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martedì 11 settembre 2018

COSA SUCCEDEREBBE ALL’OUTLET CON LA CHIUSURA DOMENICALE?


L’argomento del giorno è l’obbligo di chiusura domenicale per le attività commerciali. Dal punto di vista dei principi il riposo settimanale non solo è sacrosanto ma è garantito dalla carta costituzionale: “Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale” (articolo 36).
Ciò detto bisogna anche capire cosa accadrebbe se questa norma venisse applicata in un mondo che non ha più i bioritmi del passato. Ho fatto qualche domanda in giro e ne ho ricavato un quadro ben poco tranquillizzante.
Prendiamo ad esempio l’outlet, vien fuori che un divieto come quello che è stato anticipato produrrebbe i seguenti effetti:
Un calo del fatturato intorno al 30%, una riduzione di circa 300 posti di lavoro, una diminuzione drastica delle assunzioni stagionali, un calo considerevole dell’indotto, con conseguente perdita di reddito e ulteriori posti di lavoro. Senza considerare che ormai i grandi centri commerciali sono diventati le piazze degli anni 2000, ci si scapiterebbe oltre che economicamente anche socialmente.
Tutto sbagliato dunque proporre la chiusura domenicale?

No, perché in punta di diritto le aperture domenicali (e in altri giorni festivi) contrastano in molti casi con un altro principio costituzionale, quello che dice, riguardo alle donne lavoratrici ma potremmo estendere il concetto anche agli uomini : “Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.” (articolo 37).
È indubbio che lavorare di domenica rompe equilibri familiari e costringe a molte rinunce.
Queste questioni tuttavia non si affrontano con atti d’imperio, tanto più se si va a incidere sulla sfera di libertà d’iniziativa privata.
Non è riportando indietro le lancette dell’orologio che si risolvono i problemi ma affrontandoli con una prospettiva diversa che tenga insieme diritti e occupazione, libertà e autonomia.

lunedì 25 giugno 2018

ELEZIONI CRONACA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO. In Italia e ad Arezzo cambio di marcia per non arrendersi


Ecco che arrivano i mediconi, tutti in fila a spiegarci perché la sinistra ha fatto un tonfo storico in quelle che una volta erano roccaforti inespugnabili.
E’ tutta gente dalla memoria corta. Già dopo le elezioni regionali della Liguria, madre di molte sconfitte, qualcuno avrebbe dovuto capire che forse era il caso di rimettere in discussione una politica che divideva a sinistra e ci faceva perdere i collegamenti col nostro mondo.
Si è preferito far finta di niente e così sono arrivate disfatte a catena: elezioni amministrative, referendum, politiche. Débâcle brucianti che però non hanno scalfito la pelle di certi rinoceronti.
In Toscana un disastro dopo l’altro: Arezzo, Grosseto, Pistoia, Livorno. Un massacro politico ridotto a fatto locale per evitare di assumersi qualunque responsabilità. Oggi Siena, Pisa, Massa, anche questi solo fatti locali? 

Anche da noi, dopo la sconfitta al comune capoluogo e in molti centri della provincia si è liquidato tutto con un’alzata di spalle, senza rendersi conto che era invece necessaria un’analisi seria per capire come la crisi avesse cambiato la struttura economica e sociale dei territori. Un approfondimento necessario per capire le difficoltà delle famiglie, del perchè i giovani ci voltassero le spalle, i motivi per cui il nostro popolo non riconoscesse più la bontà del governo locale. Non abbiamo capito che la crisi si portava dietro molte cose: l’incertezza del futuro, le paure, il disagio sociale che, con l’arrivo nei nostri paesi degli immigrati, tanti o pochi non importa, è diventato una miscela esplosiva.
Ci s’illudeva di arginare la piena e invece la piena ci ha travolto e in parecchi oggi allargano le braccia come a dire, non si può fare niente.

sabato 7 aprile 2018

FORTE PRESA DI POSIZIONE DEL PD CASTIGLIONESE SULLA VICENDA AGORA'

Riceviamo e pubblichiamo.



