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martedì 27 marzo 2018

UN GRANDE CASTIGLIONESE DIMENTICATO (IN PATRIA)


 In queste ultime settimane mi sono piacevolmente “dopato di politica”, alla faccia di chi dice che dovrei andare in pensione. Mi dispiace deludervi, ma le passioni sono come gli amori, sono irrazionali e finché avrò dentro questo fuoco, sarà difficile che vada a pescare le rane in Chiana.
Ma, giacché mi devo disintossicare, non parlerò di politica ma di storia: la storia di un uomo nato tanti anni fa a Castiglion Fiorentino.
Da qualche tempo noto che la vita culturale della nostra comunità frizza come spumante d’annata. L’ultimo piacevole pizzicore mi è stato offerto dall'inaugurazione del medagliere napoleonico. Ottima iniziativa, che consentirà di inserire, ne son convinto, Castiglioni all'interno degli itinerari napoleonici che si snodano tra Piemonte e Liguria per arrivare fin all'isola d’Elba.   

Ma se è giusto mettere in esposizione il “grande corso”, ancor più giusto sarebbe raccontare le vicende e le opere di un castiglionese, misconosciuto ai più, ma la cui memoria travalica i confini nazionali, fino ad essere diventato oggetto di studio per esimi professori d’importanti università.
Forse quest’uomo, nato nel 1530 da una modesta famiglia nel terziere di Retina, è stato un po’ penalizzato dal cognome: Porcacchi non è un bel biglietto da visita. Ma al contrario del cognome la sua opera è bella e di valore.