giovedì 18 agosto 2016

Riceviamo e pubblichiamo: "IL CASO DEL CICOMORO"



Quando il mio babbo era in vita, lui che era attaccatissimo a questo paese, se si trovava in disaccordo con qualche iniziativa presa dalle autorità o più semplicemente per commentare qualche fatto colorito di vita locale, usava esclamare “Questo è un paese di cuculi!”.
Non capivo bene l’assonanza tra il volatile citato e le presunte storture ravvisate, ma capivo l’amarezza che lui provava, a torto o a ragione, per il fatto che qualcosa a Castiglioni non stesse funzionando. E siccome il suo amore per il paese che egli aveva visto occupare e bombardare, dal quale era stato costretto a sparire come tanti altri giovani e che alla fine aveva visto ricostruire nelle mura e nel tessuto sociale, era già riuscito a trasmettermelo, io –  non capendo magari  bene quale potessero i motivi che lo disturbavano – soffrivo nel  vedere il babbo amareggiato e nello stesso tempo mi rimaneva difficile intendere perché Castiglioni meritasse questa sorta di ammonizione. Povero babbo!

Che direbbe oggi di un paese in cui il Sindaco - pur di apparire come un Robin Hood “denoaltri” - dà il buongiorno al popolo che lo ha clamorosamente chiamato allo scranno più alto creando su facebook il tragico “caso del cicomoro”?
A quale animale ricorrerebbe nei suoi  amari strali? Ormai i tam tam dei social avranno aggiornato tutti: nel giorno di Ferragosto, una compagnia di giovani “cinghiali” del territorio – così definiti nel social - ritrovandosi come tradizione a pranzare nel Parco delle Comunanze ha lasciato sul terreno lo scalpo di un cocomero deturpando l’oasi felice. Nello stesso post, il devastante “cicomoro” viene accostato all’atto vandalico subìto da una stele di recente inaugurata nei Giardini di Viale Mazzini e dedicata allo stesso uomo del Risorgimento.
Nel caso del cippo, l’animale citato come riferimento è la “capra”, mutuando con poca originalità ma con la dovuta riverenza il celebre intercalare del prof. Sgarbi, commovente esempio invece di patriota castiglionese. Il post si conclude trionfalmente con l’ impegno a rendere pubblico il nome dei vigliacchi esecutori dei misfatti.

Riceviamo e pubblichiamo: CHE CE FREGA DER BENIGNI, NOI C'AVEMO ASSAYAS

                            
Il Sindaco Agnelli non perde occasione pur di apparire. L’ultima sparata l’ha fatta nella circostanza della visita a Castiglion Fiorentino del grande regista francese Oliver Assayas.
Invece di valorizzare nel migliore dei modi questo incontro, l’ha sfruttato per avviare un’assurda polemica con un altro famoso uomo di cinema, Roberto Benigni.
 
Memore forse di vecchi slogan calcistici, materia della quale pare sia esperto, il Sindaco ha riesumato un motto romanista che diceva “Che ce frega der cileno (Salas), noi c'avemo Totti gol". Lui, per non essere da meno, s’è inventato “CHE CE FREGA DER BENIGNI, NOI C'AVEMO ASSAYAS”.

TRASPARENZA E ACCOGLIENZA: LA VICENDA DI CAPALBIO.

La polemica che si è aperta sui profughi, in quel di Capalbio, si presta a più versioni. Sicuramente ha molte ragioni il Sindaco del paese quando dice che “le prefetture non possono far calare dall'alto certe decisioni”.
In effetti, non è facile accettare un provvedimento che assegna 50 profughi a un centro abitato che d’inverno conta appena 130 residenti. La cosa singolare è che è scattata una sorta di rivolta non tanto tra i residenti ma tra i villeggianti che d’estate trascorrono le loro vacanze nel piccolo comune maremmano.