Questa mattina, 7 aprile, abbiamo partecipato alla manifestazione organizzata ad Arezzo per difendere i diritti del lavoratori della Cooperativa Agorà. Come abbiamo già detto, questi operatori, professionalmente molto preparati,  svolgono un ruolo importantissimo nelle strutture sociali, alcune delle quali sono ubicate nel territorio di Castiglion Fiorentino. A questo punto è necessario dare una risposta alle loro legittime richieste. Pertanto vogliamo trasparenza sui conti, perché se ci sono aziende Sanitarie o Enti Pubblici convenzionati che non pagano quanto dovuto alla Cooperativa, e questo si riverbera negativamente sugli stipendi dei lavoratori, è bene dirlo con chiarezza, visto che si tratta di soldi pubblici.
Inoltre, per evitare qualunque ulteriore speculazione politica di chi vuole scaricare le responsabilità di questa situazione sul Partito Democratico e sulla Regione Toscana, riteniamo che sia opportuno scindere i ruoli politici da quelli di gestione della Cooperativa. Per essere più chiari riteniamo necessario che il Presidente della Provincia non continui a svolgere un ruolo di dirigenza nella Cooperativa. Un gesto di questo tipo libererebbe il campo da qualunque polemica politica, riconducendo la vertenza a una questione sindacale, di tutela dei diritti dei lavoratori e del benessere degli utenti.



PARTITO DEMOCRATICO DI CASTIGLION FIORENTINO






venerdì 30 marzo 2018

SANITÀ IN VALDICHIANA: “IL MEDICO PIETOSO FA LA PIAGA VERMINOSA”


“Il medico pietoso fa la piaga verminosa”, è finito il tempo delle mediazioni, dei convegni, delle senserie che non portano a niente. In sanità, e non solo lì, bisogna cominciare ad affrontare le cose per quello che sono.  
Qualcuno dirà che sono polemico. Può darsi, ma mi sono accorto che la diplomazia, quando cozza con i diritti della gente, si trasforma in colpevole omissione.
Come tanti altri ho letto il “grido di dolore” del sindaco Agnelli sulla mancanza di medici per il settore dell’emergenza.  Un grido giustificato.
Però rimango sempre con una domanda sulla punta della lingua: ma un sindaco ormai ha solo il potere di urlare al mondo la propria impotenza? Oppure ha il diritto/dovere di fare qualcosa di più?
Detto in altri termini è mai possibile, come sostiene Agnelli, che si vada avanti nella sanità e non solo in quella, a forza di promesse non mantenute?

Ancora in maniera più esplicita: è mai possibile che la conferenza dei sindaci, che in sanità, checché se ne dica, ha un grosso potere, non possa intervenire?
Con questo non intendi dire che i sindaci non facciano nulla, tutt'altro, forse fanno fin troppo. E allora gli intoppi dove sono?
Credo che il riassetto sanitario, insieme con alcune cose positive, abbia purtroppo prodotto un allontanamento dai territori. 
Ci sono troppi livelli decisionali, una burocrazia attorcigliata, un intreccio di competenze dove, per sbrogliarsi, serve il machete.

