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martedì 3 aprile 2018

CAMUCIA, ASILO VANDALIZZATO: NON POSSIAMO RASSEGNARCI ALLA CATTIVERIA


A Camucia l’asilo di via XXV aprile è stato oggetto di una vera e propria “aggressione”, non so definirla in altro modo: spaccati i vetri, strappati dal muro gli estintori, mobili danneggiati, il tutto “condito” da salsa di pomodoro sparsa a piene mani per imbrattare mura e pavimenti.
“Il solito atto di vandalismo” commenterà qualcuno alzando rassegnato le spalle. E invece no!
Non bisogna adattarsi alla bruttura, all’idiozia, alla cattiveria. Alla cattiveria, sì, perché andare a colpire un asilo è indice davvero di un corpo privo di cuore, oltre che privo di cervello.
In Valdichiana, episodi d’inciviltà, micro-teppismo, danneggiamenti sono ormai diventati una specie di cattiva abitudine.
Un pessimo vezzo prodotto da una caduta verticale del senso civico, dalla negligente educazione, dai pessimi esempi che si rintracciano su social e TV. 
Una volta era la famiglia a funzionare da anticorpo, oggi benché in molti casi rimangano saldi i rapporti familiari, anche questo baluardo rischia di incrinarsi. Parliamoci chiaro, quando sono gli stessi genitori, come talvolta accade, a insultare maestri e professori giustificando, al di là di ogni limite, i propri figli, anch’essi  contribuiscono alla generale degenerazione.
Che fare? Conformarsi e andare avanti e assistere impotenti al decadimento?
 
Io non sono d’accordo. Intanto credo che qualora i risonabili di quanto accaduto a Camucia fossero scoperti la punizione dovrà essere esemplare. Non  basta la solita ramanzina da libro “Cuore”.

giovedì 24 novembre 2016

UN GESTO FORTE CONTRO IL DEGRADO

Spesso, da queste pagine, siamo stati critici sulle cadute di stile e sul decadimento dei costumi che sembrano spazzare come un vento freddo la vita sociale delle nostre comunità.
Questa volta invece ci sentiamo di fare un plauso a chi, nell’U.S. Castiglionese,  ha preso la decisione, immaginiamo difficile, di escludere dagli organici della società due giovani calciatori che si sono  resi protagonisti di una rissa in campo durante una partita. La sanzione è pesante ma mostra assennatezza da parte della dirigenza che sembra aver compreso che di fronte a simili atti non si può più sventolare la bandiera della tolleranza.
La giovane età dei protagonisti, il disagio, le difficoltà dei nostri ragazzi sono tutte attenuanti che vanno prese in considerazione, però a tutto c’è un limite. Quel limite che non sembra aver ben presente chi, di fronte al degrado della vita sociale, continua a far finta di niente, riducendo il tutto al risibile concetto di “ragazzate”.  Mai come in questi tempi si assiste a un’inusitata violenza verbale, al vandalismo spicciolo, alla prepotenza, al bullismo, alla cattiveria nei confronti dei più deboli, a un ritorno del razzismo.

dobbiamo gridarlo chiaro e forte che così non si può andare avanti. Non si può andare avanti accettando, per pura convenienza politica, le scritte naziste e antisemite, non si può andare avanti con l’intimidazione più o meno palese di chi la pensa in maniera diversa, non si può andare avanti perché alla fine può accadere di peggio. 

In queste vicende giocano un ruolo di non poco conto alcuni “cattivi maestri” che, al coperto del proprio ruolo e delle proprie fortune, inducono dei ragazzini su una strada tortuosa, piena d’incognite, in molti casi senza speranza.