENTA UN AGUZZINO.



La scuola sembra diventata un campo di battaglia. 
Un campo di battaglia a senso unico, dove sempre più spesso maestri e professori sono vittime di violenze verbali e fisiche da parte di alunni e genitori.
E’ una delle tante vergognose peculiarità che contraddistinguono il nostro bel paese. Qualcuno, in vena di paragoni, dirà che in America gli studenti sparano col fucile mitragliatore, ma il fatto che negli Stati Uniti vi sia un livello endemico di violenza non giustifica le nostre cazzate.
La verità è che l’Italia riverbera nella scuola la sua anima più brutta: decadenza dei valori, svilimento dell’educazione, caduta del principio di autorità.
Tutto è possibile quando non vi sono più regole e ogni aberrazione è consentita.  
La patria potestà, l’iper-protezione diventano giustificazioni sufficienti per spaccare il muso a un professore, magari riprendendo col telefonino per ritrasmetterlo sui social.
Tutto è possibile quando personaggi dall’ignoranza abissale e talvolta dalla dubbia moralità, si permettono di valutare curriculum scolastici, pagelle, giudizi e quant’altro concorre a formare l’educazione di un ragazzo. Sarebbe come se qualcuno in sala operatoria, senza avere nessuna nozione di medicina, dicesse al chirurgo cosa fare e come comportarsi.
Lo accettereste?

Lo ripeto, è un’infamia che i nostri maestri e professori siano sottopagati, con un livello di retribuzione tra i più bassi d’Europa. Che il loro ruolo sociale sia in sostanza ridotto a zero e che tutto quello che ruota intorno alla scuola sia considerato un inutile orpello.

mercoledì 17 gennaio 2018

LA TOLLERANZA NON SEMPRE PORTA BUONI FRUTTI, baby gang e vandalismi non sono un fenomeno da sottovalutare, nemmeno dalle nostre parti.



Dicono tutti che questo “non è un paese per giovani”, però lo diventa quando si tratta di criminalità.
La notizia che “quelli” delle baby gang napoletane sono tutti a spasso dopo aver picchiato, accoltellato e ferito gravemente alcuni loro coetanei è una di quelle informazioni che non avrei voluto leggere.
Indubbiamente ci sono aspetti umani e sociali e probabilmente ha una parte di ragione chi sostiene che “la questione è educativa e non meramente di ordine pubblico”.  Ma questo non risolve il problema, anzi per certi aspetti lo aggrava. Personalmente concordo con la procuratrice per i minori di Salerno che ha avuto l’onestà e il coraggio di dire che “Il nostro codice minorile ha in sé gli strumenti per affrontare questa situazione. Però, ecco, dobbiamo forse arrenderci all'evidenza e prendere atto che il buonismo del passato, non solo da parte della magistratura, ma di tutta la società, non ci ha portato molto lontano. Le esigenze sono cambiate perché è cambiata la società e questa sensazione d’impunità rappresenta anche una conseguenza di questo buonismo che, evidentemente, non ha dato buoni frutti…”

Il clima, cari amici, è mutato perché la società è cambiata, un ragazzino di 12, 13 14 anni non è paragonabile, nemmeno fisicamente, a uno di venti o trenta anni fa. E non è giusto, moralmente giusto, che una famiglia debba andare a trovare in ospedale il proprio figliolo con la gola squarciata e i responsabili se ne stiano tranquillamente in giro col motorino (magari senza casco).

giovedì 3 novembre 2016

Riceviamo e pubblichiamo: CHIEDIAMO UNA VERIFICA DELLO STATO DI SALUTE DEGLI EDIFICI PUBBLICI E DELLE SCUOLE


Il susseguirsi delle scosse di terremoto, che hanno martoriato una parte dell’Italia centrale, non fa dormire sonni tranquilli a nessuno.
Tutto ciò dovrebbe spingere a un accurato monitoraggio degli edifici pubblici.

Poiché nell'ultimo Consiglio Comunale quest’argomento era stato sollevato, senza avere una risposta soddisfacente e, nel contempo, è stato approvata dalla maggioranza una modifica al bilancio di 90.000 euro, da destinare a incarichi professionali non ben specificati, ci sembrerebbe logico, oltre che necessario, che una parte di tali somme venga destinata ad una verifica attenta dello stato di salute degli immobili pubblici ed in particolare delle scuole castiglionesi.
Sarebbe inoltre opportuno che il Sindaco relazionasse, dati alla mano, sullo situazione in modo da capire come stanno effettivamente le cose.
PARTITO DEMOCRATICO DI CASTIGLION FIORENTINO


lunedì 3 ottobre 2016

Riceviamo e pubblichiamo: LO SCUOLABUS DONATO A ZAPPONETA …..E' UN REGALO O PUBBLICITÀ ?


