Visualizzazione post con etichetta Agricoltura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Agricoltura. Mostra tutti i post

lunedì 4 giugno 2018

I CURRICULUM DEI MINISTRI, UNA COSA DA RIDERE



Questa storia dei curriculum dei ministri mi fa un po’ sorridere, conosco gente con la terza media che ha più sensibilità, intelligenza e responsabilità di parecchi laureati.  
Questo però non significa trasformare tutta nella sagra di Santa Ignoranza, una specie di carnevale dove chi meno sa è più degno di rispetto e merita una rapida ascesa nell’olimpo della politica.
Governare una nazione, una regione, una metropoli, un comune non è un esercizio facile perché si decide del destino di tante persone. Perciò, chi governa, non può vantarsi di “non sapere”.  
Detto in altre parole se uno sceglie un medico o un commercialista non va a cercare quelli messi peggio ma quelli che per competenza, esperienza ed affidabilità garantiscono il miglior risultato.

Lo stesso dovrebbe avvenire per chi fa politica con una dote in più: la propensione a guardare più al bene del prossimo che al proprio.  
Giovanni Marcora (chi è? Dirà qualcuno) è stato uno dei più grandi ministri dell’agricoltura di questo paese, però non era laureato e non era nemmeno un perito agrario, era un geometra.
Gianfranco Bartolini (chi era?) è stato presidente della Regione Toscana, iniziò a lavorare giovanissimo nella bottega di fabbro del padre e poi fece l’operaio.  
Eppure nei libri è ricordato come un valente amministratore.
Per cui, se mi è consentito, se è stupido dire che uno non può fare il ministro se non è laureato, è altrettanto stupido dire che uno può far bene il ministro del turismo perchè possiede una agenzia di viaggi. 
L’esperienza mi ha insegnato che le persone si misurano sui fatti non coi titoli.
Paolo Brandi


venerdì 17 febbraio 2017

CONVEGNO DI CORTONA SULLE AREE DI CRISI ARIA FRITTA O QUALCOSA DI CONCRETO?


“Illusione dolce chimera sei tu…” cantava tanto tempo fa Achille Togliani, chissà perché ci è tornata in mente quella canzone quando abbiamo letto del convegno che si è tenuto mercoledì 15 febbraio al Centro S. Agostino di Cortona sulle aree di crisi industriale non complesse.  
Un appuntamento promosso dai comuni di Cortona e Castiglion Fiorentino in collaborazione con la Regione Toscana.
Sia chiaro, l’argomento merita attenzione ma non può essere foriero di chissà quali illusioni, perchè la realtà dei fatti è ben dura. Purtroppo c’è chi su questi abbagli ci gioca, c’è chi li alimenta, facendo credere che tra qualche tempo verranno risollevate  le sorti di un tessuto produttivo pesantemente colpito dalla crisi.
Le cose stanno in maniera diversa.
Cominciamo dai fondi disponibili per le aree di crisi non complessa, si tratta di circa 80 milioni di euro per tutta Italia e non come qualcuno aveva contrabbandato 80 milioni per la sola Toscana. 

Per quanto riguarda le spese ammissibili a un eventuale finanziamento, esse non devono essere inferiori a 1.500.000,00, Il che vuol dire al massimo 55 progetti finanziati in tutta Italia, per la Toscana si parla di 5 progetti. Ma la cosa più importante è che se qualcuno si era sognato che questi soldi arrivassero come la manna dal cielo deve ricredersi. I finanziamenti non sono per le amministrazioni ma per gli imprenditori che investono sul territorio, soggetti privati che hanno voglia di compartecipare e di rischiare. Insomma siamo alla presenza di un provvedimento che richiede gambe solide per camminare.

giovedì 9 febbraio 2017

A CASTIGLIONE E' SCOPPIATA LA GUERRA DELL'AGLIONE. Riflessioni semiserie sul fatto del giorno.

