Leggere Anima Nera di Stefano
Milighetti (0111 editore) è come
prendere, dalla prima all’ultima pagina, una scarica di pugni nello stomaco. E
di cazzotti, ve lo possiamo assicurare, ne arrivano tanti, uno dietro l’altro,
cadenzati come una campana a morto.
Interi capitoli danno letteralmente il
voltastomaco e per uno che scrive di assassini seriali, maniaci involuti in se
stessi, allucinati della mente, umori del corpo e dell’anima riuscire a dare il
voltastomaco è il massimo della libidine.
In questo l’autore è stato bravo. La
storia, infatti, fila come un colonscopio dentro le nostre angosce, facendo
emergere quella parte di noi che teniamo al guinzaglio.