Siamo ben contenti che il sindaco di Castiglioni faccia solidarietà nei confronti di Zapponeta, un comune di 3.600 abitanti paralizzato da un debito di 17 milioni di euro. Aiutare chi è in difficoltà è un obbligo morale. Le buone notizie però finiscono qui perché l’aiuto promesso da Agnelli consiste in uno scuolabus da scegliere tra quelli dismessi dal Comune di Castiglion Fiorentino. Scuolabus messi all'asta dopo che un professionista esterno (lautamente remunerato dal nostro comune) ha stabilito che bisognava rivedere le linee e privatizzare.
FINO A IERI QUEI PULMINI ERANO DEFINITI DALL'ASSESSORE MILIGHETTI INADEGUATI, OBSOLETI, FACENDO INTENDERE CHE ERANO PERFINO PERICOLOSI PER L’INCOLUMITÀ DEGLI ALUNNI. OGGI INVECE DIVENTANO UN PACCO DONO PER UN ALTRO COMUNE MA SOPRATTUTTO UN MOTIVO PER FARSI PUBBLICITÀ.
MA CHI VOGLIONO PRENDERE IN GIRO?

Quella di Agnelli è una solidarietà “pelosa”, il nostro primo cittadino, infatti, se ne frega di Zapponeta e di tutti suoi abitanti, quello che gli importa è finire sulle pagine dei giornali.
Ma la situazione di Zapponeta ci dice anche un’altra cosa, che un comune veramente dissestato non è in grado di garantire servizi e funzioni.

CI VOGLIONO CERVELLONI ANCHE IN POLITICA

La notizia è di quelle che fanno leccare i baffi perché segna un cambio d’inversione, parliamo del progetto del governo, che sarà inserito nella prossima legge di Bilancio, per individuare 500 ragazzi da seguire negli studi universitari.
Tradotto in soldoni, vuol dire che 500 studenti “plus-dotati”, al quarto e quinto anno delle scuole medie superiori, saranno sostenuti, o per meglio dire adottati dallo Stato: “finanziati con un assegno mensile e seguiti da un tutor fino al compimento degli studi, scuole di specializzazione e master all'estero compresi”.

E’ una bella scommessa sul futuro del nostro paese. Finalmente si decide di investire sull'intelligenza, sulle idee, sul capitale umano, sulla possibilità che gente con il cervello possa dare un contributo al proprio paese invece di andare a spendere i propri talenti all'estero.
Senza essere polemici sarebbe bello che lo stesso criterio fosse adottato anche nell'agone politico dove, a parte qualche lodevole eccezione, pare (il dubbio in questi casi è d’obbligo) che vengano premiati non i più intelligenti, i più bravi, quelli con un po’ di sale nella zucca ma quelli più capaci a dire di “si”.