“Ex malo bono” dicevano i latini, noi potremmo parafrasare “da una cazzata può nascere una riflessione seria”.
La cazzata è la conflagrazione mediatica scatenata a Castiglioni dalla “guerra dell’Aglione”, un conflitto che, come tutte le contese che si rispettino, ha un antefatto e uno svolgimento.
Il casus belli, a quel che è dato sapere, è un’intervista di un assessore castiglionese il quale, presentando l’adesione del comune all'Associazione per la tutela dell’Aglione, pareva che annunciasse l’ingresso del comune nel Consiglio di sicurezza dell’ONU.
A seguito di ciò il PD aveva ironicamente inviato l’assessore ad aderire, a titolo personale, all'associazione per la difesa del carciofo.
La faccenda, invece di finire in una generale risata, era proseguita in consiglio comunale dove il Sindaco, non si sa bene se per tutelare il buon nome del carciofo o quello dell’aglione, aveva inviato i consiglieri del PD a dissociarsi da questo modo di fare politica, come se una battuta al sapore di ortaggi avesse chissà quale riflesso negativo sull'etica, la morale e il buon nome del comune.

Anche in questo caso si pensava che la vicenda fosse conclusa. Invece no, da parte del comune è partita la controffensiva orticola con l’invio, in busta intesta di un bel pacchetto contenente aglione (ma non carciofi), all'indirizzo della segretaria del PD.
Fin qui la cazzata.

venerdì 14 ottobre 2016

CENTINAIA DI LAVORATORI AL NERO NEL CHIANTI E IN VALDICHIANA?

La notizia può anche darsi che non scandalizzi nessuno, immaginiamo già qualche commento del tipo “così va il mondo”.
A noi invece ha fatto un po’ impressione sapere che nella “civilissima” Toscana centinaia di stranieri sono reclutati dai caporali per lavorare nei vigneti del Chianti in condizioni durissime.
Ovviamente non si tratta d’inglesi, da sempre appassionati del “Chiantishire”, oppure di scandinavi bensì di profughi pakistani e africani. Rifugiati, richiedenti asilo e anche clandestini. Tanto per capirci si tratta dei più bisognosi, quei “musi neri” che qualcuno vedrebbe bene a far da pasto per i pesci, gli stessi che sono oggetto di vomitevoli dispute politiche dove si dimentica che quella gente non sono alieni, con le squame al posto della pelle, ma uomini e donne con lo stesso nostro sangue, tanto uguale che potrebbero fare i donatori e nessuno si accorgerebbe della differenza.

Queste situazioni sono il riflesso vivente delle nostre ipocrisie dove, per uno strano gioco di specchi, la stessa persona è al tempo stesso sfruttatore di manodopera clandestina, seguace arrabbiato dei movimenti antimmigrazione e lettore del vangelo in Chiesa. Un guazzabuglio di personalità che farebbe impallidire qualunque psichiatra. Ma qui le distorsioni della mente c’entrano poco, c’entra invece il “borsello” e di fronte al “dio denaro” tutti piegano la testa.

martedì 4 ottobre 2016

VALDICHIANA E AREE DI CRISI NON COMPLESSA. E' UNA OPPORTUNITÀ' DA COGLIERE

E’ fuor di dubbio che una parte della Valdichiana soffra da tempo di una crisi del manifatturiero piuttosto grave. Basta pensare alle caduta dell’occupazione in alcune grandi imprese (Cantarelli e Sadam tra tutte), alla contrazione del settore delle piccole e medie imprese, a cui si aggiungono le difficoltà che incontrano le ditte legate al settore edile. Il quadro è fosco anche se, dobbiamo dirlo, non tutto il futuro appare incerto.  
Per esempio assistiamo, con piacere, al consolidamento, su mercati emergenti, di imprese storiche ed all'arrivo di nuovi investitori. Per esempio le notizie che arrivano da Lucignano portano una ventata di ottimismo. Il nuovo stabilimento della SVI entrerà presto a regime con circa 75 dipendenti. Per non parlare del progetto Diakont, sempre a Lucignano, che prospetta quasi 300 nuove assunzioni.

