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domenica 25 novembre 2018

COSA RISERVA IL FUTURO A PAESI COME CASTIGLION FIORENTINO?




"Il modello dei grandi centri commerciali è in crisi in tutto il mondo. E segna il passo persino in Italia, dove nel 2018 le chiusure di questi paradisi dello shopping (10) sono state per la prima volta più delle aperture (9). A mettere in ginocchio il settore è l’implacabile evoluzione darwiniana della specie, in questo caso quella dei consumatori. Gli iper hanno soffocato i negozi di vicinato. Ora, per la legge del contrappasso,
l’e-commerce — dove corre ormai il 10% degli acquisti al dettaglio mondiali — sta togliendo l’ossigeno a loro.”
Questa notizia, contenuta in un articolo di un importante quotidiano, mi ha fatto riflettere sul destino di territori come il nostro.  Il commercio ha, infatti, svolto un ruolo importante nello sviluppo locale. Senza i commerci non sarebbero nate le città e i nostri paesi hanno funzionato, per lunghi anni, come “centri commerciali naturali”. 
Oggi, che tutto cambia in maniera vorticosa, si tratta di capire cosa fare per non arrendersi a quello che sembra un ineluttabile destino di lenta, ma costante decrescita, più o meno felice.

Detto in altre parole quali idee si possono tirare fuori per guardare con ragionevole speranza al futuro.  

martedì 3 aprile 2018

CAMUCIA, ASILO VANDALIZZATO: NON POSSIAMO RASSEGNARCI ALLA CATTIVERIA


A Camucia l’asilo di via XXV aprile è stato oggetto di una vera e propria “aggressione”, non so definirla in altro modo: spaccati i vetri, strappati dal muro gli estintori, mobili danneggiati, il tutto “condito” da salsa di pomodoro sparsa a piene mani per imbrattare mura e pavimenti.
“Il solito atto di vandalismo” commenterà qualcuno alzando rassegnato le spalle. E invece no!
Non bisogna adattarsi alla bruttura, all’idiozia, alla cattiveria. Alla cattiveria, sì, perché andare a colpire un asilo è indice davvero di un corpo privo di cuore, oltre che privo di cervello.
In Valdichiana, episodi d’inciviltà, micro-teppismo, danneggiamenti sono ormai diventati una specie di cattiva abitudine.
Un pessimo vezzo prodotto da una caduta verticale del senso civico, dalla negligente educazione, dai pessimi esempi che si rintracciano su social e TV. 
Una volta era la famiglia a funzionare da anticorpo, oggi benché in molti casi rimangano saldi i rapporti familiari, anche questo baluardo rischia di incrinarsi. Parliamoci chiaro, quando sono gli stessi genitori, come talvolta accade, a insultare maestri e professori giustificando, al di là di ogni limite, i propri figli, anch’essi  contribuiscono alla generale degenerazione.
Che fare? Conformarsi e andare avanti e assistere impotenti al decadimento?
 
Io non sono d’accordo. Intanto credo che qualora i risonabili di quanto accaduto a Camucia fossero scoperti la punizione dovrà essere esemplare. Non  basta la solita ramanzina da libro “Cuore”.

venerdì 30 marzo 2018

SANITÀ IN VALDICHIANA: “IL MEDICO PIETOSO FA LA PIAGA VERMINOSA”


“Il medico pietoso fa la piaga verminosa”, è finito il tempo delle mediazioni, dei convegni, delle senserie che non portano a niente. In sanità, e non solo lì, bisogna cominciare ad affrontare le cose per quello che sono.  
Qualcuno dirà che sono polemico. Può darsi, ma mi sono accorto che la diplomazia, quando cozza con i diritti della gente, si trasforma in colpevole omissione.
Come tanti altri ho letto il “grido di dolore” del sindaco Agnelli sulla mancanza di medici per il settore dell’emergenza.  Un grido giustificato.
Però rimango sempre con una domanda sulla punta della lingua: ma un sindaco ormai ha solo il potere di urlare al mondo la propria impotenza? Oppure ha il diritto/dovere di fare qualcosa di più?
Detto in altri termini è mai possibile, come sostiene Agnelli, che si vada avanti nella sanità e non solo in quella, a forza di promesse non mantenute?