giovedì 16 febbraio 2017

PD: LA NAVE AFFONDA E L’ORCHESTRA SUONA. A ROMA E AD AREZZO CI VUOLE UN MATTO


Chissà cosa succederà alla prossima assemblea nazionale del PD. Il clima non è dei migliori e i vari attori non fanno niente per migliorarlo.
Renzi va avanti come un treno senza macchinista e la minoranza cerca i motivi che dividono rispetto a quelli che uniscono.   La cosa singolare è che in questo colloquio tra sordi mancano due cose fondamentali: la voce degli iscritti e il programma politico.
Un programma minimo che torni a parlare dei problemi veri: lavoro, sviluppo, ambiente, sicurezza e non le quattro fregnacce che da qualche tempo occupano le pagine dei giornali.
In questo clima il PD rischia di fare la fine del bicarbonato in un bicchiere d’acqua, sciogliersi lentamente in un ribollire di bollicine gassose. Ma almeno il bicarbonato aiuta a digerire, questa mistura invece fa venire il mal di fegato.
Fa venire il mal di fegato a chi aveva sperato che in Italia fosse possibile costruire un moderno partito riformista, in grado di far lavorare i cervelli migliori e che non mettesse nel cassonetto la storia ma la riaggiornasse sul terreno dell’innovazione, del cambiamento e della modernità.
Purtroppo il cambiamento è stato declinato nel modo peggiore, con un “fatti più in là” gridato in faccia ai vecchi. Il cambiamento non è stato la metamorfosi da bruco a farfalla ma un ascensore per salire ai piani alti. Insomma è stato uno scambio di culi, più o meno belli, sulle poltrone. Con il bel risultato di promuovere, nel migliore dei casi, degli incompetenti, nel peggiore dei piccoli trafficanti.
Il risultato? Potenti sganassoni su tutti i fronti, dalle elezioni locali fino al referendum, perché la gente è meno fessa di quanto si creda.
Ma il bello è che nessuno si mette in discussione, nemmeno chi, come Raffaella Paita, una che a suo tempo fece fuori Sergio Cofferati alle primarie per la regione Liguria grazie all'appoggio del Nuovo Centrodestra per poi regalare alla destra la regione. Questa signora invece di andare a meditare al Santuario della Madonna della Guardia si permette di intervenire con una certa protervia alla direzione nazionale. In verità la Paita dovrebbe essere accompagnata nel suo ritiro spirituale da una lunga teoria di personaggi, basta pensare a quello che è successo a Roma, a Napoli e in decine di altri comuni, compresa la città di Arezzo.

Ma alla fine questo è il problema minore. Il problema è un Partito che, come dice lucidamente Mario Tronti, “si è interessato alla politica dei diritti, trascurando i bisogni. Va bene la politica dell’Auditorium, e quella del tappeto rosso al Festival del cinema, ma coniugandole con le cose che contano davvero».
Insomma le ombre sono così tante da rischiare la cecità.
Per tornare a casa nostra è interessante quello che succede ad Arezzo. 

giovedì 15 dicembre 2016

MODERNIZZARE PER FARE COSA?

Modernizzare è una parola che si presta a molte interpretazioni per questo non è sufficiente per vestire di panni nuovi un programma di governo.  Nella storia ci sono stati innovatoti, modernizzatori, rivoluzionari che hanno provocato grandi danni per cui la cautela in questi casi è d’obbligo.  
Ma soprattutto quando si parla di modernizzare occorre avere lucidità sugli obbiettivi che si vogliono raggiungere.

Per esempio un partito che si definisce riformatore e progressista deve metter al centro della sua azione uno sviluppo regolato, rispettoso dell’ambiente e della dignità del lavoro. Non è chiedere troppo è chiedere il minimo.

giovedì 22 settembre 2016

OPUSCOLO RAZZISTA? GUARDIAMO AI FATTI

L’ipocrisia e il perbenismo (falso) sono quanto di più odioso possa esistere al mondo.  Il fuoco di batteria degli ipocriti si è scatenato in questi giorni contro un  opuscolo prodotto dal Ministero della Salute sulla infertilità. L’accusa è di quelle che fanno male: “razzismo”.
La critica prende le mosse dal fatto che nella parte  superiore di questo dépliant gli stili di vita “sani”  appaiono incarnati da due coppie belle e bianche, mentre i “testimonial” di quelli “pericolosi” sono un rasta, un nero  e  una ragazza sorpresi a fumare non si sa bene quale sostanza.


In effetti la copertina dell’ opuscoletto è veramente brutta, e bisognerebbe domandarci, prima ancora di ragionare di razzismo, a cosa servano queste pubblicazioni.  Ma soprattutto quanto costano alle casse dell’erario queste inutili campagne.  

L’unico servizio che fanno è quello di intrattenere qualche paziente nell'anticamera di un ambulatorio.
Ma di là della reale utilità di questi  strumenti rimane la crepa di una operazione pubblicitaria dove i belli e i bianchi rappresentano il bene e quelli brutti e neri incarnano il male.  Ha buon gioco Saviano a dire che queste immagini richiamano un po’ (solo un po’) un certo tipo di propaganda che andava in voga nel 1936 in Germania. Affermazione forte, che ci sta come il cavolo a merenda.

giovedì 15 settembre 2016

ARGOMENTI SCOMODI: DISOCCUPAZIONE, EVASIONE FISCALE, POVERTÀ'.

