Considerazioni interessanti, alla luce delle quali, nei prossimi giorni potremo fare un esame (politicamente scorretto) di tutta la vicenda.
Il Consiglio di Stato ha stabilito che
gli Enti locali avevano seguito una procedura corretta nel dire di no al
progetto della PowerCrop e quindi la centrale a biomasse non si farà. In
questo senso è stato riaffermato un principio sacrosanto: se le
Amministrazioni, democraticamente elette, decidono che un impianto non è utile
o peggio è dannoso per il territorio, è giusto che non si faccia.
Peraltro anche noi siamo convinti che
la centrale da sola non avrebbe rappresentato un elemento di sviluppo, logica
voleva che fosse collegata a un progetto generale di reindustrializzazione e
invece così non è stato. E non ci è nemmeno piaciuto che Power Crop abbia presentato
il progetto quando a Castiglioni c’era un vuoto amministrativo, cose tanto
importanti si discutono con le Istituzioni non con il commissario prefettizio.
Oggi la vittoria ha tanti padri. Come sempre
avviene tutti salgono sul carro del vincitore, nessuno ha però fatto un’analisi
seria di quello che è successo a Castiglioni con la chiusura dello zuccherificio.