La stessa dinamicità non la ritroviamo in altre parti della Valdichiana, complice una congiuntura che ha visto morire aziende importanti per il nostro territorio.
E’ dunque una cosa buona  che la Regione Toscana abbia deciso di individuare i territori di  Cortona e Castiglion Fiorentino come "aree di crisi non complessa", aree che attendono per essere definitivamente fissate il decreto del ministero dello sviluppo economico.
L’obbiettivo come dice la legge è abbastanza chiaro “rilanciare le aree colpite da crisi industriale attraverso la valorizzazione della vitalità imprenditoriale e delle potenzialità dei singoli territori”.

venerdì 16 settembre 2016

AMBIENTE QUALITÀ E PROFITTI: DAL CASO EATALY ALLA VALDCHIANA

Oscar Farinetti è considerato un grande imprenditore, uno capace di guardare al futuro. La sua creatura, Eataly, “un brand che oggi vale 300 milioni di euro” si è imposta in pochi anni alla attenzione dei mercati, trovando sostenitori entusiasti nel mondo dell’impresa e della politica. Che cosa è Eataly?  Com’è spiegato nel sito web “Eataly è mangiare italiano, vivere italiano. Il nostro obiettivo è dimostrare che l'alta qualità dell'enogastronomia italiana è alla portata di tutti”.

Tutto bello, peccato che queste premesse entrino in rotta di collisione con quanto affermato in un’intervista dallo stesso Farinetti: “Per fare pasta di alta qualità serve grano duro che in Italia è difficile trovare”. Questa è la ragione per cui per cui Eataly compra materia prima anche all’estero, in Canada e Usa, dove, sempre a detta del patron «non c’è paragone a livello qualitativo”.
Questa dichiarazione ha suscitato un mare di polemiche perché parrebbe contrastare con la filosofia dell’azienda. Infatti, come la filosofia kantiana non può prescindere dalle “categorie”, cosi Eataly non può fare a meno dalle materie prime prodotte in Italia. Altrimenti il mangiare italiano, tanto per rimanere in tema, va a frasi friggere.

giovedì 18 agosto 2016

TRASPARENZA E ACCOGLIENZA: LA VICENDA DI CAPALBIO.

La polemica che si è aperta sui profughi, in quel di Capalbio, si presta a più versioni. Sicuramente ha molte ragioni il Sindaco del paese quando dice che “le prefetture non possono far calare dall'alto certe decisioni”.
In effetti, non è facile accettare un provvedimento che assegna 50 profughi a un centro abitato che d’inverno conta appena 130 residenti. La cosa singolare è che è scattata una sorta di rivolta non tanto tra i residenti ma tra i villeggianti che d’estate trascorrono le loro vacanze nel piccolo comune maremmano.

E quei le cose diventano più pepate. Il Presidente della Regione Rossi ha, infatti, dichiarato: “Nobili ambientalisti, boiardi di Stato e intellettuali ex comunisti non vogliono i profughi, non vogliono la strada, (si riferisce alla variante dell’Aurelia ndr) non vogliono nulla, perché le loro vacanze non possono essere disturbate. È una posizione che non condivido e contro cui mi batto: si può conciliare ambiente e sviluppo, tutela del paesaggio e sensibilità sociale”.
Era ora! Certo è che queste parole avrebbero avuto un altro effetto qualche anno orsono. In passato una parte della sinistra toscana ( e non solo toscana)  ha pasciuto e blandito una genia d’intellettuali radical chic, capaci solo di dire no.
Gente con ville da centinaia di metri quadri che però s’incazzano se un povero cristo tira su un capannino per gli attrezzi.

venerdì 17 giugno 2016

ROSARNO: PROVE TECNICHE DI SINISTRA

La domanda che alcuni iniziano a fasi è in cosa si distingua un governo con una “impronta progressista” da un governo tecnico/conservatore.
Teoricamente un governo progressista dovrebbe impostare le politiche economiche, e di conseguenza quelle sociali, spostando la lancetta verso una maggiore equità, un’attenzione ai bisogni dei più deboli, operando per l’eguaglianza delle opportunità. Obiettivi difficili in un’Europa dove dominano le tecnocrazie e l’economia globale risponde a interessi in grado di condizionare le politiche dei singoli stati.