Oggi introduciamo alcuni argomenti scomodi: evasione fiscale, povertà e disoccupazione giovanile.
Tre temi uniti da una sottile “linea rossa” che ci parla dei mali, più o meno cronici, di questo paese.
Una premessa doverosa: Noi siamo d’accordo con quello che dichiarò l’allora sottosegretario Fassina (uno che non è proprio un liberista) e cioè che "in Italia c'è una evasione di sopravvivenza (…) ci sono ragioni profonde e strutturali che spingono tanti soggetti economici a comportamenti di cui farebbero volentieri a meno".
In effetti, ci sono persone e imprese che, se dovessero pagare tutto quello che il fisco richiede, chiuderebbero bottega dall'oggi al domani.

Così come ci sono situazioni paradossali per cui mettere in piedi un’impresa, specie per i giovani, è materialmente impossibile perché in questo benedetto paese, al netto delle facilitazioni che i vari governi hanno introdotto, prima si pagano le tasse e poi si comincia a lavorare.
Un paradosso che nessuno sembra voler mettere in discussione. Così come, nonostante i tanti proclami, rimane aperta la spinosa questione del credito, dove si premiano le garanzie rispetto alle buone idee (in senso imprenditoriale).

giovedì 18 agosto 2016

TRASPARENZA E ACCOGLIENZA: LA VICENDA DI CAPALBIO.

La polemica che si è aperta sui profughi, in quel di Capalbio, si presta a più versioni. Sicuramente ha molte ragioni il Sindaco del paese quando dice che “le prefetture non possono far calare dall'alto certe decisioni”.
In effetti, non è facile accettare un provvedimento che assegna 50 profughi a un centro abitato che d’inverno conta appena 130 residenti. La cosa singolare è che è scattata una sorta di rivolta non tanto tra i residenti ma tra i villeggianti che d’estate trascorrono le loro vacanze nel piccolo comune maremmano.

E quei le cose diventano più pepate. Il Presidente della Regione Rossi ha, infatti, dichiarato: “Nobili ambientalisti, boiardi di Stato e intellettuali ex comunisti non vogliono i profughi, non vogliono la strada, (si riferisce alla variante dell’Aurelia ndr) non vogliono nulla, perché le loro vacanze non possono essere disturbate. È una posizione che non condivido e contro cui mi batto: si può conciliare ambiente e sviluppo, tutela del paesaggio e sensibilità sociale”.
Era ora! Certo è che queste parole avrebbero avuto un altro effetto qualche anno orsono. In passato una parte della sinistra toscana ( e non solo toscana)  ha pasciuto e blandito una genia d’intellettuali radical chic, capaci solo di dire no.
Gente con ville da centinaia di metri quadri che però s’incazzano se un povero cristo tira su un capannino per gli attrezzi.

mercoledì 17 agosto 2016

A NOI IL BURKINI NON FA PAURA

Tra gli storici è controversa l’attribuzione a Voltaire di questa frase “disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”.
Pare infatti che l’autore di Candido non l’abbia mai scritta né pronunciata.
Anche senza questo illustre progenitore quelle parole rendono bene l’idea di un mondo dove  tolleranza e libertà possono convivere nel confronto tra idee e tradizioni diverse.

Per questo ci sembra davvero inverosimile la presa di posizione del primo ministro francese il quale ha solennemente affermato che il  burkini è "incompatibile con i valori della Francia e della Repubblica", perché non è un costume da bagno ma "l'espressione di un'ideologia basata sull'asservimento della donna".

mercoledì 22 giugno 2016

BOTTE IN TESTA AL PD E AD AREZZO CHE SI FA?


Abbiamo aspettato qualche giorno per dire la nostra (sempre che conti qualcosa) sull'esito delle #elezioni, abbiamo aspettato perché è bene come direbbe qualcuno “farsi un’idea” senza cedere alle emozioni. Quello che viene fuori da un lato ci fortifica nelle nostre convenzioni e dall'altro ci fa cedere le braccia.
Lasciamo per un momento da parte i commenti dei giornalisti, “vil razza dannata”, che hanno tutto il diritto di modificare le proprie convinzioni in relazione ai risultati.  Fatto normale in un paese abituato a svolte repentine e vigliacche, a cominciare dal 25 luglio del 1943 per finire alle monetine lanciate contro Craxi da quelli che fino il giorno prima strisciavano come vermi. 
Quello che però ci fa sorridere (amaramente) sono le analisi dei politici.  I filoni di pensiero sono essenzialmente due. C’è chi sostiene che il centrosinistra ha smarrito il senso della sua storia e dunque paga le conseguenze di un arretramento culturale, oltre che un pauroso vuoto di analisi e quelli che invece affermano che il #PD ha perso perché ha fatto poca innovazione.