venerdì 12 agosto 2016

CENTRO STORICO DA DIFENDERE: ALCUNE IDEE

I centri storici non possono diventare solo prodotti da mettere in vetrina,  i centri storici rappresentano la tradizione, l’anima di un paese e di una città.
La lenta decadenza delle zone più antiche riguarda, purtroppo, buona parte dei comuni della nostra provincia. Non c’è da illudersi, non esistono soluzioni miracolistiche, questo, però, non significa arrendersi.
Cominciamo a interrogarci sulle cause: i centri storici non sono più un polo di attrazione come avveniva un tempo, quando, dalle campagne e dal circondario, ci si riversava in paese per gli acquisti, per andare in farmacia o dal dottore, per recarsi in comune o alle poste.
Non ha senso essere nostalgici di quel passato. Il piccolo mondo antico fatto di osterie, di piazze animate dai mercati settimanali, di piccoli negozi dove trovavi di tutto, non c’è più e non ritornerà.
I centri commerciali hanno ucciso il commercio di vicinato, la gente vuole muoversi, vuole guardare oltre le mura di casa e oggi esistono milioni di finestre affacciate sul mondo: per comprare, per viaggiare, per ottenere servizi.
La soluzione era bloccare tutto questo? Impossibile, forse regole più stringenti avrebbero rallentato la malattia ma, alla lunga, il risultato non sarebbe cambiato.
Del lento declino dei centri storici ha risentito inevitabilmente anche la residenza: meno opportunità, meno abitanti e con il calo dei residenti diminuisce la qualità.
Trovare soluzioni non è facile.
A Castiglioni il centro storico ancora funziona (almeno in parte) perché ci sono i servizi: poste, uffici comunali, professionisti e per fortuna e nonostante tutto, un buon numero di negozi.
Ma il futuro non appare roseo. Qualche anima bella è convinta che il turismo possa diventare il toccasana di tutti i mali.
Di quale turismo parliamo? Parliamo forse di un turismo di massa in grado, con gli incassi di una stagione, di creare reddito per tutto l’anno? No, il nostro non è quel tipo di turismo.
Sicuramente è importante incrementarlo e sostenerlo ma da solo non basta.
Un centro storico come il nostro può vivere solo se punta alla qualità e alla residenza.  Per questo occorre muoversi con una strategia che coinvolga tutti: residenti, commercianti, professionisti, istituzioni e associazioni.

Oggi l’Amministrazione propone piani di recupero urbano, è una bella sfida ri-progettare porzioni di Centro Storico, vedremo cosa si riuscirà a realizzare.
Ma c’è anche di più, con un recente provvedimento sono stati messi a disposizione, da parte del Comune, finanziamenti per le imprese che intendono insediarsi nel perimetro delle mura del paese. Ottima idea ma che rischia di naufragare tra i marosi dell’incertezza.

giovedì 24 marzo 2016

DROGA E FAR WEST. CHE CAVOLO C'ENTRA?

Quello che è accaduto al liceo Virgilio di Roma è sintomatico del clima che si respira in Italia. Ecco i fatti: carabinieri in borghese, entrati dentro la scuola all'ora di ricreazione, hanno perquisito alcuni ragazzi considerati "sospetti". Uno studente maggiorenne e con precedenti per spaccio è stato arrestato e portato via perché colto in flagranza di reato mentre cedeva una dose di hashish e un'altra l’aveva in tasca.
Immediata convocazione di un’assemblea dove gli attivisti del Collettivo autorganizzato parlano di "metodi repressivi pesanti" e protestano contro l'ingresso di agenti dentro l'istituto.

venerdì 26 febbraio 2016

A SCUOLA SENZA ZAINO, SBAGLIATO DEFILARSI

Lungi da noi dal voler entrare in una polemica come quella che si è aperta a Castiglion Fiorentino tra i fautori della scuola “senza zaino” e i sostenitori della “scuola con lo zaino”.
Anzi ci scusiamo per la semplicità dei nostri argomenti che sicuramente fa a pugni con la serietà di due impostazioni degne entrambe di rispetto e considerazione.

La “scuola senza zaino”, che ha tra i suoi capisaldi una diversa organizzazione degli spazi, i concetti di solidarietà, collaborazione e condivisione, vista dall'esterno appare una buona cosa. Però sarebbe sbagliato non tener conto di quello che sostiene una bella fetta del corpo docente castiglionese quando dichiara di non essere convinta dal punto di vista pedagogico. E’ un ragionamento che merita considerazione.

venerdì 12 febbraio 2016

ANCHE L'ACQUA SANTA E' VIETATA


“Il Tar dell’Emilia dice no alle benedizioni pasquali a Scuola”, il Tribunale Amministrativo ha stabilito che “il principio costituzionale della laicità o non confessionalità dello Stato non significa indifferenza di fronte all'esperienza religiosa, ma comporta piuttosto equidistanza e imparzialità rispetto a tutte le confessioni religiose (…) Non può, invece la scuola essere coinvolta nella celebrazione di riti religiosi che sono essi sì attinenti unicamente alla sfera individuale di ciascuno - secondo scelte private di natura incomprimibile - e si rivelano quindi estranei a un ambito pubblico che deve di per sé evitare discriminazioni”. 
Ci permettiamo alcune brevi considerazioni.

lunedì 8 febbraio 2016

CONTRO I VANDALISMI

"La scalinata di Palazzo della civiltà Italiana all'Eur è stata presa di mira da vandali: i cigli dei gradoni in travertino sono stati divelti e scagliati contro la stessa struttura. Si tratta dell'ennesimo episodio di vandalismo, dopo - per citare i fatti più recenti - quelli al laghetto e alle panchine che sono nel parco".
E’ questa la dichiarazione del presidente del Municipio IX di Roma all'indomani dei danneggiamenti di una delle strutture simbolo dell’Eur.