E quei le cose diventano più pepate. Il Presidente della Regione Rossi ha, infatti, dichiarato: “Nobili ambientalisti, boiardi di Stato e intellettuali ex comunisti non vogliono i profughi, non vogliono la strada, (si riferisce alla variante dell’Aurelia ndr) non vogliono nulla, perché le loro vacanze non possono essere disturbate. È una posizione che non condivido e contro cui mi batto: si può conciliare ambiente e sviluppo, tutela del paesaggio e sensibilità sociale”.
Era ora! Certo è che queste parole avrebbero avuto un altro effetto qualche anno orsono. In passato una parte della sinistra toscana ( e non solo toscana)  ha pasciuto e blandito una genia d’intellettuali radical chic, capaci solo di dire no.
Gente con ville da centinaia di metri quadri che però s’incazzano se un povero cristo tira su un capannino per gli attrezzi.

mercoledì 17 agosto 2016

A NOI IL BURKINI NON FA PAURA

Tra gli storici è controversa l’attribuzione a Voltaire di questa frase “disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo”.
Pare infatti che l’autore di Candido non l’abbia mai scritta né pronunciata.
Anche senza questo illustre progenitore quelle parole rendono bene l’idea di un mondo dove  tolleranza e libertà possono convivere nel confronto tra idee e tradizioni diverse.

Per questo ci sembra davvero inverosimile la presa di posizione del primo ministro francese il quale ha solennemente affermato che il  burkini è "incompatibile con i valori della Francia e della Repubblica", perché non è un costume da bagno ma "l'espressione di un'ideologia basata sull'asservimento della donna".

venerdì 12 agosto 2016

CENTRO STORICO DA DIFENDERE: ALCUNE IDEE

I centri storici non possono diventare solo prodotti da mettere in vetrina,  i centri storici rappresentano la tradizione, l’anima di un paese e di una città.
La lenta decadenza delle zone più antiche riguarda, purtroppo, buona parte dei comuni della nostra provincia. Non c’è da illudersi, non esistono soluzioni miracolistiche, questo, però, non significa arrendersi.
Cominciamo a interrogarci sulle cause: i centri storici non sono più un polo di attrazione come avveniva un tempo, quando, dalle campagne e dal circondario, ci si riversava in paese per gli acquisti, per andare in farmacia o dal dottore, per recarsi in comune o alle poste.
Non ha senso essere nostalgici di quel passato. Il piccolo mondo antico fatto di osterie, di piazze animate dai mercati settimanali, di piccoli negozi dove trovavi di tutto, non c’è più e non ritornerà.
I centri commerciali hanno ucciso il commercio di vicinato, la gente vuole muoversi, vuole guardare oltre le mura di casa e oggi esistono milioni di finestre affacciate sul mondo: per comprare, per viaggiare, per ottenere servizi.
La soluzione era bloccare tutto questo? Impossibile, forse regole più stringenti avrebbero rallentato la malattia ma, alla lunga, il risultato non sarebbe cambiato.
Del lento declino dei centri storici ha risentito inevitabilmente anche la residenza: meno opportunità, meno abitanti e con il calo dei residenti diminuisce la qualità.
Trovare soluzioni non è facile.
A Castiglioni il centro storico ancora funziona (almeno in parte) perché ci sono i servizi: poste, uffici comunali, professionisti e per fortuna e nonostante tutto, un buon numero di negozi.
Ma il futuro non appare roseo. Qualche anima bella è convinta che il turismo possa diventare il toccasana di tutti i mali.
Di quale turismo parliamo? Parliamo forse di un turismo di massa in grado, con gli incassi di una stagione, di creare reddito per tutto l’anno? No, il nostro non è quel tipo di turismo.
Sicuramente è importante incrementarlo e sostenerlo ma da solo non basta.
Un centro storico come il nostro può vivere solo se punta alla qualità e alla residenza.  Per questo occorre muoversi con una strategia che coinvolga tutti: residenti, commercianti, professionisti, istituzioni e associazioni.