In quanto ai primi sarebbe opportuno che alle parole dessero coerenza. Dove per coerenza s’intende che dal dire è necessario passare al fare. Invece ha prevalso la logica del “falso unanimismo”, della fottuta paura della rottura. Le divisioni sono sempre state la dannazione della #sinistra per cui, per quanto possibile, è bene evitarle ma poi si arriva a un punto in cui i nodi vanno sciolti, l’alternativa è chinare la testa e in troppi hanno scelto di abbassare il capo.

venerdì 22 aprile 2016

LEGITTIMA DIFESA, DIBATTITO APERTO

Il testo di legge sulla #LEGITTIMA DIFESA, che doveva essere dibattuto alla Camera, è stato rispedito in Commissione Giustizia per contrasti nella maggioranza. 
La pratica italica del rinvio colpisce ancora e la politica non riesce a dare una risposta chiara a un’opinione pubblica esasperata. L’argomento è, infatti, tornato di stretta attualità dopo che persone che avevano reagito con la forza a furti e rapine sono state incriminate per eccesso di legittima difesa.
Si spiega in questo senso il grande successo riscosso dalla legge d’iniziativa popolare promossa dall’IDV che, in pochissimo tempo, ha raccolto migliaia di firme.

La proposta è molto chiara, oltre a chiedere un inasprimento delle pene per i furti in appartamento mira a introdurre una modifica all'articolo 55 del Codice penale, quello dell’eccesso colposo di difesa. Si chiede che all'articolo 55 del codice penale venga aggiunto un paragrafo: “Non sussiste eccesso colposo in legittima difesa quando la condotta è diretta alla salvaguardia della propria o altrui incolumità o dei beni propri o altrui nei casi previsti dal secondo e dal terzo comma dell’articolo 52”.

martedì 12 aprile 2016

BRUCE SPRINGSTEEN, CASTIGLION FIORENTINO E LE UNIONI CIVILI

Qualche tempo orsono, un commentatore di cui apprezziamo l’arguzia, spese parole intelligenti sulla presenza di Max Weinberg, batterista della E Street Band di Bruce Springsteen, a Castiglion Fiorentino. Al di là della esibizione in piazza con un tamburo, fatto di per se eccezionale per un artista di quel calibro, l’opinionista in questione annotò come interventi di questo tipo, ritrasmessi sui social, facessero conoscere il nome di Castiglioni ben più di centomila dépliant turistici sparsi per il mondo. Parole sante.

Se però domandassimo oggi al signor Max Weinberg se fosse disponibile a fare un concerto a Castiglion Fiorentino forse risponderebbe come ha risposto il suo “boss” Bruce Springsteen alle autorità di Greensboro (North Carolina) quando ha deciso di annullare il suo concerto per protesta contro le discriminazioni verso gli omosessuali: “intendo manifestare contro coloro che continuano a volerci riportare indietro. Alcune cose sono più importanti di un concerto e questa battaglia contro il pregiudizio e l’intolleranza è una di queste”. 

giovedì 31 marzo 2016

BARATTO AMMINISTRATIVO BOCCIATO. MA ANDATE AL DIAVOLO!


Tempo fa avevamo parlato della possibilità di introdurre nei nostri comuni, con un apposito regolamento, il c.d. BARATTO AMMINISTRATIVO.  
La norma prevedeva la possibilità di svolgere lavori socialmente utili invece di pagare un tributo locale. Uno scambio virtuoso: ti faccio lo sconto sul pagamento (o l'esenzione) di una tassa locale o un altro debito con le casse municipali, come ad esempio una vecchia multa, in cambio del tuo impegno concreto per “migliorare” il territorio, come la pulizia del parco comunale o la piccola manutenzione della scuola elementare.

