"Il
modello dei grandi centri commerciali è in crisi in tutto il mondo. E segna il
passo persino in Italia, dove nel 2018 le chiusure di questi paradisi dello
shopping (10) sono state per la prima volta più delle aperture (9). A mettere
in ginocchio il settore è l’implacabile evoluzione darwiniana della specie, in
questo caso quella dei consumatori. Gli iper hanno soffocato i negozi di
vicinato. Ora, per la legge del contrappasso,
l’e-commerce
— dove corre ormai il 10% degli acquisti al dettaglio mondiali — sta togliendo
l’ossigeno a loro.”
Questa notizia, contenuta in un
articolo di un importante quotidiano, mi ha fatto riflettere sul destino di
territori come il nostro. Il commercio
ha, infatti, svolto un ruolo importante nello sviluppo locale. Senza i commerci
non sarebbero nate le città e i nostri paesi hanno funzionato, per lunghi anni,
come “centri commerciali naturali”.
Oggi, che tutto cambia in maniera vorticosa,
si tratta di capire cosa fare per non arrendersi a quello che sembra un
ineluttabile destino di lenta, ma costante decrescita, più o meno felice.
Detto in altre parole quali
idee si possono tirare fuori per guardare con ragionevole speranza al futuro.

