Oggi l’Amministrazione propone piani di recupero urbano, è una bella sfida ri-progettare porzioni di Centro Storico, vedremo cosa si riuscirà a realizzare.
Ma c’è anche di più, con un recente provvedimento sono stati messi a disposizione, da parte del Comune, finanziamenti per le imprese che intendono insediarsi nel perimetro delle mura del paese. Ottima idea ma che rischia di naufragare tra i marosi dell’incertezza.

Riceviamo e pubblichiamo: LA BUFALA DELLA ZTL, MULTE E MEZZE VERITA’


                            
La questione della ZTL continua a tenere banco a Castiglion Fiorentino, visto che alcuni cittadini, hanno dovuto subire multe per aver trasgredito gli orari di apertura dei varchi, nonostante siano passati con il semaforo verde. Sta di fatto che, nonostante si tenti di mettere la polvere sotto il tappeto, con dichiarazioni che non c’entrano un fico secco, del tipo “le multe sono calate” e “abbiamo introdotto il telelaser”, “la colpa è del maltempo” il problema resta.
Resta a tal punto che si è costretti ad ammettere che i vigili, per sopperire agli errori, sono stati impegnati in un lavoro supplementare di controllo.

mercoledì 10 agosto 2016

DIFENDIAMO LE CICCIOTTELLE E DIFENDIAMO TASSI

Giuseppe #Tassi, direttore sportivo di #Qs Quotidiano Sportivo, licenziato in tronco per aver titolato sul Resto del Carlino: "Il trio delle cicciottelle sfiora il miracolo olimpico", potrebbe essere definito un “martire dell’idea”. 
Di quale idea si parla?
Dell’idea del “politicamente corretto” che attraversa come una punta di freccia intrisa di falso perbenismo, #moralismo d’accatto e parecchia ipocrisia la stampa e l’opinione pubblica. 

Una delle poche voci dissonanti è stata quella del Segretario nazionale dell’Ordine dei giornalisti: "Prendo atto che cicciottelle è una gravissima offesa, costata il posto di lavoro al direttore di Qs. A coloro i quali chiedono la radiazione del collega, rivolgo un quesito: quali sanzioni applicare ai giornalisti che si rendono responsabili di gravi violazioni del codice deontologico? Tagliamo loro la mano destra?“
Bravo!  
E che dire dei pochi o tanti giornalisti che di giorno e di notte, la mattina e la sera giocano a sputtanare le persone, senza mai correggere, senza mai scusarsi, oppure trascorrono gran parte del tempo a leccare il culo ai potenti di turno?
Questi passano come eroi dell’informazione libera, invece l’uso del termine #cicciottelle diventa un’onta da lavare col sangue.

martedì 9 agosto 2016

NOMINE AL COINGAS: NIENTE DI NUOVO SOTTO IL SOLE

La vicenda della nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione di #COINGAS smuove le acque, solitamente stagnati, della politica ferragostana.  Da un amministratore unico si è passati a tre membri del #Consiglio di Amministrazione, con un incremento, per quanto non scandaloso, dei costi di gestione.
C’è chi difende questa scelta come la più razionale, c’è chi la critica, chiamando in causa l’aumento delle indennità e la spartizione delle poltrone.

Noi non siamo tra quelli che si scaldano, però abbiamo una qualche difficoltà a comprendere alcuni passaggi. Primo punto cos'è oggi il Coingas?  Non è più la gloriosa società, di cui hanno scritto autorevoli studiosi, che ha fatto la storia della metanizzazione (verrebbe da dire della modernizzazione) della provincia di Arezzo. Oggi Coingas è essenzialmente un’espressione finanziaria, detiene cioè un parte del pacchetto delle quote di #ESTRA.
Un ente inutile? Tutt'altro, è COINGAS che concorre a decidere per la parte aretina (in relazione alle quote)  le strategie di un “colosso” come ESTRA. Quindi non è proprio una scatola vuota.

lunedì 8 agosto 2016

LA LEZIONE DI MARCINELLE

L’otto di agosto di sessant'anni fa è una data che non va dimenticata.  In quel giorno un incendio nella miniera di carbone di Marcinelle in Belgio provocò la morte di 262 minatori, di cui 136 italiani.