Le ricette del FMI non contemplano un progetto di eguaglianza ma esasperano i concetti di competitività e declassano la spesa pubblica a problema, declinando ogni azione al rispetto degli equilibri di bilancio. Su questo versante le politiche nazionali possono ben poco, come dimostra il caso della Grecia dove Tsipras è stato costretto a tornare sulle sue posizioni (colpevolmente abbandonato anche da quelli che si dicono progressisti).

venerdì 15 aprile 2016

Riceviamo e pubblichiamo: EX SADAM , OCCORRONO PROPOSTE PER CREARE OCCUPAZIONE E SVILUPPO

Qualcosa si muove su fronte della riconversione dell’area ex SADAM. Bocciato il progetto della centrale a biomasse  rimangono aperti tutti i problemi : sviluppo, ricollocazione dei lavoratori, creazione di nuovi posti di lavoro, destino dell’area industriale. Abbiamo già detto che Castiglion Fiorentino ha perso molto con la chiusura dello zuccherificio, imposta dalla U.E., e solo chi ha la memoria corta ha dimenticato quanta occupazione e ricchezza produceva lo stabilimento saccarifero non solo per  Castiglion fiorentino ma per tutta la Valdichiana.
Oggi arriva la proposta della CGIL  di realizzare una azienda di trasformazione dei prodotti agricoli: succhi di frutta e verdura.
 
Ogni idea è buona purché sia fattibile e soprattutto sia in grado di creare lavoro e crescita in un territorio che ha visto gradualmente perdersi la sua vocazione industriale.
Come Partito Democratico è ormai da tempo che auspichiamo un impegno serio su questi argomenti: legare agricoltura e industria è il futuro della Valdichiana ma i buoni propositi da soli non bastano.  Non è sufficiente dire vogliamo una industria di trasformazione per  vedere nascere uno stabilimento con dentro tanti occupati ed in grado di dare risposte ai coltivatori.

giovedì 24 marzo 2016

INDUSTRIA ALIMENTARE IN VALDICHIANA, DIAMOCI DA FARE!

Secondo recenti studi il settore alimentare italiano potrà superare tra pochi anni i 50 miliardi di export. Il 2015, anno che ha registrato il successo di Expo, si è chiuso con vendite all'estero pari a 36,9 miliardi di euro, un valore in crescita dell’8% rispetto a dodici mesi prima. Se il PIL viaggiasse con lo stesso ritmo, saremmo a cavallo.

La notizia è particolarmente importante, almeno per noi che viviamo in una vallata, la Valdichiana, dalle grandi potenzialità in agricoltura. Alla base del settore alimentare c’è, infatti, l’agricoltura, a seguire le industrie di trasformazione e in ultimo i servizi.

giovedì 10 marzo 2016

VALDICHIANA E DEMOGRAFIA. IL TERMOMETRO SEGNA FEBBRE


Qualche tempo fa avevamo riportato la notizia che dal 2011 al 2015 c’era stato a Castiglion Fiorentino un calo della popolazione residente di circa 400 unità. Per noi non era una buona notizia, anche se qualche “furbacchione” aveva commentato: “Tanto sono tutti stranieri….”.
A parte il fatto che una analisi dei numeri ci dice che dentro quei 400 ci sono 200 italiani, quello che ci si ostina a non capire è che anche gli stranieri hanno una bocca, sentono il freddo e un tetto sopra la testa lo devono avere.  Quando spariscono centinaia di persone non è positivo per l’economia locale, perché bene o male tutta quella gente  consuma, spenda, paga affitti e compra vestiti.

Quella notizia ci ha spinto a fare una piccola indagine in Valdichiana e abbiamo scoperto che dal 2011 al 2015 la situazione, divisa per comune è stata questa:
Cortona ha perso 500 residenti
Castiglion Fiorentino ha perso 400 residenti
Lucignano ha perso 108 residenti
Foiano ne ha acquisiti 145
Marciano ne ha acquisiti 53.

mercoledì 24 febbraio 2016

SFRUTTAMENTO IN AGRICOLTURA. ANCHE DA NOI?

