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venerdì 23 novembre 2018

LA DIFESA DEL PRESEPE E LE POLITICHE SOCIALI


Non capisco perché le festività del Natale debbano diventare terreno di polemica. Ultima (e a dire il vero ricorrente) in ordine di tempo è quella sull'allestimento nel Presepe nelle scuole.
Personalmente amo il Presepe, probabilmente lo amo molto di più dell’albero di Natale, e lo difenderò sempre. Ma questo non m’impedisce di dire che su queste questioni c’è sempre chi cerca di farsi pubblicità, in specie quando riveste una carica pubblica. E credo che abbia ragione chi sostiene che le priorità, per un’amministrazione, dovrebbero essere altre: la povertà, la marginalità, le famiglie che non arrivano alla fine del mese, gli anziani che rinunciano a scaldarsi oppure non comprano le medicine perché non hanno i soldi.  

Tutto questo ormai non sembra più far parte dell’orizzonte della politica. Difatti mentre si spende fior di quattrini per organizzare feste sempre più splendide, con una sorta di gara tra i comuni a chi allestisce il Natale più bello, dall'altro si riducono le risorse per chi ha bisogno. Perciò la difesa del Presepio che arriva da certi ambienti ha il sapore acido del latte avariato. Bisogna essere conseguenti con quei valori che si dice di voler difendere, e sarebbe meglio, nelle spese pubbliche, tagliare il superfluo per dare qualcosa a chi ha bisogno.

lunedì 12 dicembre 2016

RACCONTINO DI NATALE: L’ALBERO DI FILO SPINATO.

Noi siamo per le luci di Natale che splendono e rischiarano la notte, noi siamo per le feste che rallegrano le piazze, noi siamo per festeggiare e non per commemorare. 
Noi siamo perché ci sia più bontà nel cuore di tutti, nessuno escluso.


Per questo non sopportiamo i sepolcri imbiancati, non tolleriamo quelli che sputano in faccia ai più deboli e poi, per le feste, si vestono da Babbo Natale.  
Ma soprattutto non accettiamo l’ipocrisia di chi, sotto il manto della solidarietà, accetta i denari di Giuda.  Tutti loro, invece di adagiarsi sotto la stella cometa, dovrebbero costruire un albero di natale addobbato di filo spinato e bagnarsi, per una volta, nelle sofferenze di questo mondo. Solo allora, forse, sarebbero credibili.


mercoledì 17 agosto 2016

A NOI IL BURKINI NON FA PAURA

Tra gli storici è controversa l’attribuzione a Voltaire di questa frase “disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”.
Pare infatti che l’autore di Candido non l’abbia mai scritta né pronunciata.
Anche senza questo illustre progenitore quelle parole rendono bene l’idea di un mondo dove  tolleranza e libertà possono convivere nel confronto tra idee e tradizioni diverse.

Per questo ci sembra davvero inverosimile la presa di posizione del primo ministro francese il quale ha solennemente affermato che il  burkini è "incompatibile con i valori della Francia e della Repubblica", perché non è un costume da bagno ma "l'espressione di un'ideologia basata sull'asservimento della donna".

martedì 23 febbraio 2016

CASTIGLIONI E PISA, UN RAPPORTO CHE DURA DA SECOLI

Non tutti lo sanno ma tra Castiglion Fiorentino e la città di Pisa esiste un rapporto speciale che attraversa come una folgore secoli di storia. Tutto iniziò nel 1114, quando fu lanciata da Papa Pasquale II una crociata per liberare le isole Baleari, all'epoca occupate dagli arabi. Dietro il motivo religioso si celavano in verità interessi ben più materiali, come quello di preservare le rotte marittime dagli attacchi dei pirati saraceni. Non a caso alla spedizione parteciparono solo coloro che erano interessati a navigare senza problemi in quel tratto di mare. Tra questi la Repubblica di Pisa e il re Raimondo Berengario III di Barcellona. Al re catalano si unirono molti nobili Occitani, stanchi delle continue scorrerie piratesche mentre a Pisa si unirono contingenti dell’Italia Settentrionale e Centrale.
Questi ultimi probabilmente non avevano nessun conto in sospeso con gli arabi ma esercitavano l’onorevole, almeno per allora, mestiere del mercenario.  Tra loro era presente un numeroso gruppo di armati provenienti proprio da Castiglioni, gente d’arme assoldata a suon di scudi ma non per questo meno valorosa.

venerdì 12 febbraio 2016

ANCHE L'ACQUA SANTA E' VIETATA


“Il Tar dell’Emilia dice no alle benedizioni pasquali a Scuola”, il Tribunale Amministrativo ha stabilito che “il principio costituzionale della laicità o non confessionalità dello Stato non significa indifferenza di fronte all'esperienza religiosa, ma comporta piuttosto equidistanza e imparzialità rispetto a tutte le confessioni religiose (…) Non può, invece la scuola essere coinvolta nella celebrazione di riti religiosi che sono essi sì attinenti unicamente alla sfera individuale di ciascuno - secondo scelte private di natura incomprimibile - e si rivelano quindi estranei a un ambito pubblico che deve di per sé evitare discriminazioni”. 
Ci permettiamo alcune brevi considerazioni.