Ancora in maniera più esplicita: è mai possibile che la conferenza dei sindaci, che in sanità, checché se ne dica, ha un grosso potere, non possa intervenire?
Con questo non intendi dire che i sindaci non facciano nulla, tutt'altro, forse fanno fin troppo. E allora gli intoppi dove sono?
Credo che il riassetto sanitario, insieme con alcune cose positive, abbia purtroppo prodotto un allontanamento dai territori. 
Ci sono troppi livelli decisionali, una burocrazia attorcigliata, un intreccio di competenze dove, per sbrogliarsi, serve il machete.

giovedì 31 agosto 2017

I LAGHETTI DELLO ZUCCHERIFICIO STANNO MORENDO

          
Riceviamo e pubblichiamo.

Ci giungono numerose segnalazioni da parte di cittadini riguardo alla situazione dei laghetti dello zuccherificio dove, a causa della siccità e del caldo, sembra sia in atto una moria di numerose specie di pesci e gli stessi uccelli acquatici appaiono in grande difficoltà.
Visto che quell'area è stata più volte indicata come una delle zone più importanti per la sosta dei migratori e degli uccelli palustri, fino al punto da tutelarla con specifici provvedimenti urbanistici e l’inserimento nella carta della natura della Provincia, chiediamo al sindaco e all'assessore all'ambiente cosa intendano fare per evitare una strage di pesci con conseguenze per altro facilmente immaginabili sull'ambiente e sulla salubrità dell’intera zona.

UNIONE COMUNALE DEL PARTITO 
DEMOCRATICO DI CASTIGLION FIORENTI

lunedì 20 febbraio 2017

AGNELLI VS. GHINELLI, SOLO FANTASIA?



Il modo in cui le persone selezionano le informazioni dovrebbe porre seri quesiti a chi, nel rapporto con l’opinione pubblica, trova la sua ragione di esistere. Ci riferiamo in primo luogo ai partiti politici che per quanto bistrattati, malmessi e ridotti a simulacri si nutrono di consenso, e il consenso passa attraverso il convincimento e quest’ultimo si struttura tramite quella che alcuni definiscono “opinione diffusa”. Insomma le battaglie politiche prima ancora che nei luoghi deputati, in parlamento, nei consigli regionali e comunali si combattono e si vincono sul piano dell’informazione.
Per esempio a Castiglion Fiorentino la “battaglia dell’aglione” desta più interesse del dibattito sulle “aree di crisi industriale” e sul destino dell’area ex SADAM. Castiglioni non è un’eccezione, basta leggere un po’ di cronache per capire che la qualità della discussione ormai vola all'altezza del famoso “uccello padulo”.

Bisogna prenderne atto, senza però arrendersi alla banalità che converte tutto in barzelletta, perché poi alla fine le cose serie presentano sempre il conto.
Per esempio una notizia che è passata sotto traccia è il comunicato del Comune di Castiglion Fiorentino sulla quotazione in borsa della società ESTRA e sulla ventilata fusione COINGAS-ESTRA.
Il comunicato dice “L'appoggio del comune di Castiglion Fiorentino alle scelte strategiche del Comune Capoluogo (Arezzo ndr) sulle partecipate non è né scontato né tanto meno automatico”.
In sintesi si dichiara il proprio accordo sull'ingresso di ESTRA in borsa mentre sul secondo punto “è necessaria una condivisione politico-amministrativa di certe operazioni senza le quali il comune di Castiglion Fiorentino non potrà dare il suo consenso”.

venerdì 17 febbraio 2017

CONVEGNO DI CORTONA SULLE AREE DI CRISI ARIA FRITTA O QUALCOSA DI CONCRETO?