Tutto nasce e lo diciamo senza polemiche, perché quelli erano tempi veramente duri, dall'accordo del 23 giugno del 1946 denominato “accordo minatori-carbone”. Cioè l’impegno a favorire l’emigrazione nelle miniere del Belgio di 50.000 lavoratori italiani in cambio di carbone e il carbone era importante per far ripartire la nostra economia, distrutta da cinque anni di guerra.
Uomini in cambio di materie prime, detto oggi sembra una bestemmia allora non era così e forse non poteva essere diversamente. L’emigrazione appariva allora una via necessaria e i nostri migranti dovettero sopportare umiliazioni, durezze, una vita terribile.

venerdì 5 agosto 2016

IL PD E LE CORRENTI. NOI SIAMO PER LE CORRENTI AD AREZZO E A ROMA.

Da qualche parte il presidente del Pd Orfini ha dichiarato che bisogna sciogliere le correnti dentro il partito, offrendo la disponibilità, fin da subito,  a sciogliere la sua.
Compito facile da una parte, improbo dall'altra.
La corrente di appartenenza di Orfini, quella detta dei Giovani Turchi, ci mette poco a scomparire dai territori, visto che per trovare qualche “turco”  in periferia bisogna andare a “Chi l’ha visto”. Più complicato chiedere di rinunciare al paracadute a gente che proprio grazie ai “Giovani Turchi” si è trovata catapultata in ministeri, incarichi nazionali, assessorati.

Però il principio sembrerebbe buono a chi, da fuori, assiste alla lenta decomposizione del PD. Invece no! Il principio è sbagliato ed il rimedio è peggiore della malattia.
Noi siamo convinti che il male non stia nelle correnti, man nel fatto che non ci siano e che le divisioni nascano dal tronco di un falso unanimismo dove si innestano potentati di varia natura: politica, economica, aziendale, istituzionale.

mercoledì 3 agosto 2016

CASTIGLIONI: CHE FINE FARA' IL PATRIMONIO STORICO E ARTISTICO?

Il Pd castiglionese ha presentato nell'ultimo Consiglio Comunale una raffica d’interrogazioni. Qualcuno l’ha presa a male, senza capire che la dialettica tra maggioranza e opposizione rappresenta il sale della vita amministrativa e il PD fa solo il suo mestiere. Da che mondo è mondo chi vince le elezioni ha il diritto di governare e chi sta all'opposizione ha il dovere di proporre e controllare.
La cosa che più ci ha stimolato nel “mare magnum” delle interrogazioni, è quella relativa alla situazione della rete museale castiglionese.
Che cosa dicono i democratici?  
Qualche tempo fa alcuni assessori, senza che nessuno alzasse le antenne, hanno dichiarato che le presenze ai musei castiglionesi avevano avuto una impennata fino a prefigurare la cifra di 12.000 ingressi annui.

Un balzo in avanti notevole rispetto a un periodo di grigiore assoluto che ha visto i musei parzialmente chiusi e le strutture culturali afflitte da un lento declino.
Quello che però manca è un riscontro. Detto in soldoni come diavolo sono stati conteggiati quegli ingressi? Manca una verifica oggettiva giacché l’attuale Amministrazione ha deciso che ai musei si entra gratis.
In effetti, da quello che è dato sapere (le voci di corridoio si sprecano), i turisti sembrano essere stati pochini e dentro il calderone pare siano sono stati infilati a “forza” i ragazzini delle scuole, quelli che sono andati ad ascoltare conferenze, coloro che hanno partecipato alle iniziative della Istituzione Culturale, senza però nemmeno sfiorare le sale del museo.

martedì 2 agosto 2016

DIBATTITO POLITICO ACCESO IN QUEL DI CASTIGLIONI (DA VIA CODIVILLA AI MUSEI):


L’ultima seduta del consiglio comunale, per essere stata una seduta “estiva ” o “balenare”, come si diceva una volta, deve essere stata abbastanza movimentata, visti i comunicati prodotti dal PD.