Ma che cavolo di paese è quello dove si lavora dodici ore nei campi per un salario di 25-30 euro al giorno cioè meno di 2 euro e 50 l'ora? Eppure questa è la situazione in Italia: secondo uno studio di The European House-Ambrosetti 400 mila lavoratori vivono questa condizione.

E’ questa la paga di chi lavora sotto i così detti caporali e ad aggravare la situazione contribuisce il sovraccarico di lavoro, l'esposizione alle intemperie, l'assenza di accesso all'acqua corrente e ai servizi igienici.

lunedì 15 febbraio 2016

POLITICHE TERRITORIALI IN VALDICHIANA? FATTI NON PAROLE

Il Sindaco di Castiglion Fiorentino pone un problema serio, anzi serissimo, la necessità di costruire politiche di zona in grado di rilanciare il ruolo e l’immagine della Valdichiana come soggetto territoriale, politico ed economico. 
Prendendo lo spunto dal Carnevale di Foiano, argomento piuttosto inappropriato visto il tono scherzoso di questa festa, il primo cittadino di Castiglioni lancia la sua proposta: E’ arrivato il momento di darsi da fare “ per definire politiche di vallata che non riguardino solo il turismo, ma tutta una serie di servizi che possono favorire efficienza e razionalizzazione”.
Chi tra noi non sarebbe d’accordo? 

martedì 2 febbraio 2016

L'ECONOMIA DELLA VALDICHIANA : IL "SEDERE SULLE ORTICHE"

Il Vicesindaco di Castiglion Fiorentino, in un recente articolo, ha criticato le politiche economiche del governo, citando nientemeno che il "New York Times". E’ sempre pericoloso far riferimento ai giornali stranieri perché, dall'altra parte, qualcuno potrebbe rispondere che l’altrettanto prestigioso Financial Time ha promosso il Jobs Act.
Ma al di là di questo particolare, del tutto insignificante, le cose che dice l’amministratore castiglionese corrispondono in buona parte a verità. In particolare per quanto riguarda la Valdichiana gli effetti benefici dei provvedimenti del governo non si sono in buona parte visti.

Tante imprese hanno sprangato i cancelli o si sono ridimensionate, le costruzioni languono, i piccoli negozi faticano e parecchi giovani sono a spasso, non per divertimento ma perché non hanno niente da fare.
Ha fatto bene il Vicesindaco a sollevare il problema ma, con questa dichiarazione, ha però messo come si dice con espressione poco elegante ma efficace, “il sedere sulle ortiche”.

lunedì 1 febbraio 2016

BANCA, POLITICA E TERRITORIO


E’ cosa buona che una Banca organizzi appuntamenti per incontrare imprese, associazioni e istituzioni per capire quello che bolle in pentola e quali siano le sollecitazioni che nascono del territorio. L’ha fatto Banca Valdichiana, confermando così la sua vocazione all'ascolto delle istanze che nascono dal basso.
Dopo settimane di bombardamento sul sistema bancario, bombardamento non immotivato, una piccola iniezione di fiducia ci voleva.
Detto, questo crediamo che i risultati debbano essere approfonditi e, come si dice, metabolizzati.

martedì 26 gennaio 2016

OLIO TUNISINO SOLIDALE

La Commissione Commercio internazionale del Parlamento Europeo ha dato il via libera “all'accesso temporaneo, supplementare, sul mercato dell’Unione” di 35 mila tonnellate di olio d’oliva tunisino a dazio zero per il 2016 e 2017.

