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venerdì 1 giugno 2018

AL PD LA MEDICINA AMARA DELL'OPPOSIZIONE PUÒ' FAR BENE


Anch’io, come credo un bel pò d’italiani, sono curioso di capire cosa combinerà il nuovo governo giallo-verde.
Sarà davvero il “governo del cambiamento”?
Oppure rappresenterà il covile di nuovi gattopardi?
Vedremo.
Non sono abituato a dare giudizi, scusate il gioco di parole, dettati dal pregiudizio, per me contano i fatti.
Di una cosa però son sicuro, è sbagliato etichettare questo governo come un “governo di destra”.
Parlare di un governo di destra avrebbe senso solo se dall’altra parte esistesse una sinistra.
Quindi la domanda è: “Esiste una sinistra in questo paese?”
E con questo non intendo un vago sentimento di giustizia sociale, di redistribuzione della ricchezza, di universalità dei diritti, di rispetto per l’ambiente.
Intendo una forza politica organizzata in grado di prospettare un’idea di futuro.
No, in questo momento non c’è.

Però la sinistra o il centro sinistra se preferite, nonostante la loro disarticolazione hanno, in questo momento, una grande occasione, una occasione che nasce dal ruolo di unica opposizione, perché Forza Italia farà una resistenza blanda e priva di nerbo.
Bere l’amaro calice può essere una cura per liberarsi dalle molte tossine che si sono accumulate in questi anni e consentire, in primo luogo al PD, di decontaminarsi dal potere e dai suoi inganni ed essere così in grado di attaccare le radici del populismo.
Radici profonde che parlano anche al cuore della gente di sinistra.

lunedì 28 maggio 2018

IL PRESIDENTE POTEVA ANDARE A VEDERE SE SI TRATTAVA DI UN BLUFF.


"Grande è la confusione sotto il cielo, perciò la situazione è favorevole" diceva Mao, dunque la confusione che si è creata dopo la rinuncia di Conte a costruire un governo dovrebbe essere la più favorevole del mondo, ma per chi?
Risposta scontata, per chi ha interesse a destabilizzare.  
E qui ci viene in soccorso Sun Tzu, un tipino che di strategia se ne intendeva, il quale sosteneva che “con ordine, affronta il disordine; con calma, l’irruenza”.
Affrontiamo quindi le cose con la giusta dose di autocontrollo.
In molti, alcuni convintamente, altri perché sono dei pappagalli, gridano al Golpe perché il Presidente Mattarella ha deciso di esercitare fino in fondo le prerogative costituzionali rifiutando il nome di un ministro.
Andiamoci piano con le parole, è pur vero che i Golpe non sono solo quelli con i carrarmati nelle piazze. Ci sono anche i Golpe “bianchi” che avvengono senza tintinnio di sciabole. Ma non è questo il caso, l’articolo 92 della Costituzione è chiaro “Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri”: nomina non prende atto.
Altra cosa è dire se il Presidente ha fatto bene a rifiutare la nomina di un ministro dando il via a una campagna elettorale dai toni veementi per non dire violenti.
Non credo che abbia fatto bene, anche se c’è qualcosa che non torna.
Se quello giallo-verde doveva essere il governo del cambiamento io dico che non si è mai visto un governo “rivoluzionario” che si impicca sul nome di un ministro: il bene comune viene prima dei nomi. Quindi vien da pensare che qualcuno ha fatto il furbo.
 
Però in democrazia, per quanto la cosa possa far storcere il naso, contano i numeri ed è fuor di dubbio che l’inedita alleanza giallo-verde i numeri li aveva conquistati sul campo. Conquistati per demerito di chi c’era prima non per merito proprio ma così è, ed è inutile piangere sul latte versato.

mercoledì 30 marzo 2016

SULLA SCIA DI MARINO E ALEMANNO UN BEL LIBRO SU CASTIGLIONI

Gli ex sindaci della Capitale Ignazio Marino e Gianni Alemanno affidano la loro storia a due libri di prossima uscita, tutti e due escono in concomitanza con le elezioni amministrative, mai come in questo caso politica e mercato (editoriale) coincidono.
Quello di Ignazio Marino s’intitola, in maniera efficace “Un marziano a Roma”, quello di Gianni Alemanno, ancor più enfatico, “Verità Capitale”.
Entrambi i testi, pur da sponde diverse, suonano come atti di accusa verso un apparato politico che si nutre d’intrighi e tradimenti, di un sistema imprenditoriale onnivoro e affamato, di un proliferare d’affari più o meno leciti che attraversano il sottosuolo di Roma.

Marino accusa senza mezzi termini Renzi di averlo fatto fuori, di aver avuto contro i giornali di certi gruppi economici.

giovedì 17 marzo 2016

CASTIGLIONI: IL CIVISMO LASCIA IL POSTO AL PARTITISMO

A margine di un convegno sulla sicurezza il coordinatore comunale di Forza Italia Concettoni, tra l’altro Presidente del Serristori, ha finalmente svelato alla stampa una verità lapalissiana ma ancora mal digerita e cioè che “Castiglion Fiorentino è l’unico comune governato dal centrodestra in Valdichiana”.
L’affermazione vola via tra le pieghe dell’articolo e invece merita maggior attenzione, perché segnala un punto di svolta. Fino a oggi nessuno, né tra gli amministratori, i consiglieri comunali, i nuovi protagonisti della vita politica castiglionese si erano mai espressi in questi termini.

Per noi, vecchi brontosauri, abituati a ragione su schemi binari, è un balsamo: la politica riprende  il sopravvento sul civismo. Il Fronte di liberazione nazionale si è trasformato in un esercito regolare e, da ora in poi, si riparte in un altro modo.
Niente di male, anzi la chiarezza è requisito fondamentale per dare un giudizio sui fatti e accadimenti che hanno interessato questo comune.