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giovedì 1 dicembre 2016

Riceviamo e pubblichiamo: LA VICENDA DI CASTIGLIONI INNOVA tra luci e ombre

                                                                    

La vicenda della Castiglioni Innova sembra arrivata alla fine, ma ci arriva nel modo peggiore, senza un minimo di chiarezza e soprattutto infarcita di demagogia e mezze verità. Non a caso la pratica è stata portata in tutta fretta in Consiglio Comunale per impedire alle minoranze qualunque approfondimento.
In Consiglio è stato affermato che così si “piccona” il sistema di potere del PD e si smonta un poltronifico. Sono fanfaronate, con questi atti non si piccona il PD, si piccona il buonsenso.  Possiamo perdonare il giovane consigliere che si è espresso in questi termini perchè privo di memoria storica. Chi non perdoniamo è il Sindaco che da oltre vent’anni siede in Consiglio Comunale e sa benissimo come sono andate le cose. Senza Castiglioni Innova non avremmo avuto l’urbanizzazione della zona artigianale (oltre quattro milioni d’investimenti), senza Castiglioni Innova alcune aziende sarebbero andate via da Castiglioni o  non sarebbero mai venute, senza Castiglioni Innova il Comune non avrebbe avuto a disposizione un moderno capannone per  il rimessaggio dei mezzi e delle attrezzature. In quanto al poltronifico Agnelli sa bene che nei consigli di amministrazione della Castiglioni Innova c’erano anche rappresentanti della minoranza, che lui stesso indicava, e nessuno di loro ha mai sollevato obbiezioni sull'andamento della società o sulle indennità percepite.

Ma quello che ci interessa è di ben altro tenore, tre sono le questioni che richiedono un immediato chiarimento.

mercoledì 2 novembre 2016

IL MATCH PER LA CASTIGLIONI INNOVA: PRIMO ROUND


E’ suonata la campana nel match tra il sindaco Agnelli e l’Unione Comunale del PD di Castiglion Fiorentino. Oggetto del contendere la Castiglioni Innova, società di proprietà del comune (al 51%), nata come società di trasformazione urbana.
La materia è semplice e complicata al tempo stesso. 
La semplicità sta nel fatto che Agnelli ha annunciato che la società va messa in liquidazione perché gravata di debiti (1.600.000 euro) oltre a una perdita di esercizio di 100.000 euro che obbliga, per legge alla sua dismissione.

Senza tante parafrasi Agnelli fa capire che la Castiglioni Innova è un baraccone, un moltiplicatore di debiti e non serve e non sarebbe servita a niente. Ma quel che è peggio,  secondo il primo cittadino castiglionese, è che  la società, negli anni passati, sarebbe stata tenuta in vita artificialmente, grazie a una serie di “errori” nei bilanci  che, a occhio e croce sconfinerebbero nell'artificio contabile.
E qui il discorso si fa serio. 
Perché quando si lanciano certe accuse bisogna essere coscienti che le “parole sono pietre”, cioè pesano e fanno male specialmente se tirate con forza.
Ecco allora che il PD ha raccolto il guanto di sfida. I Democratici hanno infatti voluto puntualizzare una serie di cose.

giovedì 13 ottobre 2016

Arezzo: UN FONDO PER LE GIOVANI IMPRESE

Premesso che un paese che non favorisce le imprese è un paese destinato a morire; premesso che le imprese di solito portano novità, inventiva, fantasia; premesso che il mondo dell’impresa può offrire uno sbocco occupazionale; premesso che è necessario non farsi ingannare dai numeri, con tutto il rispetto aprire cento bar e un milione di tavole calde non cambia la qualità dell’economia. Premesso tutto questo, l’Italia è sclerotizzata.
Quello che cambia il senso di marcia in un paese sono le imprese innovative, quelle che cavalcano l’onda del cambiamento e sono in grado di creare, per germinazione, posti di lavoro e idee sempre fresche.

Le ragioni per cui fare impresa in Italia è una “fatica titanica” sono molteplici.

venerdì 7 ottobre 2016

AREZZO UNA ECONOMIA IN CRISI E CHE SI FA?

In giro ci sono strani personaggi che, secondo i dati statistici del giorno, degli sponsor o degli inserzionisti s’inventano improbabili riprese dell’economia locale, oppure, di converso, parlano di crisi senza fine.
Anche stavolta assistiamo a questa pantomima. Fino a qualche mese fa l’economia aretina sembrava aver ripreso a tirare come una locomotiva, oggi, invece, siamo di nuovo sull'orlo del baratro.
In effetti, gli ultimi dati che arrivano dagli istituti di ricerca non inducono all'ottimismo. I numeri sono impietosi per la provincia di Arezzo e in parte anche per la Toscana.
La Toscana si colloca, infatti, in una fascia mediana rispetto al PIL nazionale con un +0.8, mezzo punto in più delle regioni del sud ma con tre decimali in meno rispetto alle aree geografiche più dinamiche.

Purtroppo la nostra regione, nonostante le sue enormi potenzialità, che vanno dal manifatturiero d’eccellenza al turismo, sembra impaludata, prigioniera della sua bellezza, soffocata dalla burocrazia e destinata, se non cambia marcia, a specchiarsi solo su se stessa.
Ma l’argomento che ci interessa di più è quello che riguarda la provincia di Arezzo.

martedì 4 ottobre 2016

VALDICHIANA E AREE DI CRISI NON COMPLESSA. E' UNA OPPORTUNITÀ' DA COGLIERE

E’ fuor di dubbio che una parte della Valdichiana soffra da tempo di una crisi del manifatturiero piuttosto grave. Basta pensare alle caduta dell’occupazione in alcune grandi imprese (Cantarelli e Sadam tra tutte), alla contrazione del settore delle piccole e medie imprese, a cui si aggiungono le difficoltà che incontrano le ditte legate al settore edile. Il quadro è fosco anche se, dobbiamo dirlo, non tutto il futuro appare incerto.  
Per esempio assistiamo, con piacere, al consolidamento, su mercati emergenti, di imprese storiche ed all'arrivo di nuovi investitori. Per esempio le notizie che arrivano da Lucignano portano una ventata di ottimismo. Il nuovo stabilimento della SVI entrerà presto a regime con circa 75 dipendenti. Per non parlare del progetto Diakont, sempre a Lucignano, che prospetta quasi 300 nuove assunzioni.

La stessa dinamicità non la ritroviamo in altre parti della Valdichiana, complice una congiuntura che ha visto morire aziende importanti per il nostro territorio.
E’ dunque una cosa buona  che la Regione Toscana abbia deciso di individuare i territori di  Cortona e Castiglion Fiorentino come "aree di crisi non complessa", aree che attendono per essere definitivamente fissate il decreto del ministero dello sviluppo economico.
L’obbiettivo come dice la legge è abbastanza chiaro “rilanciare le aree colpite da crisi industriale attraverso la valorizzazione della vitalità imprenditoriale e delle potenzialità dei singoli territori”.