“Ex
malo bono” dicevano i latini, noi potremmo parafrasare “da una cazzata può nascere
una riflessione seria”.
La
cazzata è la conflagrazione mediatica scatenata a Castiglioni dalla “guerra
dell’Aglione”, un conflitto che, come tutte le contese che si rispettino, ha un
antefatto e uno svolgimento.
Il
casus belli, a quel che è dato sapere, è un’intervista di un assessore castiglionese
il quale, presentando l’adesione del comune all'Associazione per la tutela dell’Aglione,
pareva che annunciasse l’ingresso del comune nel Consiglio di sicurezza dell’ONU.
A
seguito di ciò il PD aveva ironicamente inviato l’assessore ad aderire, a
titolo personale, all'associazione per la difesa del carciofo.
La
faccenda, invece di finire in una generale risata, era proseguita in consiglio
comunale dove il Sindaco, non si sa bene se per tutelare il buon nome del
carciofo o quello dell’aglione, aveva inviato i consiglieri del PD a dissociarsi
da questo modo di fare politica, come se una battuta al sapore di ortaggi
avesse chissà quale riflesso negativo sull'etica, la morale e il buon nome del
comune.
Anche
in questo caso si pensava che la vicenda fosse conclusa. Invece no, da parte
del comune è partita la controffensiva orticola con l’invio, in busta intesta di
un bel pacchetto contenente aglione (ma non carciofi), all'indirizzo della segretaria
del PD.
Fin
qui la cazzata.

