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martedì 30 aprile 2019

ELEZIONI COMUNALI: DAL BOTOLO ALLA BANANA, DAL FEUDATARIO ALLA MOSCA CIECA.


Ormai le liste sono schierate sul nastro di partenza, pronte allo scatto che le porterà alla fatidica data del 26 maggio, saranno in quattro a contendersi il primato: Potere al Botolo, Feudalesimo e Libertà, Il Popolo della Banana, Cercasi Partito. Gli elettori saranno contenti perché stavolta il mercato della politica offre delle vere primizie. La prima novità è che le quattro liste in lizza, messe da parte le rivalità, hanno deciso di fare un appello al voto perché, come dicono, la partecipazione è importante.
Pubblichiamo il testo integrale:
“Cari Elettori, lo sviluppo continuo delle diverse forme d'attività ci obbliga all'analisi del modello di sviluppo.
La tutela dell'organizzazione, ma soprattutto lo sviluppo continuo delle diverse forme d'attività ostacola l'apprezzamento dell'importanza delle appropriate condizioni di attività.
Non è indispensabile argomentare molto il peso e il significato di questi problemi, giacché l'aumento costante della quantità e dell'ampiezza della nostra attività assolve dei doveri importanti nella determinazione delle direzioni di educazione nel senso del progresso.
I principi ci indicano che la realizzazione dei doveri del programma presenta un tentativo interessante di verifica delle forme d'azione. Per questo tutti a votare”.
 Un appello breve ma denso di significato che sicuramente convincerà anche i più riottosi a recarsi alle urne.




P.s.E' un piccolo scherzo, un modo per sdrammatizzare un evento fisiologico in democrazia. Però un gioco voglio proporvelo: provate ad abbinare le Liste "vere" a quelle "false" vediamo che viene fuori.

domenica 25 novembre 2018

COSA RISERVA IL FUTURO A PAESI COME CASTIGLION FIORENTINO?




"Il modello dei grandi centri commerciali è in crisi in tutto il mondo. E segna il passo persino in Italia, dove nel 2018 le chiusure di questi paradisi dello shopping (10) sono state per la prima volta più delle aperture (9). A mettere in ginocchio il settore è l’implacabile evoluzione darwiniana della specie, in questo caso quella dei consumatori. Gli iper hanno soffocato i negozi di vicinato. Ora, per la legge del contrappasso,
l’e-commerce — dove corre ormai il 10% degli acquisti al dettaglio mondiali — sta togliendo l’ossigeno a loro.”
Questa notizia, contenuta in un articolo di un importante quotidiano, mi ha fatto riflettere sul destino di territori come il nostro.  Il commercio ha, infatti, svolto un ruolo importante nello sviluppo locale. Senza i commerci non sarebbero nate le città e i nostri paesi hanno funzionato, per lunghi anni, come “centri commerciali naturali”. 
Oggi, che tutto cambia in maniera vorticosa, si tratta di capire cosa fare per non arrendersi a quello che sembra un ineluttabile destino di lenta, ma costante decrescita, più o meno felice.

Detto in altre parole quali idee si possono tirare fuori per guardare con ragionevole speranza al futuro.  

venerdì 23 novembre 2018

LA DIFESA DEL PRESEPE E LE POLITICHE SOCIALI


Non capisco perché le festività del Natale debbano diventare terreno di polemica. Ultima (e a dire il vero ricorrente) in ordine di tempo è quella sull'allestimento nel Presepe nelle scuole.
Personalmente amo il Presepe, probabilmente lo amo molto di più dell’albero di Natale, e lo difenderò sempre. Ma questo non m’impedisce di dire che su queste questioni c’è sempre chi cerca di farsi pubblicità, in specie quando riveste una carica pubblica. E credo che abbia ragione chi sostiene che le priorità, per un’amministrazione, dovrebbero essere altre: la povertà, la marginalità, le famiglie che non arrivano alla fine del mese, gli anziani che rinunciano a scaldarsi oppure non comprano le medicine perché non hanno i soldi.  

Tutto questo ormai non sembra più far parte dell’orizzonte della politica. Difatti mentre si spende fior di quattrini per organizzare feste sempre più splendide, con una sorta di gara tra i comuni a chi allestisce il Natale più bello, dall'altro si riducono le risorse per chi ha bisogno. Perciò la difesa del Presepio che arriva da certi ambienti ha il sapore acido del latte avariato. Bisogna essere conseguenti con quei valori che si dice di voler difendere, e sarebbe meglio, nelle spese pubbliche, tagliare il superfluo per dare qualcosa a chi ha bisogno.