Visualizzazione post con etichetta Vandalismo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Vandalismo. Mostra tutti i post

martedì 3 aprile 2018

CAMUCIA, ASILO VANDALIZZATO: NON POSSIAMO RASSEGNARCI ALLA CATTIVERIA


A Camucia l’asilo di via XXV aprile è stato oggetto di una vera e propria “aggressione”, non so definirla in altro modo: spaccati i vetri, strappati dal muro gli estintori, mobili danneggiati, il tutto “condito” da salsa di pomodoro sparsa a piene mani per imbrattare mura e pavimenti.
“Il solito atto di vandalismo” commenterà qualcuno alzando rassegnato le spalle. E invece no!
Non bisogna adattarsi alla bruttura, all’idiozia, alla cattiveria. Alla cattiveria, sì, perché andare a colpire un asilo è indice davvero di un corpo privo di cuore, oltre che privo di cervello.
In Valdichiana, episodi d’inciviltà, micro-teppismo, danneggiamenti sono ormai diventati una specie di cattiva abitudine.
Un pessimo vezzo prodotto da una caduta verticale del senso civico, dalla negligente educazione, dai pessimi esempi che si rintracciano su social e TV. 
Una volta era la famiglia a funzionare da anticorpo, oggi benché in molti casi rimangano saldi i rapporti familiari, anche questo baluardo rischia di incrinarsi. Parliamoci chiaro, quando sono gli stessi genitori, come talvolta accade, a insultare maestri e professori giustificando, al di là di ogni limite, i propri figli, anch’essi  contribuiscono alla generale degenerazione.
Che fare? Conformarsi e andare avanti e assistere impotenti al decadimento?
 
Io non sono d’accordo. Intanto credo che qualora i risonabili di quanto accaduto a Camucia fossero scoperti la punizione dovrà essere esemplare. Non  basta la solita ramanzina da libro “Cuore”.

mercoledì 17 gennaio 2018

LA TOLLERANZA NON SEMPRE PORTA BUONI FRUTTI, baby gang e vandalismi non sono un fenomeno da sottovalutare, nemmeno dalle nostre parti.



Dicono tutti che questo “non è un paese per giovani”, però lo diventa quando si tratta di criminalità.
La notizia che “quelli” delle baby gang napoletane sono tutti a spasso dopo aver picchiato, accoltellato e ferito gravemente alcuni loro coetanei è una di quelle informazioni che non avrei voluto leggere.
Indubbiamente ci sono aspetti umani e sociali e probabilmente ha una parte di ragione chi sostiene che “la questione è educativa e non meramente di ordine pubblico”.  Ma questo non risolve il problema, anzi per certi aspetti lo aggrava. Personalmente concordo con la procuratrice per i minori di Salerno che ha avuto l’onestà e il coraggio di dire che “Il nostro codice minorile ha in sé gli strumenti per affrontare questa situazione. Però, ecco, dobbiamo forse arrenderci all'evidenza e prendere atto che il buonismo del passato, non solo da parte della magistratura, ma di tutta la società, non ci ha portato molto lontano. Le esigenze sono cambiate perché è cambiata la società e questa sensazione d’impunità rappresenta anche una conseguenza di questo buonismo che, evidentemente, non ha dato buoni frutti…”

Il clima, cari amici, è mutato perché la società è cambiata, un ragazzino di 12, 13 14 anni non è paragonabile, nemmeno fisicamente, a uno di venti o trenta anni fa. E non è giusto, moralmente giusto, che una famiglia debba andare a trovare in ospedale il proprio figliolo con la gola squarciata e i responsabili se ne stiano tranquillamente in giro col motorino (magari senza casco).

martedì 20 settembre 2016

IL DEGRADO CHE CI UCCIDERÀ

E’ di ieri la brutta, bruttissima notizia che un signore romano è stato preso a calci e pugni e quasi ammazzato da due giovanotti di 24 e 26 anni (italiani, a scanso di equivoci) perché aveva chiesto loro di spegnere le sigarette in uno spazio vietato al fumo della metropolitana.
Purtroppo, queste scene di ordinaria follia, sono sempre più frequenti. I motivi spesso sono futili: liti per un parcheggio, per uno sguardo di traverso, per un pestone al piede. Stupidaggini, stronzate che rischiano di trasformarsi in tragedia.
Una pazzia collettiva che fa il paio con i gesti di vandalismo, maleducazione, teppismo, sconcezze varie che insozzano le nostre strade.
Un decadimento civico che fa paura perché sembra inarrestabile, complice il menefreghismo della gente, la tolleranza delle istituzioni e leggi assolutamente inadeguate: quanto tempo resteranno in galera quei due delinquenti che hanno massacrato di botte quel signore?
Non stiamo esagerando. Basta frequentare qualunque luogo pubblico, in particolare le stazioni, per accorgersi di quello che accade intorno a noi.
Le stazioni, in questo senso, sono uno spaccato micidiale della realtà. Sono dei “non luoghi”, dei porti franchi dove la parte peggiore viene in superficie, come gli escrementi dal liquame di una cloaca.
Le stazioni ferroviarie diventano ricettacolo di sbandati senza dimora, stranieri in fuga, disperati e bande di ragazzini (maschi e femmine) che mostrano una irresponsabilità che spesso si trasforma in cattiveria.
Lo specchio sul quale siamo abituati a rifletterci si deforma, anche i luoghi comuni vengono meno. Perché questi ragazzi non sono facce nere arrivate coi barconi, sono italiani, figli e nipoti di famiglie perbene che però  stanno subendo, nell'indifferenza generale, una lenta mutazione genetica.