Una cosa è certa, le considerazioni dei Democratici meritano un approfondimento, perché al di là della polemica politica, senza la quale il dibattito pubblico sarebbe di una piattezza allarmante, quelle parole (invero abbastanza pesantucce) pongono una serie di quesiti che non si possono scansare con quattro battutine del cazzo, come qualcuno è abituato a fare.
Vedremo di approfondire e poi chi vivrà vedrà.
Di seguito pubblichiamo i comunicati del PD su Via Codivilla e sui Musei Castiglionesi.

ANIMA NERA, ANIMA VERA?

Leggere Anima Nera di Stefano Milighetti (0111 editore)  è come prendere, dalla prima all’ultima pagina, una scarica di pugni nello stomaco. E di cazzotti, ve lo possiamo assicurare, ne arrivano tanti, uno dietro l’altro, cadenzati come una campana a morto.
Interi capitoli danno letteralmente il voltastomaco e per uno che scrive di assassini seriali, maniaci involuti in se stessi, allucinati della mente, umori del corpo e dell’anima riuscire a dare il voltastomaco è il massimo della libidine.

In questo l’autore è stato bravo. La storia, infatti, fila come un colonscopio dentro le nostre angosce, facendo emergere quella parte di noi che teniamo al guinzaglio.

SIAMO RIMASTI ASSENTI....

Siamo rimasti assenti, troppo assenti.
Qualche volta però è necessario fermarsi per resettare la testa ed è quello che abbiamo fatto, pur consapevoli che il tempo perduto non si riacchiappa per la coda.  
Infatti, sono successe un sacco di cose: in politica, un argomento che, rispetto ai molti con il naso arricciato come porcellini, ancora ci affascina.

Nell'amministrazione locale, con un elenco di cose interessati e di altrettante cazzate da riempire un libro.
Nel costume, dove certe facce da culo spacciano per cultura una immonda mistura fatta di improvvisazione e nomi altisonanti.
Insomma ce n’è per tutti i gusti e per tutti i palati.
Adesso che abbiamo rimesso le cose a posto riannodiamo le fila con quelli che ci seguono pubblicando una cosa inusuale per queste pagine:  la recensione di un libro che, complice l’estate ci siamo letti tutto d’un fiato.

martedì 28 giugno 2016

VECCHIO OSPEDALE DI CASTIGLIONI, NE VOGLIAMO PARLARE?

A gennaio avevamo scritto un articolo dove ponevamo l’accento sul fatto che, nella totale indifferenza, si stava procedendo alla vendita di uno degli edifici storici più importanti di Castiglioni: il vecchio ospedale di Piazza S. Agostino.  
Da allora sono passati quasi sei mesi e ancora non si sa niente. Il sindaco, interrogato in merito, ha detto di non saperne nulla, ma quello che però ci lascia perplessi è che si continui a stare zitti senza intervenire su una vicenda che potrebbe “svoltare” in senso positivo il destino di zone come S. Agostino e porta Romana.

All'indomani dell’annuncio della vendita, la Regione Toscana ha, infatti, dichiarato che “utilizzeremo l'eventuale ricavato per investire nella sanità, nell'assetto idrogeologico, in opere pubbliche, in cultura" aggiungendo che “intendiamo discutere con i Comuni della destinazione d'uso degli immobili".
Ottimo e allora discutiamone.

lunedì 27 giugno 2016

LISTE CIVICHE E GOVERNO DEL TERRITORIO: IL SINDACO DI CASTIGLIONI PROPONE MA CHI DISPONE?

