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giovedì 26 maggio 2016

RESISTENZA, COSTITUZIONE E RIFORMA ELETTORALE. QUALCOSA SU CUI SPARLARE

Il 26 maggio del 1944 fu fucilato a Talla Licio Nencetti, uno dei comandanti partigiani più noti della provincia di Arezzo.  Al momento della morte aveva appena 18 anni, era nato a Lucignano  il 31 marzo del 1926.
A un’età in cui si pensa a ben altre cose, questo giovane della Valdichiana aveva organizzato una formazione agguerrita che operava dal Casentino fino alle estreme propaggini della nostra vallata. A dimostrazione che non è l’età che fa la differenza ma la passione, la disponibilità al sacrificio, la fedeltà a un ideale.
Il ricordo di Licio ci serve per introdurre un argomento che nei giorni passati è stato oggetto di molte polemiche.

Tutto è nato dalla presa di posizione dell’ANPI sul referendum costituzionale.
L’Associazione dei Partigiani si è espressa a maggioranza per il NO. Dal loro punto di vista è una posizione legittima e, per certi aspetti, comprensibile.

giovedì 21 aprile 2016

TROVIAMO DIFFICOLTÀ' AD ANDARE IN PIAZZA IL 25 APRILE

Tra qualche giorno si celebrerà il 25 aprile. Una ricorrenza istituita, lo rammentiamo per chi ha la memoria corta, il 27 maggio 1949, con la dicitura “Anniversario della Liberazione”.
Liberazione da chi e da cosa? La riposta all'apparenza è facile: liberazione dall'occupazione nazista, dal fascismo di Salò, e “mutatis mutandis” dall'orrore della guerra, anche se il secondo conflitto mondiale è continuato fino ai primi di maggio.
Da allora quest’anniversario è stato celebrato, con più o meno convinzione, in tutta Italia. In moltissimi casi occorre dire con scarsissima convinzione. Le ragioni sono essenzialmente due, da una parte perché la resistenza è stata, con un’operazione storica discutibile, assimilata in tutto e per tutto alla tradizione comunista. E le piazze del 25 aprile, dove la facevano da padroni fazzoletti e bandiere rosse, erano viste dai “moderati” con sospetto.
Il movimento partigiano, in effetti, è stato una questione complessa, che ha visto comunisti, socialisti, democratici cristiani, monarchici, azionisti combattere sullo stesso fronte ma con obbiettivi diversi e non è stato solo una epopea gloriosa ma vi sono stati orrori, nefandezze, viltà e tradimenti. Quindi la semplificazione resistenza uguale comunisti e marcia trionfale verso la libertà storicamente non regge.