La politica è ormai diventata uno spettacolo,
a tratti divertente, a tratti indecente, a tratti indecoroso. Marchiato dalla
necessità di visibilità, dal bisogno di marcare il territorio come un cane che piscia
addosso a un albero.
Il territorio si può segnare in molti
modi facendo i buffoni, mostrano il dito medio alla telecamera, mandando
affanculo il mondo, associando l’avversario a un animale più o meno sgradevole,
minacciando di mandarlo in galera, massacrandolo nei social, fino ad arrivare al
punto di negargli l’ultimo saluto, come è accaduto in Spagna alla senatrice del
PP Rita Barbera recentemente scomparsa.
Alle Cortes (la camera dei deputati) è
stato osservato un minuto di silenzio in sua memoria, ma i deputati di Podemos
hanno polemicamente lasciato l'aula. "Ci dispiace per la morte di Barbera,
ma non possiamo partecipare a un tributo politico per una persona la cui carriera
è segnata dalla corruzione" ha detto Pablo Iglesias, leader del movimento.
Salvo poi rendersi conto di aver fatto una puttanata e così al Senato e nel
Consiglio comunale di Valencia (città di cui la senatrice è stata Sindaca per
lunghi anni) Podemos è rimasto al suo posto.
Non sta a noi giudicare le accuse della
magistratura spagnola, quello che ci interessa è mostrare come partiti e
movimenti, pur di distinguersi, siano disponibili a superare i limiti della
civile convivenza, perdendo di vista il rispetto della persona.