    
Nel film “Un boss sotto stress” Paul Vitti (Robert De Niro) dice una frase rimasta famosa al Dr. Ben Sobel (Billy Cristal): "Tu... tu... tu...tu sei bravo dottore, sei proprio bravo. Hai il bernoccolo!".
Queste parole ci sono tonate in mente leggendo le esternazioni del Sindaco di #Castiglion Fiorentino. Le ultime in ordine di tempo riguardano la richiesta di stato di calamità per il settore agricolo dopo le piogge torrenziali delle scorse settimane e la proposta di una federazione delle #Liste Civiche dopo l’uragano che si è abbattuto sul centrosinistra in provincia di #Arezzo.

Fin dall'inizio del suo mandato Agnelli ha dimostrato una grande capacità di fiondarsi sugli eventi del giorno, più o meno importanti, trasformandoli in notizia. I contenuti non sempre sono condivisibili, vedi la polemica sulle #Unioni Civili, però nel bene o nel male è riuscito a costruire intorno alla sua figura l’aurea del personaggio. Tanto che qualche commentatore riconosce che “almeno lui qualcosa dice”. Quasi a sottolineare che altri non dicono niente e quindi, come dice il vecchio adagio “nel mondo dei cechi l’orbo è re”. 

venerdì 24 giugno 2016

LA MADIA PARLA DI ROMA E DI AREZZO CHI PARLA?

Le vicende post-elettorali si arricchiscono ogni giorno di nuovi capitoli. L’ultimo, in ordine di tempo, riguarda la ministra Marianna #Madia con la quale, forse per la prima volta, ci troviamo d’accordo. Che cosa ha detto la responsabile per la semplificazione e la pubblica amministrazione nel Governo #Renzi riguardo a #Roma?
Una cosa giustappunto semplicissima "il voto ci dice una cosa chiara: nella mia città, che non è l'ultimo borgo d'Italia, siamo stati rottamati dai cittadini. Il Pd non ha saputo ascoltarli. E ci hanno punito se a Roma "il tappo" è #Orfini allora "si dimetta da commissario".


Una logica inoppugnabile, anche se il problema non è essere più o meno “tappi”, il problema è assumersi la responsabilità politica di una vicenda sconclusionata con un finale già scritto.
Prima l’elezione di Marino, poi la scoperta che il sindaco era inadatto a guidare una città piena di contraddizioni e malaffare, quindi il dimissionamento di Marino, a seguire l’individuazione di un candidato come Giachetti (persona degna ma politicamente debole) e infine la sconfitta secca e bruciante contro il movimento cinquestelle, con l’aggravante che se la destra fosse stata unita il PD probabilmente non sarebbe arrivato nemmeno al ballottaggio.

mercoledì 22 giugno 2016

BOTTE IN TESTA AL PD E AD AREZZO CHE SI FA?


Abbiamo aspettato qualche giorno per dire la nostra (sempre che conti qualcosa) sull'esito delle #elezioni, abbiamo aspettato perché è bene come direbbe qualcuno “farsi un’idea” senza cedere alle emozioni. Quello che viene fuori da un lato ci fortifica nelle nostre convenzioni e dall'altro ci fa cedere le braccia.
Lasciamo per un momento da parte i commenti dei giornalisti, “vil razza dannata”, che hanno tutto il diritto di modificare le proprie convinzioni in relazione ai risultati.  Fatto normale in un paese abituato a svolte repentine e vigliacche, a cominciare dal 25 luglio del 1943 per finire alle monetine lanciate contro Craxi da quelli che fino il giorno prima strisciavano come vermi. 
Quello che però ci fa sorridere (amaramente) sono le analisi dei politici.  I filoni di pensiero sono essenzialmente due. C’è chi sostiene che il centrosinistra ha smarrito il senso della sua storia e dunque paga le conseguenze di un arretramento culturale, oltre che un pauroso vuoto di analisi e quelli che invece affermano che il #PD ha perso perché ha fatto poca innovazione.