La misura è stata proposta per mostrare concretamente la solidarietà dell’Unione nei confronti della Tunisia in grave crisi economica dopo gli attacchi terroristi. 
Premesso che la solidarietà tra stati difficilmente esiste, anche in caso di disastri naturali (terremoti, alluvioni, tsunami) la fratellanza spesso si trasforma in affari, non si comprende perché la solidarietà, ammesso che si tratti di questo, debba essere fatta a danno dei nostri produttori.

martedì 19 gennaio 2016

NUOVE INDUSTRIE IN CHIANA: C'E' CHI ZULLA E CHI STACCA TUTTI

Atteggiamento patetico, anzi penoso, quello che qualcuno ha riservato a queste notizie:
Prima notizia, il gruppo ABOCA annuncia, in un incontro, importanti investimenti su Castiglion Fiorentino e Marciano nel settore del biologico, delle piante officinali e degli allevamenti. 
Seconda notizia, Bonifiche Ferraresi rende noto, in un convegno a Follonica, che farà di Santa Caterina (Cortona) un polo dell’eccellenza agricola con investimenti per decine di milioni di euro.

Immediatamente si scatena la gara, in particolare sul Web: -Castiglion Fiorentino ha ABOCA, noi abbiamo le Bonifiche Ferraresi- nemmeno si trattasse del derby di Roma.
Atteggiamento penoso, goliardia applicata ad argomenti seri, anzi serissimi, visto che riguardano il futuro della nostra vallata.
Noi vogliamo tornarci sopra guardando la cosa da un altro punto di vista. A partire cioè dalle parole che il presidente di confindustria Toscana Sud Andrea Fabianelli (guarda caso un castiglionese) ha pronunciato proprio al convegno di Follonica.
In quell'occasione il Presidente ha insistito per «interventi anche straordinari per l'attrattività e la manifattura».

L'ECONOMIA CHIANINA SI MUOVE

Dopo qualche anno di rallentamento tutto sembra essersi messo in movimento nell'economia locale. Dalle pagine dei giornali rimbalzano notizie a raffica: progetti d’investimento nel settore agricolo, idee di rilancio del sistema infrastrutturale, arrivo di fondi europei, aziende ad alta tecnologia che intendono insediarsi in Valdichiana.
Rimaniamo piacevolmente stupiti da questo carosello che conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, le potenzialità del nostro territorio.

Passato l’innamoramento per il turismo e la sbornia per i servizi si è capito che questi due comparti sono importanti ma non decisivi per recuperare il gap occupazionale e produttivo.
Nello spazio di poco tempo sono stati presentai due progetti di sviluppo targati ABOCA e Bonifiche Ferraresi, dove, con investimenti per svariati milioni di euro, si rilancia il ruolo dell’agricoltura e della trasformazione dei prodotti.

lunedì 18 gennaio 2016

NOI STIAMO CON I CINGHIALI

Il nuovo fronte è quello dei #cinghiali, tutti in trincea, pronti a una riedizione del passaggio del fronte del 1944 quando, sulle nostre montagne, se le dettero di santa ragione Tedeschi e Alleati.
Questo dicono i firmatari di un appello contro la proposta di legge della Regione Toscana che prevede l'abbattimento, nell'arco di tre anni, di 250 mila tra cinghiali, daini e caprioli.
In termini di numeri una vera strage.
Ma perché la Regione intende dare il via a questa guerra totale mobilitando legioni di cacciatori?

Lo spiega l’Assessore Remaschi: “la legge all'esame del consiglio regionale vuole riportare la densità degli ungulati nella media. Abbiamo una densità di ungulati nel nostro territorio quattro volte superiore alla media nazionale e gli incidenti stradali provocati da questi animali dai 200 l'anno del 2013 sono passati a quasi mille. Rimborsiamo 2,5 milioni di danni agli agricoltori ogni anno ed è indispensabile fare qualcosa. In Toscana dobbiamo passare da 420 mila ungulati a meno di 150 mila”.

UNA VOCE STONATA (la nostra) sulla (nostra) VALLATA

Non accodarsi alla moda del momento non significa necessariamente dire stupidaggini, al contrario, questo esercizio consente di vedere meglio le cose. Si riesce a vederle meglio perché vengono meno i paraocchi di un’informazione imburrata e le lodi accattivanti dei cantori.

Il vento tiepido del “sentire comune” lo abbiamo sentito spirare, in una fredda giornata d’inverno, tra i vicoli di Castiglion Fiorentino durante la presentazione del libro dell’architetto Marraghini "Design e paesaggio agrario nella Valdichiana Lorenese: La Fattoria di Montecchio".