Su quest’argomento parecchi comuni avevano iniziato a dotarsi degli strumenti necessari, l’idea, per una volta, era di quelle semplici ed efficaci: non hai i denari per pagare una tassa? Nessun problema, ci mettiamo d’accordo, svolgi un lavoro per la tua comunità e i conti vanno in pareggio. Un po’ come quando al ristorante non ci sono i soldi per pagare il conto e ti mettono a lavare i piatti.

giovedì 24 marzo 2016

DROGA E FAR WEST. CHE CAVOLO C'ENTRA?

Quello che è accaduto al liceo Virgilio di Roma è sintomatico del clima che si respira in Italia. Ecco i fatti: carabinieri in borghese, entrati dentro la scuola all'ora di ricreazione, hanno perquisito alcuni ragazzi considerati "sospetti". Uno studente maggiorenne e con precedenti per spaccio è stato arrestato e portato via perché colto in flagranza di reato mentre cedeva una dose di hashish e un'altra l’aveva in tasca.
Immediata convocazione di un’assemblea dove gli attivisti del Collettivo autorganizzato parlano di "metodi repressivi pesanti" e protestano contro l'ingresso di agenti dentro l'istituto.

martedì 22 marzo 2016

LA BUROCRAZIA E' UN MOSTRO

La burocrazia è un mostro che ha fame, una fame atavica che ha avuto inizio da quando Hammurabi s’inventò i suoi codici e solo gli illusi possono pensare che sostituire i documenti di carta con quelli elettronici semplifichi la vita. Al massimo si può risparmiare spazio negli archivi ma la sostanza rimane quella.

Il problema è molto semplice laddove esistono delle norme ci sono regole da far rispettare laddove ci sono delle regole c’è necessità di controlli. Oggi il problema principale della burocrazia è il vaglio delle richieste, la loro corrispondenza alle leggi, la giustezza delle cifre. E sulla base di questo la richiesta di integrazioni, le prescrizioni, le disposizioni più o meno transitorie, una massa di cose, spesso inutili, che bloccano gli ingranaggi e allungano i tempi.  A questo si aggiunge talvolta la complessità assurda della modulistica e delle procedure, in particolare quelle (guarda caso) che riguardano passaggi che hanno a che hanno a che vedere con norme europee.

giovedì 17 marzo 2016

GIORNALISTI E STRILLONI

Secondo quanto riporta The Independent il presidente turco Erdogan, ha chiesto di etichettare sotto la voce “terroristi” i politici (a lui contrari) ,gli attivisti civili e i giornalisti.
"Non solo la persona che preme il grilletto, ma tutti quelli che hanno reso possibile ciò dovrebbero essere definiti come terroristi, a prescindere dal loro titolo" ha affermato il presidente turco.

Nel nostro paese, nei tempi bui del terrorismo, un famoso professore di Padova scrisse ” risento il calore della comunità operaia e proletaria tutte le volte che mi calo il passamontagna” e un altro parlò di “geometrica potenza” riferendosi alle Brigate Rosse. Istigazioni belle e buone a praticare la violenza. Si può obbiettare che si trattava di un linguaggio immaginifico, teso ad esaltare ed esasperare i concetti filosofici che stavano dietro alle lotte di piazza.
Tutte cazzate, nella testa di qualcuno quelle parole diventarono ferro e fuoco trasmutandosi in piombo. Bisogna stare attenti quando si gioca con le parole, specialmente quando chi le pronuncia dispone di un megafono forte, come una cattedra universitaria o una pagina di giornale.

venerdì 12 febbraio 2016

ANCHE L'ACQUA SANTA E' VIETATA


“Il Tar dell’Emilia dice no alle benedizioni pasquali a Scuola”, il Tribunale Amministrativo ha stabilito che “il principio costituzionale della laicità o non confessionalità dello Stato non significa indifferenza di fronte all'esperienza religiosa, ma comporta piuttosto equidistanza e imparzialità rispetto a tutte le confessioni religiose (…) Non può, invece la scuola essere coinvolta nella celebrazione di riti religiosi che sono essi sì attinenti unicamente alla sfera individuale di ciascuno - secondo scelte private di natura incomprimibile - e si rivelano quindi estranei a un ambito pubblico che deve di per sé evitare discriminazioni”. 
Ci permettiamo alcune brevi considerazioni.

