Visualizzazione post con etichetta Confindustria. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Confindustria. Mostra tutti i post

domenica 20 novembre 2016

IL REFERENDUM E IL VOTO DEL BUSINESS MAN


Una nostra amica ci ha raccontato che suo padre gli diceva “prima di decidere come votare, guarda dove votano i ricchi e regolati di conseguenza”. 
Il metodo, in verità, appare alquanto empirico, ma alla fine contiene un fondo di verità, perché i ricchi che votano contro i propri interessi sono rari come le mosche bianche. E poiché, di norma, i loro interessi raramente coincidono con quelli delle altre classi sociali il gioco è fatto. Qualcuno potrà dire che questa è roba del secolo scorso, ciarpame e ideologia.  Lo credevamo anche noi, convinti che lo sviluppo armonioso di una società si componesse di una bella fetta di mercato, un robusto stato sociale e la possibilità per tutti di salire la scala sociale.

Invece non è così, perché il divario tra ricchi e poveri aumenta, la mobilità sociale è ingessata e la rendita finanziaria si mangia il lavoro. 
Questa storia del lavoro è tornata prepotentemente di moda quando ci si è accorti che quel populista di Trump ha vinto le elezioni, in diversi stati dell’unione, mettendo il lavoro tra i temi in agenda.

venerdì 5 febbraio 2016

ALCUNE PROPOSTE PER LO SVILUPPO LOCALE

Da qualche tempo alcuni amministratori locali si esercitano in analisi economiche senza né capo né coda, pontificando sulla crisi di Banca Etruria (e speculando sul comprensibile risentimento di chi ha perso i propri risparmi) oppure ragionando di mercato del lavoro senza nemmeno uno straccio di numero su cui confrontarsi.
Dalle nostre parti si chiacchera molto e si costruisce poco mentre, in altre aree del paese, le cose vanno in maniera diversa. 
Recentemente in Lombardia è stato presentato da Confindustria il “Piano Strategico Lombardia 2030”.