“Illusione dolce chimera sei tu…” cantava tanto tempo fa Achille Togliani, chissà perché ci è tornata in mente quella canzone quando abbiamo letto del convegno che si è tenuto mercoledì 15 febbraio al Centro S. Agostino di Cortona sulle aree di crisi industriale non complesse.  
Un appuntamento promosso dai comuni di Cortona e Castiglion Fiorentino in collaborazione con la Regione Toscana.
Sia chiaro, l’argomento merita attenzione ma non può essere foriero di chissà quali illusioni, perchè la realtà dei fatti è ben dura. Purtroppo c’è chi su questi abbagli ci gioca, c’è chi li alimenta, facendo credere che tra qualche tempo verranno risollevate  le sorti di un tessuto produttivo pesantemente colpito dalla crisi.
Le cose stanno in maniera diversa.
Cominciamo dai fondi disponibili per le aree di crisi non complessa, si tratta di circa 80 milioni di euro per tutta Italia e non come qualcuno aveva contrabbandato 80 milioni per la sola Toscana. 

Per quanto riguarda le spese ammissibili a un eventuale finanziamento, esse non devono essere inferiori a 1.500.000,00, Il che vuol dire al massimo 55 progetti finanziati in tutta Italia, per la Toscana si parla di 5 progetti. Ma la cosa più importante è che se qualcuno si era sognato che questi soldi arrivassero come la manna dal cielo deve ricredersi. I finanziamenti non sono per le amministrazioni ma per gli imprenditori che investono sul territorio, soggetti privati che hanno voglia di compartecipare e di rischiare. Insomma siamo alla presenza di un provvedimento che richiede gambe solide per camminare.

lunedì 28 novembre 2016

IL PD E LA VALDICHIANA

Comunque andrà a finire, dopo il 4 dicembre, niente sarà più come prima. Non solo per quanto riguarda gli scenari di governo ma anche dentro gli stessi partiti. Questo vale in particolare per il PD che, tra tutti, è quello che ha sofferto, in questa tornata referendaria, le maggiori lacerazioni.
Non stiano qui a discutere se la colpa sia dei “traditori”, come sono stati bollati coloro che nel Pd hanno deciso di votare No, oppure di chi ha voluto giocare l’intera posta in una mano sola, fregandosene di tutto e di tutti.
La velocità in politica è essenziale, ne siamo convinti, ma non va confusa con la fretta perché, come dice il vecchio adagio, “la gattina frettolosa fece i gattini ciechi”.
In ogni caso il PD, anche per il “dopo”, dovrà caricarsi di una grande responsabilità, quella di tentare, per quanto possibile, di ri-costruire il senso di una prospettiva politica che faccia argine ai nuovi e vecchi populismi.
 
Per questo sarebbe un errore pensare di risolvere le diatribe interne a colpi di accetta. L’arte sottile della mediazione, per quanto faticosa, è l’unica possibile. Ma non c’è solo questo, c’è da ripartire sul piano delle idee e del programma.
Ma da dove? Da quelli che sono gli elementi identificativi di una forza progressista.
Il lavoro prima di tutto, la scuola, la sanità. Chi pensa che queste tre cose siano slegate e che debbano essere affrontate separandole, come gli spicchi di una mela, capisce ben poco. E’ vero che il mondo è cambiato ma non sono mutati i bisogni elementari delle persone.
La dignità del lavoro, un’istruzione che funzioni, il diritto di essere curati, a prescindere dalla propria ricchezza, sono forse cose che la globalizzazione ha affossato?
Ecco allora che il PD ha un ruolo da svolgere, un compito che altri non possono portare avanti impregnati come sono di xenofobia, populismo a buon mercato, moralismo d’accatto.

lunedì 21 novembre 2016

DAI CAMMINI DI SAN FRANCESCO UN PROGETTO PER CASTIGLIONI

Il comune di Castiglion Fiorentino ha deciso di aderire all'associazione “Cammini di San Francesco in Toscana”. E’ una buona scelta, infatti, non da ora, sosteniamo che la valorizzazione del territorio non passa da manifestazioni estemporanee ma da progetti che possono consolidarsi nel tempo nello spazio.
In questo senso il recupero dei cammini, dei luoghi della fede, oltre che rivalutare la nostra storia e le nostre radici, contribuisce a incrementare le presenze, aiuta a sviluppare un pezzetto di economia e per finire svolge una funzione pedagogica, verso residenti e turisti, di cui oggi si è persa l’importanza.

