Ma, giacché mi devo disintossicare,
non parlerò di politica ma di storia: la storia di un uomo nato tanti anni fa a
Castiglion Fiorentino.
Da qualche tempo noto che la vita culturale
della nostra comunità frizza come spumante d’annata. L’ultimo piacevole
pizzicore mi è stato offerto dall'inaugurazione del medagliere napoleonico.
Ottima iniziativa, che consentirà di inserire, ne son convinto, Castiglioni all'interno
degli itinerari napoleonici che si snodano tra Piemonte e Liguria per arrivare
fin all'isola d’Elba.
Ma se è giusto mettere in esposizione
il “grande corso”, ancor più giusto sarebbe raccontare le vicende e le opere di
un castiglionese, misconosciuto ai più, ma la cui memoria travalica i confini
nazionali, fino ad essere diventato oggetto di studio per esimi professori d’importanti
università.
Forse quest’uomo, nato nel 1530 da una
modesta famiglia nel terziere di Retina, è stato un po’ penalizzato dal cognome:
Porcacchi non è un bel biglietto da visita. Ma al contrario del cognome la sua
opera è bella e di valore.

