A
Camucia l’asilo di via XXV aprile è stato oggetto di una vera e propria “aggressione”,
non so definirla in altro modo: spaccati i vetri, strappati dal muro gli estintori,
mobili danneggiati, il tutto “condito” da salsa di pomodoro sparsa a piene mani
per imbrattare mura e pavimenti.
“Il
solito atto di vandalismo” commenterà qualcuno alzando rassegnato le spalle. E
invece no!
Non
bisogna adattarsi alla bruttura, all’idiozia, alla cattiveria. Alla cattiveria,
sì, perché andare a colpire un asilo è indice davvero di un corpo privo di
cuore, oltre che privo di cervello.
In
Valdichiana, episodi d’inciviltà, micro-teppismo, danneggiamenti sono ormai
diventati una specie di cattiva abitudine.
Un
pessimo vezzo prodotto da una caduta verticale del senso civico, dalla negligente
educazione, dai pessimi esempi che si rintracciano su social e TV.
Una
volta era la famiglia a funzionare da anticorpo, oggi benché in molti casi rimangano
saldi i rapporti familiari, anche questo baluardo rischia di incrinarsi. Parliamoci
chiaro, quando sono gli stessi genitori, come talvolta accade, a insultare
maestri e professori giustificando, al di là di ogni limite, i propri figli,
anch’essi contribuiscono alla generale
degenerazione.
Che
fare? Conformarsi e andare avanti e assistere impotenti al decadimento?
Io
non sono d’accordo. Intanto credo che qualora i risonabili di quanto accaduto a
Camucia fossero scoperti la punizione dovrà essere esemplare. Non basta la solita ramanzina da libro “Cuore”.