In questo senso gli esempi non mancano,  basta pensare al  Cammino di Santiago o alla via Francigena. Castiglion Fiorentino in questo senso ha buonissime carte da giocare, a cominciare dalla valorizzazione di un periodo storico come il medioevo o meglio, uno scorcio dell’epoca di mezzo, che va dal principio del 1200 fin quasi alla sua fine. 

martedì 15 novembre 2016

CASTIGLION FIORENTINO, UN GRANDE CENTRO STORICO


La presidente di Montecitorio Laura Boldrini, parlando a Milano agli abitanti di piazzetta Capuana, ex roccaforte dello spaccio, ha affermato che per risanare il degrado dei territori, in questo caso si riferiva alle periferie delle grandi città, occorre “valorizzare  il protagonismo dei residenti e delle iniziative di cittadinanza attiva”.
A parte il politichese, che non andrebbe più usato perché sa di presa in giro, il concetto di fondo è condivisibile. La Boldrini in verità non ha detto niente di nuovo, è da tempo che viene affermato, in svariate sedi,  che la gente, gli abitanti debbano riappropriarsi delle città e dei paesi.  I nemici da combattere sono tanti: nelle grandi città lo spaccio, la delinquenza, da noi il piccolo vandalismo e l’abbandono.

Certamente Castiglion Fiorentino è imparagonabile al quartiere di una grande città, però anche da noi si assiste a una lenta decadenza, a un costante degrado in particolare della parte più antica del paese.

martedì 8 novembre 2016

CASTIGLION FIORENTINO: VIVA LE VACCHE

Per una volta ci sentiamo di spezzare una lancia in favore del Sindaco di Castiglion Fiorentino il quale ha pubblicato su facebook un post informandoci che un non meglio specificato calciatore gli aveva chiesto informazioni su dove acquistare un congruo numero di vacche chianine per i suoi allevamenti. La notizia è originale e se Agnelli ha ritenuto di postarla su un social network che, a differenza di quanto si pensa, non è la Gazzetta Ufficiale, ha fatto bene.

Com'era prevedibile l’annuncio ha scatenato una serie di commenti, da quelli che dicono che ci sono richieste anche per i suini ad altri che parlano di quintali di pulezze di cui pare siano ghiotti gli atleti della nazionale. Lasciamo ovviamente da parte i commenti più malevoli e i doppi giochi di parole ricavati dall'accostamento tra umani e animali. Lo ripetiamo niente di male che Agnelli abbia dato questa comunicazione al popolo di facebook. Anzi a suo merito va detto che, con una notiziola di questo tipo, è riuscito ancora una volta a bucare l’ovattato mondo dell’informazione che ormai va sempre più a caccia di curiosità.

CASTIGLION FIORENTINO, NON CI PREOCCUPANO GLI STRISCIONI, CI PREOCCUPA LA MANCANZA DI IDEE

Un nostro lettore, piuttosto crucciato, ci ha inviato le foto che pubblichiamo e che testimoniano la presenza di alcuni striscioni del Blocco Studentesco sulla scalinata che porta all'istituto ex Vasari di Castiglion Fiorentino, proprio davanti all'ingresso del Liceo di via Roma.
Non ci interessa esaminare il contenuto degli striscioni. La discussione sui rifugiati meriterebbe ben altro approfondimento. Anche perché un conto sono i rifugiati, un conto sono gli immigrati più o meno clandestini. Ma il problema non è questo.
Il problema è capire perché certi fenomeni di appartenenza politica si sviluppano e crescono. Noi non siamo tra quelli che demonizzano la destra, anche quella estrema, non siamo per intendersi tra coloro che si inalberano perchè in quel di Pavia Casa Pound, Forza Nuova e altre formazioni  organizzano un corteo in ricordo di Emanuele Zilli, un giovane di destra  morto in circostanze poco chiare nel lontano 1973.