Solo colpa dell’età? Può essere che sia così. Ma quei due che hanno riempito di cazzotti il malcapitato romano non erano adolescenti, erano due persone che in altri tempi avrebbero già fatto il militare e trovato un lavoro. Ecco quello che forse manca: il senso della disciplina e una prospettiva per il futuro. Quando vengono meno queste due cose, vien fuori una miscela altamente infiammabile.

giovedì 18 agosto 2016

Riceviamo e pubblichiamo: "IL CASO DEL CICOMORO"



Quando il mio babbo era in vita, lui che era attaccatissimo a questo paese, se si trovava in disaccordo con qualche iniziativa presa dalle autorità o più semplicemente per commentare qualche fatto colorito di vita locale, usava esclamare “Questo è un paese di cuculi!”.
Non capivo bene l’assonanza tra il volatile citato e le presunte storture ravvisate, ma capivo l’amarezza che lui provava, a torto o a ragione, per il fatto che qualcosa a Castiglioni non stesse funzionando. E siccome il suo amore per il paese che egli aveva visto occupare e bombardare, dal quale era stato costretto a sparire come tanti altri giovani e che alla fine aveva visto ricostruire nelle mura e nel tessuto sociale, era già riuscito a trasmettermelo, io –  non capendo magari  bene quale potessero i motivi che lo disturbavano – soffrivo nel  vedere il babbo amareggiato e nello stesso tempo mi rimaneva difficile intendere perché Castiglioni meritasse questa sorta di ammonizione. Povero babbo!

Che direbbe oggi di un paese in cui il Sindaco - pur di apparire come un Robin Hood “denoaltri” - dà il buongiorno al popolo che lo ha clamorosamente chiamato allo scranno più alto creando su facebook il tragico “caso del cicomoro”?
A quale animale ricorrerebbe nei suoi  amari strali? Ormai i tam tam dei social avranno aggiornato tutti: nel giorno di Ferragosto, una compagnia di giovani “cinghiali” del territorio – così definiti nel social - ritrovandosi come tradizione a pranzare nel Parco delle Comunanze ha lasciato sul terreno lo scalpo di un cocomero deturpando l’oasi felice. Nello stesso post, il devastante “cicomoro” viene accostato all’atto vandalico subìto da una stele di recente inaugurata nei Giardini di Viale Mazzini e dedicata allo stesso uomo del Risorgimento.
Nel caso del cippo, l’animale citato come riferimento è la “capra”, mutuando con poca originalità ma con la dovuta riverenza il celebre intercalare del prof. Sgarbi, commovente esempio invece di patriota castiglionese. Il post si conclude trionfalmente con l’ impegno a rendere pubblico il nome dei vigliacchi esecutori dei misfatti.

mercoledì 27 aprile 2016

QUELLE ORRENDE SCRITTE A CASTIGLIONI

In uno degli incroci più trafficati di Castiglion Fiorentino è apparsa tracciata su di un muro una scritta: “Senesi Anna Frank”.  Detto così non vuol dire un cavolo, però accanto a questa ce ne sono altre che inneggiano alla squadra di calcio dell’Arezzo.
Allora tutto diventa più chiaro, niente contro la squadra del “cavallino rampante” ma certe tipologie di tifosi, per quanto Ultras, fanno più male che bene. Specialmente quando, come in questo caso, si equiparano rivali storici, i senesi, con #Anna Frank e quindi con gli #ebrei. Ebreo diventa un’offesa e si sottende che agli avversari si augura di fare la stessa fine dentro le camere a gas.

Chi ha tracciato quelle due parole crede probabilmente di aver fatto una cosa intelligente, i riferimenti storici sono sempre giudicati indici di preparazione ma in questo caso dimostra solo una grande superficialità, per non dire di peggio.

venerdì 26 febbraio 2016

CONTRO I VANDALISMI


Ci si dovrebbe interrogare sul perché assistiamo, ogni fine settimana, a episodi di vandalismo e danneggiamento dei beni pubblici. Ormai non sono più fatti isolati ma una specie di “rituale” che si ripete per il weekend castiglionese.
Non siamo tra quelli che amano fare allarmismo, oppure scavare nelle oscure profondità del “disagio sociale”, però qualcosa sta accadendo.

Non si parla di grande criminalità ma di uno stillicidio di piccoli episodi che sommati insieme danno però l’idea di un degrado progressivo e costante del vivere quotidiano. Qui non ci sono responsabilità politiche da inseguire ma problemi da comprendere e azioni da fare. Per prima cosa si renderebbe necessario un pieno coinvolgimento di tutte le istituzioni, a cominciare da quelle scolastiche, un coordinamento da parte della Amministrazione Comunale, una puntuale azione di controllo del territorio.

lunedì 8 febbraio 2016

CONTRO I VANDALISMI

"La scalinata di Palazzo della civiltà Italiana all'Eur è stata presa di mira da vandali: i cigli dei gradoni in travertino sono stati divelti e scagliati contro la stessa struttura. Si tratta dell'ennesimo episodio di vandalismo, dopo - per citare i fatti più recenti - quelli al laghetto e alle panchine che sono nel parco".
E’ questa la dichiarazione del presidente del Municipio IX di Roma all'indomani dei danneggiamenti di una delle strutture simbolo dell’Eur.

Al di là dei fatti romani il problema è che eventi simili si moltiplicano ormai in maniera esponenziale in tutta Italia. 
Anche a Castiglioni non siamo immuni da questo virus che pare aver contagiato, nel corso del tempo, parecchie persone.