lunedì 8 febbraio 2016

Riceviamo e pubblichiamo :COMUNICATO DEL PARTITO DEMOCRATICO SU UNIONI CIVILI

Il Sindaco Agnelli tenta, con notizie “bomba”, di finire ogni volta sulle pagine dei giornali: ha iniziato con gli immigrati, “ce ne sono troppi a Castiglioni”, omettendo di dire che lui sapeva dell’arrivo di questa gente nelle strutture castiglionesi parecchi mesi prima e non ha fatto niente. E’ seguita la crociata per i crocefissi nei luoghi pubblici. Passa qualche giorno e ci si accorge che i crocefissi nessuno li aveva tolti, e gli operai, spediti nelle scuole con chiodi e martello, sono subito tornati indietro.
L’ultimo “bombone” è quello sulle Unioni Civili. Agnelli tuona dal pulpito: “non intendo celebrare unioni civili tra omosessuali”. 
Inizialmente aveva parlato di matrimoni, poi qualcuno deve avergli detto che non di matrimoni si tratta ma di una cosa diversa. Il decreto Cirinnà, attualmente in discussione, non parla infatti di matrimonio ma di unioni civili tra persone dello stesso sesso, da ratificare davanti a un ufficiale di stato civile, alla presenza di due testimoni.
Nessuno obbliga il Sindaco a partecipare, per cui la sua “obiezione civile” è solo facciata. Agnelli non è omofobo e nemmeno tradizionalista è semplicemente “furbo”, sa che con notizie come questa si acquista visibilità. Ma governare un comune non è come stare su di un palcoscenico ed è brutto che un Sindaco sfrutti a fini pubblicitari un argomento così delicato che riguarda i sentimenti e la vita delle persone. Noi non ci vediamo nulla di male se due persone si amano e decidono di “certificare” la loro unione difronte allo Stato. E' complicato, per non dire impossibile, come vorrebbe Agnelli, relegare l’amore tra due persone in un ghetto.  Altra cosa è la questione della così detta Stepchild adoption, ovvero: se uno dei due partner ha già un figlio naturale, il suo compagno o la sua compagna potrà diventarne anch'esso genitore a tutti gli effetti. Su questo punto comprendiamo i dubbi e perplessità che agitano molti cittadini.
Quando però dall’avanspettacolo si passa alla politica Agnelli mostra i suoi limiti: è ridicolo accusare il Governo  ( a suo dire non votato dal popolo, da che mondo è mondo i Governi in Italia non li elegge il popolo ma i parlamenti)  di voler decidere su questa materia. Qualcuno dovrebbe spiegargli che la proposta di legge è d’iniziativa parlamentare e chi decide è il parlamento (questo si votato dal popolo).
Su questi temi ci vuole attenzione e rispetto, sono cose sulle quali è facile fare battute, quando però si toccano con mano le discriminazioni e l’assenza di diritti spesso si cambia opinione. Siamo stanchi di questi sepolcri imbiancati che, come diceva Guccini in una sua famosa canzone si rivestono di “perbenismo interessato”. Troppe volte, infatti, le tante sbandierate pubbliche virtù sono appannate da tanti vizi privati.

PARTITO DEMOCRATICO

Castiglion Fiorentino

CONTRO I VANDALISMI

"La scalinata di Palazzo della civiltà Italiana all'Eur è stata presa di mira da vandali: i cigli dei gradoni in travertino sono stati divelti e scagliati contro la stessa struttura. Si tratta dell'ennesimo episodio di vandalismo, dopo - per citare i fatti più recenti - quelli al laghetto e alle panchine che sono nel parco".
E’ questa la dichiarazione del presidente del Municipio IX di Roma all'indomani dei danneggiamenti di una delle strutture simbolo dell’Eur.

Al di là dei fatti romani il problema è che eventi simili si moltiplicano ormai in maniera esponenziale in tutta Italia. 
Anche a Castiglioni non siamo immuni da questo virus che pare aver contagiato, nel corso del tempo, parecchie persone.