In questi casi o ci si oppone davvero, ma non è più il tempo, oppure è meglio cercare di comprendere perché oggi la destra estrema si può presentare con una patente di affidabilità.
La soluzione non è urlare il proprio sdegno in piazza, ma rispondere dal punto di vista politico, sempre che questa parola abbia ancora un senso.
Un esempio semplicissimo, così almeno capiscono tutti: perché il PD ma più in generale la sinistra non si è ancora posta il problema del perché in un comune come Castiglion Fiorentino esista e prosperi un circolo legato a Casa Pound la cui influenza si sta estendendo alla Valdichiana e di come circoli di questo tipo siano di supporto alle liste più o meno civiche che la destra istituzionale presenta in giro?

giovedì 3 novembre 2016

QUALCHE IDEA PER IL FUTURO DELLA VALDICHIANA, A PARTIRE DAL SIGARO.

In Valdichiana si discute troppo poco del futuro. Il cono d’ombra maggiore è dato dall'assenza di una strategia politico-amministrativa in grado di ridare una prospettiva alla nostra vallata.  
La crisi ha lasciato un’eredità pesante: imprese chiuse, altre ridimensionate, aumento della disoccupazione, scarse possibilità per i giovani. E’ pur vero che esistono punte di eccellenza, ma non bastano a compensare quello che si è perso.
Da quanto tempo manca una riflessione, sia a destra sia a sinistra, sul destino della Valdichiana?

Al di là della retorica su agricoltura di qualità, biologico, turismo, servizi avanzati si avverte pesante il vuoto di idee. Che fare? Di fronte a questa domanda in parecchi scuotono la testa.

martedì 25 ottobre 2016

CASTIGLIONI: SERRISTORI E CASTIGLIONI INNOVA LE PAROLE POST PROFETICHE DELLA RAGGI

In una recente intervista Virginia Raggi ha pronunciato una frase illuminante. Secondo la sindaca di Roma “Il pubblico funziona male se viene messo in condizione di funzionare male. (…) Bisognerebbe chiedersi come mai nel tempo Ama e Atac (le due più importanti municipalizzate che si occupano di trasporti e rifiuti) che dovevano essere due società modello, sono state abbandonate. Forse perché c’era la volontà di far vedere che il pubblico non era in grado di gestire per poi far subentrare i privati (…).”

“Niente di nuovo sotto il sole” direbbe il vecchio saggio. Questi giochi di prestigio sono pane quotidiano per una certa finanza spregiudicata. Quello che però ci ha acceso una lampadina in testa è l’analogia con certi comportamenti in sede locale.
Prendiamo le due partecipate del comune di Castiglion Fiorentino, Ente Serristori e Castiglioni Innova. Che cosa è accaduto in questi ultimi due anni?

lunedì 17 ottobre 2016

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: SVENDITA DEI BOSCHI DEL SERRISTORI


Da parte di qualche faccia di bronzo, si continua a sostenere che la svendita del patrimonio del Serristori sia stata un affarone per l’Ente e per i castiglionesi. Noi continuiamo a sostenere che il business l’ha fatto chi ha comprato.
Invece di sparare stupidaggini il presidente del Serristori dovrebbe chiarire se dentro le vendite erano ricompresi o meno i volumi delle vecchie case, in questo caso l’affare per l’acquirente sarebbe doppio.
Una voce diffusa ad arte racconta che il compratore, con quest’acquisto,  avrebbe fatto un favore alla nostra comunità. Noi non abbiamo mai visto un imprenditore che butta i soldi dalla finestra ed infatti le notizie che abbiamo raccolto dicono esattamente il contrario.

Guarda caso una delle nuove tendenze dell’economia è di capitalizzare in boschi e foreste. Molti investitori stanno collocando i propri denari in fondi che comprano e gestiscono aree boschive che, nel medio periodo, si dimostrano un’ottima forma di guadagno.
Se questa è la situazione chi è che ha auto l’occhio lungo?
Il presidente dell’Ente che liquida a prezzo di realizzo un patrimonio o l’imprenditore intelligente che guarda avanti e coglie al volo l’affare?

venerdì 14 ottobre 2016

CENTINAIA DI LAVORATORI AL NERO NEL CHIANTI E IN VALDICHIANA?

