Anch’io,
come credo un bel pò d’italiani, sono curioso di capire cosa combinerà il nuovo
governo giallo-verde.
Sarà
davvero il “governo del cambiamento”?
Oppure
rappresenterà il covile di nuovi gattopardi?
Vedremo.
Non
sono abituato a dare giudizi, scusate il gioco di parole, dettati dal pregiudizio,
per me contano i fatti.
Di
una cosa però son sicuro, è sbagliato etichettare questo governo come un “governo
di destra”.
Parlare
di un governo di destra avrebbe senso solo se dall’altra parte esistesse una sinistra.
Quindi
la domanda è: “Esiste una sinistra in questo paese?”
E
con questo non intendo un vago sentimento di giustizia sociale, di redistribuzione
della ricchezza, di universalità dei diritti, di rispetto per l’ambiente.
Intendo
una forza politica organizzata in grado di prospettare un’idea di futuro.
No,
in questo momento non c’è.
Però
la sinistra o il centro sinistra se preferite, nonostante la loro disarticolazione
hanno, in questo momento, una grande occasione, una occasione che nasce dal
ruolo di unica opposizione, perché Forza Italia farà una resistenza blanda e
priva di nerbo.
Bere
l’amaro calice può essere una cura per liberarsi dalle molte tossine che si
sono accumulate in questi anni e consentire, in primo luogo al PD, di decontaminarsi
dal potere e dai suoi inganni ed essere così in grado di attaccare le radici
del populismo.
Radici
profonde che parlano anche al cuore della gente di sinistra.