Al di là dei fatti romani il problema è che eventi simili si moltiplicano ormai in maniera esponenziale in tutta Italia. 
Anche a Castiglioni non siamo immuni da questo virus che pare aver contagiato, nel corso del tempo, parecchie persone.

mercoledì 27 gennaio 2016

CASTIGLIONI: IN VENDITA IL VECCHIO OSPEDALE

Dopo la vendita di una parte del patrimonio del Serristori, cessione che ha dato una mazzata alle possibilità di ripartenza dell’azienda agraria dell’Ente, ecco un’altra “tegola” tra capo e collo per la comunità castiglionese. 
La Regione insieme all'ASL, da quello che si apprende dalla stampa, ha infatti deciso di mettere in vendita il vecchio ospedale di Piazza S. Agostino.  

Non conosciamo il bando ma indipendentemente da questo riteniamo sbagliato che si metta all'incanto un edificio storico di tale importanza, senza una preventiva discussione.

lunedì 25 gennaio 2016

Riceviamo e pubblichiamo. NON POSSIAMO TACERE

Il comunicato dell’Assessore Silvia del Giudice in cui accusa la Regione Toscana di essere “matrigna” nei confronti dei propri cittadini la dice lunga sul modo propagandistico con cui gli attuali amministratori gestiscono il nostro comune.
Le colpe delle loro inefficienze sono sempre di qualcun altro e per giustificare la propria incapacità puntano sempre il dito in una direzione diversa.

Secondo l’Assessore Del Giudice la Regione avrebbe tagliato pesantemente i contributi scolastici e quelli destinati ai contributi per gli affitti.
Non siamo noi gli avvocati della Regione ma è giusto che i cittadini sappiano come stanno le cose.

lunedì 30 novembre 2015

TORNANO I CROCEFISSI NEGLI UFFICI DEL COMUNE?

"Riammessi i crocefissi negli uffici comunali “ recita un comunicato dell’Amministrazione di Castiglion Fiorentino.
Se l’italiano vale qualcosa “riammessi i crocefissi” vuol dire che qualcuno aveva ordinato di toglierli anzi peggio di espellerli.

Per noi, che avevamo disapprovato quel Consiglio d’Istituto che voleva impedire agli alunni di andare a una mostra d’arte religiosa, questa era una notizia da approfondire.

venerdì 13 novembre 2015

LA TROPPA TOLLERANZA DIVENTA INTOLLERANZA

La notizia è di quelle da far rizzare i capelli sulla testa. Il consiglio d’interclasse della scuola Matteotti di Firenze avrebbe annullato la visita degli alunni alla mostra intitolata «Bellezza divina», dedicata alla visione del sacro di artisti del calibro di Van Gogh, Chagall, Fontana, Picasso, Matisse e Munch. La motivazione sarebbe che la partecipazione dei ragazzi potrebbe collidere, detto in italiano “fare a pugni”, con la «sensibilità delle famiglie non cattoliche visto il tema religioso della mostra».

Ormai siamo alla pazzia. Se si dovesse seguire questa logica dovremmo vietare alle scuole di visitare tutti i musei italiani e gran parte di quelli europei visto che una bella fetta dell’arte medioevale, rinascimentale e moderna, almeno fino al milleottocento, riguarda temi sacri. 

giovedì 5 novembre 2015

PROFESSORI E VIDEOTELEFONINI

La notizia è di un paio di giorni fa, in una scuola di Torino alcuni ragazzi filmavano col telefonino le lezioni dei professori per poi trasferirle su Whatsapp. La notizia in se dice poco, anzi quasi niente. In un mondo in cui quotidianamente si esibiscono tette e culi su facebook , oppure si approfitta dei social per lanciare insulti velenosi, quello che hanno fatto i ragazzi di Torino appare francamente un peccato veniale.

Non escludiamo che utilizzando quei filmati qualcuno si sia divertito a prendere per i fondelli gli insegnanti. E qui siamo a un aggiornamento, in chiave tecnologica, di fatti sempre avvenuti. E’ uno dei rischi del mestiere del prof quello di essere dileggiato dagli allievi a causa delle manie o dei piccoli tic che accompagnano l’esistenza.