In quanto ai primi sarebbe opportuno che alle parole dessero coerenza. Dove per coerenza s’intende che dal dire è necessario passare al fare. Invece ha prevalso la logica del “falso unanimismo”, della fottuta paura della rottura. Le divisioni sono sempre state la dannazione della #sinistra per cui, per quanto possibile, è bene evitarle ma poi si arriva a un punto in cui i nodi vanno sciolti, l’alternativa è chinare la testa e in troppi hanno scelto di abbassare il capo.

venerdì 17 giugno 2016

ROSARNO: PROVE TECNICHE DI SINISTRA

La domanda che alcuni iniziano a fasi è in cosa si distingua un governo con una “impronta progressista” da un governo tecnico/conservatore.
Teoricamente un governo progressista dovrebbe impostare le politiche economiche, e di conseguenza quelle sociali, spostando la lancetta verso una maggiore equità, un’attenzione ai bisogni dei più deboli, operando per l’eguaglianza delle opportunità. Obiettivi difficili in un’Europa dove dominano le tecnocrazie e l’economia globale risponde a interessi in grado di condizionare le politiche dei singoli stati.

Le ricette del FMI non contemplano un progetto di eguaglianza ma esasperano i concetti di competitività e declassano la spesa pubblica a problema, declinando ogni azione al rispetto degli equilibri di bilancio. Su questo versante le politiche nazionali possono ben poco, come dimostra il caso della Grecia dove Tsipras è stato costretto a tornare sulle sue posizioni (colpevolmente abbandonato anche da quelli che si dicono progressisti).

giovedì 9 giugno 2016

ELEZIONI AMMINISTRATIVE: NAPOLI O AREZZO SON CAZZOTTI SUL MUSO

Dopo le ultime elezioni amministrative la gran parte dei commentatori ha puntato i fari su Milano e Roma, mettendo in penombra Napoli. Grave errore. Se si guarda al panorama del voto nella città delle 500 cupole è successa una cosa quantomeno insolita, il PD non è arrivato al ballottaggio. E pensare che nel 1996 il candidato della sinistra raggiunse  la stratosferica cifra del  72,9% dei voti al primo turno.
“Secoli fa” direbbe qualcuno, è vero in politica i giorni valgono anni, ma nel 2006  l’ultimo sindaco del centrosinistra fu eletto con il 57%.  
“Il mondo cambia” direbbe il solito interlocutore scassapalle. Possibile che cambi sempre in peggio? Qualcosa deve essere pur successo.

Benché qualche testa pensante insista a dire che quanto è avvenuto sotto il Vesuvio sia un caso a parte, noi non ne siamo troppo convinti. Anzi aggiungiamo che il caso Napoli, fatte salve alcune differenze, è fornito di un valore esemplare rispetto a ciò che è capitato dalle nostre parti.

domenica 5 giugno 2016

Riceviamo e Pubblichiamo: NO A SCRITTE RAZZISTE

Il primo pensiero che ci è venuto in mente leggendo il testo e guardando le foto che ci sono state inviate è stato “ERA L’ORA CHE QUALCUNO CI METTESSE MANO”. 
Giacché, nonostante da tempo avessimo segnalato l’indecenza di quelle scritte, nessuna  tra le autorità preposta aveva mosso un dito, è un bene che qualcuno abbia sentito la necessità di intervenire. 
Inutile domandarsi perché chi aveva il dovere di togliere di mezzo quella bruttura non l’ha fatto, ognuno ha la sua risposta: inefficienza? Adesione alle idee espresse in quella scritta? Superficialità? Chi lo sa. L’importante è che qualcuno abbia provveduto.



