Qualche tempo orsono, un commentatore di cui apprezziamo l’arguzia, spese
parole intelligenti sulla presenza di Max Weinberg, batterista della E Street Band di Bruce Springsteen,
a Castiglion Fiorentino. Al di là della esibizione in piazza con un tamburo,
fatto di per se eccezionale per un artista di quel calibro, l’opinionista in
questione annotò come interventi di questo tipo, ritrasmessi sui social, facessero
conoscere il nome di Castiglioni ben più di centomila dépliant turistici sparsi
per il mondo. Parole sante.
Se però domandassimo oggi al
signor Max Weinberg se fosse disponibile a fare un concerto a Castiglion
Fiorentino forse risponderebbe come ha risposto il suo “boss” Bruce Springsteen
alle autorità di Greensboro (North Carolina) quando ha deciso di annullare il
suo concerto per protesta contro le discriminazioni verso gli omosessuali: “intendo
manifestare contro coloro che continuano a volerci riportare indietro. Alcune
cose sono più importanti di un concerto e questa battaglia contro il
pregiudizio e l’intolleranza è una di queste”.