La notizia può anche darsi che non scandalizzi nessuno, immaginiamo già qualche commento del tipo “così va il mondo”.
A noi invece ha fatto un po’ impressione sapere che nella “civilissima” Toscana centinaia di stranieri sono reclutati dai caporali per lavorare nei vigneti del Chianti in condizioni durissime.
Ovviamente non si tratta d’inglesi, da sempre appassionati del “Chiantishire”, oppure di scandinavi bensì di profughi pakistani e africani. Rifugiati, richiedenti asilo e anche clandestini. Tanto per capirci si tratta dei più bisognosi, quei “musi neri” che qualcuno vedrebbe bene a far da pasto per i pesci, gli stessi che sono oggetto di vomitevoli dispute politiche dove si dimentica che quella gente non sono alieni, con le squame al posto della pelle, ma uomini e donne con lo stesso nostro sangue, tanto uguale che potrebbero fare i donatori e nessuno si accorgerebbe della differenza.

Queste situazioni sono il riflesso vivente delle nostre ipocrisie dove, per uno strano gioco di specchi, la stessa persona è al tempo stesso sfruttatore di manodopera clandestina, seguace arrabbiato dei movimenti antimmigrazione e lettore del vangelo in Chiesa. Un guazzabuglio di personalità che farebbe impallidire qualunque psichiatra. Ma qui le distorsioni della mente c’entrano poco, c’entra invece il “borsello” e di fronte al “dio denaro” tutti piegano la testa.

venerdì 7 ottobre 2016

CASTIGLION FIORENTINO. CASE INCAGLIATE E CASE ABBANDONATE DA UTILIZZARE

Nella nuova legge di bilancio, al netto delle polemiche sulla crescita del PIL, ci sono alcuni interventi che meriterebbero maggiore attenzione.  
In particolare ce n’è uno che rappresenta una bella novità: dare in affitto alle fasce sociali più deboli i 22 mila appartenenti “incagliati”, lasciati in garanzia alle banche da imprese edili fallite o che non possono saldare i crediti. Ancora è da definire l’entità del Fondo di garanzia che la Cassa depositi e prestiti dovrebbe aprire a copertura degli istituti, nel caso in cui gli eventuali inquilini non dovessero pagare l’affitto, però una volta sbloccato quest’aspetto l’operazione potrebbe partire.

Questa proposta ci ha fatto accendere una lampadina su come si potrebbe intervenire, riguardo all'emergenza abitativa e alla riqualificazione del patrimonio edilizio nel territorio castiglionese.
Anche da noi non mancano esempi (per esempio lungo la SR 71 o a Manciano) di case non finite, abbandonate a metà, che stanno andando verso un lento degrado.

martedì 4 ottobre 2016

VALDICHIANA E AREE DI CRISI NON COMPLESSA. E' UNA OPPORTUNITÀ' DA COGLIERE

E’ fuor di dubbio che una parte della Valdichiana soffra da tempo di una crisi del manifatturiero piuttosto grave. Basta pensare alle caduta dell’occupazione in alcune grandi imprese (Cantarelli e Sadam tra tutte), alla contrazione del settore delle piccole e medie imprese, a cui si aggiungono le difficoltà che incontrano le ditte legate al settore edile. Il quadro è fosco anche se, dobbiamo dirlo, non tutto il futuro appare incerto.  
Per esempio assistiamo, con piacere, al consolidamento, su mercati emergenti, di imprese storiche ed all'arrivo di nuovi investitori. Per esempio le notizie che arrivano da Lucignano portano una ventata di ottimismo. Il nuovo stabilimento della SVI entrerà presto a regime con circa 75 dipendenti. Per non parlare del progetto Diakont, sempre a Lucignano, che prospetta quasi 300 nuove assunzioni.

