C’eravamo riproposti di parlare il minimo
indispensabile di questioni locali, francamente delle baruffe in Consiglio
Comunale, ancorché offerte in streaming, o delle facezie, più o meno
intelligenti, che trapelano dalle interviste ne facciamo volentieri a meno.
Non per supponenza ma perché altri,
per ruolo politico e istituzionale, sarebbero più di noi deputati a farlo.
In questo momento ci piace molto di
più il posto in platea e proprio perché semplici spettatori ci concediamo il
lusso di valutare la rappresentazione e, se qualcuno si offende per i nostri
appunti, ci duole ma non possiamo farci niente.
Dal punto dove siamo seduti appare, ma
può essere un problema di prospettiva, che a Castiglioni il ruolo dell’opposizione
sia relegato ai margini e questo non per l’impegno dei Consiglieri che, ne
siamo convinti, ce la mettono tutta, ma perché la politica, anche quella
locale, ha cambiato pelle, dimensione, ruolo, impostazione.
Non si gioca più nell'austera aula del
Consiglio Comunale, da qualche tempo trasformata, come disse qualcuno “in
bivacco per i miei manipoli”, ma nei comunicati stampa, nelle immagini che rimbalzano
dai social, nel presenzialismo esasperato fino al parossismo, nella battuta o,
se preferite, nella cazzata assurta a verità, tanto chi va a verificare? Di
notte tutte le vacche sono bigie.
La gente comune presa da problemi ben
più pressanti fa un ragionamento facile, facile: ”Vi ho votato, fate il vostro
dovere, poi alla fine giudicherò”.