La stessa dinamicità non la ritroviamo in altre parti della Valdichiana, complice una congiuntura che ha visto morire aziende importanti per il nostro territorio.
E’ dunque una cosa buona  che la Regione Toscana abbia deciso di individuare i territori di  Cortona e Castiglion Fiorentino come "aree di crisi non complessa", aree che attendono per essere definitivamente fissate il decreto del ministero dello sviluppo economico.
L’obbiettivo come dice la legge è abbastanza chiaro “rilanciare le aree colpite da crisi industriale attraverso la valorizzazione della vitalità imprenditoriale e delle potenzialità dei singoli territori”.

lunedì 3 ottobre 2016

IL TURISMO E' UNA INDUSTRIA E NON UNA MEDAGLIA

Per l'Italia, e aggiungiamo noi per la Toscana, il turismo è sempre stato fonte di ricchezza. Recentemente sono stati registrati risultati molto positivi per quanto riguarda la stagione estiva. Questo incremento di presenze, come dicono esperti del settore, è dovuto in gran parte  a fattori esterni che  hanno portato molti italiani a fare le vacanze dentro i confini nazionali e hanno dirottato nel nostro paese turisti stranieri, sottraendoli ad altre destinazioni ritenute pericolose.

Per questo appaiono fuori scala gli strombazzamenti sull'aumento del turismo in sede locale. Incremento dovuto, secondo alcuni cointeressati cantori, a politiche di promozione territoriale di cui, in verità, non s’è accorto nessuno.
Discorso ben più serio è come consolidare questo flusso positivo quando domani le coste del Mediterraneo torneranno a essere appetibili e gli italiani decideranno di riaffollare le spiagge della Spagna, della Grecia o della Croazia.

martedì 20 settembre 2016

Riceviamo e pubblichiamo: Cena di solidarietà

A un mese esatto dalla funesta data del 24 agosto, quando un terribile terremoto ha sconvolto parte della Marche e del Lazio, è stata organizzata a Castiglion Fiorentino una cena di raccolta fondi per le popolazioni colpite.

La cena si svolgerà sabato 24 settembre, alle ore 20,00, presso il Centro Polivalente “E. Buracchi” di Manciano, a Castiglion Fiorentino.
La notizia di quella terribile scossa  è ormai relegata nelle pagine interne dei giornali ma non sono certe scomparse le sofferenze e le pene di coloro che sono stati travolti da quella immane sciagura  e quindi si rende necessario oggi più che mai un grande sforzo di solidarietà da parte di tutti.
L’iniziativa è sostenuta dal Partito Democratico, dai Giovani Democratici, dall’ANPI comitato provinciale di Arezzo, dalla CISL Valdichiana, dalla CGIL Valdichiana e dall’ARCI. 

Il costo della cena è di 16 euro (bambini 10 euro) ed il ricavato sarà interamente devoluto ai terremotati. 

venerdì 16 settembre 2016

AMBIENTE QUALITÀ E PROFITTI: DAL CASO EATALY ALLA VALDCHIANA

Oscar Farinetti è considerato un grande imprenditore, uno capace di guardare al futuro. La sua creatura, Eataly, “un brand che oggi vale 300 milioni di euro” si è imposta in pochi anni alla attenzione dei mercati, trovando sostenitori entusiasti nel mondo dell’impresa e della politica. Che cosa è Eataly?  Com’è spiegato nel sito web “Eataly è mangiare italiano, vivere italiano. Il nostro obiettivo è dimostrare che l'alta qualità dell'enogastronomia italiana è alla portata di tutti”.

Tutto bello, peccato che queste premesse entrino in rotta di collisione con quanto affermato in un’intervista dallo stesso Farinetti: “Per fare pasta di alta qualità serve grano duro che in Italia è difficile trovare”. Questa è la ragione per cui per cui Eataly compra materia prima anche all’estero, in Canada e Usa, dove, sempre a detta del patron «non c’è paragone a livello qualitativo”.
Questa dichiarazione ha suscitato un mare di polemiche perché parrebbe contrastare con la filosofia dell’azienda. Infatti, come la filosofia kantiana non può prescindere dalle “categorie”, cosi Eataly non può fare a meno dalle materie prime prodotte in Italia. Altrimenti il mangiare italiano, tanto per rimanere in tema, va a frasi friggere.