Mentre nella chiesa di S. Angelo al Cassero l’Amministrazione Comunale di Castiglion Fiorentino celebrava il libro “Donna Rachele mia nonna. La moglie di Benito Mussolini”, le forze di opposizione presenti in Consiglio Comunale: Partito Democratico e Partito Comunista dei lavoratori in collaborazione con i Giovani Democratici della Provincia di Arezzo, Associazione Nazionale Partigiani Italiani, CGIL e CISL si sono date appuntamento presso la nuova rotatoria, lungo la SR 71, per cancellare alcune frasi antisemite che facevano pessima mostra di se in un muro a ridosso del nodo stradale.

sabato 4 giugno 2016

STORIA, CULTURA E PICCOLO CABOTAGGIO

Ci sono situazioni in cui il pregiudizio ideologico, oppure il vezzo intellettuale, rischiano di distorcere la realtà dei fatti.
E’ il caso della presentazione, a Castiglion Fiorentino, del libro intitolato “Donna Rachele mia nonna. La moglie di Benito Mussolini” che vede come coautrici Edda Negri Mussolini ed Emma Moriconi.

L’argomento è interessante perché le vicende personali di donna Rachele s’intrecciano con una fitta ricerca storica che consente al lettore di inquadrare gli avvenimenti in un contesto più ampio. Non poteva essere diversamente perché i fatti della famiglia Mussolini sono legati a doppio filo alle vicende d’Italia.
Noi crediamo che non si debba mostrare sbigottimento davanti alla storia. Se ancor oggi alcuni guardano con diffidenza a queste iniziative è perché questo paese, nel bene e nel male, non ha messo sotto la lente di ingrandimento il proprio passato.

EX SADAM. C'E' CHI ASPETTA LA STAZIONE E INTANTO I TRENI PASSANO

Eppur si muove…” verrebbe da dire esaminando gli ultimi accadimenti sulla ormai annosa vicenda della riconversione ex SADAM.
Vediamo quello che è successo.
Primo: approvazione all'unanimitànell'assise castiglionese, di una mozione presentata dalle opposizioni sulla vicenda dello zuccherificio. Documento che abbiamo pubblicato nei giorni passati.
Secondo: le dichiarazioni di un assessore castiglionese che, a partire proprio da quella mozione, ha affermato che la questione del recupero dell’area ex SADAM è una vicenda quanto meno regionale, che richiede l’apporto di tutti per trovare una soluzione.
Sul piano teorico la questione comincia a prendere forma ma poi, dalle dichiarazioni di principio, occorre passare ai fatti.

Se tutti sono convinti che la Regione debba fare da coordinamento allora occorre che qualcuno glielo dica. Magari ricordandogli che nel lontano 2007 siglò un accordo, mai revocato e quindi formalmente valido.
In virtù di questo sarebbe opportuno capire cosa ha prodotto l’ultimo incontro tra il Comune di Castiglion Fiorentino e la Regione. E’ venuto fuori qualcosa di nuovo o siamo ancora al "pour parler”?

venerdì 27 maggio 2016

Riceviamo e pubblichiamo: CASTIGLION FIORENTINO - UN CONSIGLIO COMUNALE RICCO DI SPUNTI



Riceviamo e pubblichiamo due interessanti Ordini del Giorno presentati giovedì 26 maggio nell'ultimo Consiglio Comunale di Castiglion Fiorentino.
Una data da segnare con la matita blu perché, per la prima volta in questa legislatura, la maggioranza ha votato un documento presentato dalle opposizioni, le quali, anch'esse per la prima volta, hanno presentato un ordine del giorno unitario.
L’argomento riguardava la situazione della SADAM, niente di nuovo sotto il sole direbbe il saggio, è vero, ma almeno si sono messi dei punti fermi su questa vicenda.
Primo punto la questione Zuccherificio deve assumere le caratteristiche di una questione regionale con tutto quello che ne consegue. Punto secondo occorre un impegno unitario delle Istituzioni locali, dei soggetti imprenditoriali che intendono investire in Valdichiana, delle associazioni agricole e dei sindacati. Terzo si rilancia con forza la necessità di un rapporto tra agricoltura e industria. Insomma nei prossimi mesi ci sarà pane da mordere per tutti e speriamo che le cose vadano bene.
Il secondo ODG riguardava un argomento assai delicato, ed è stato presentato dal gruppo dei Democratici per Castiglioni. Si chiedeva, vista la fine del dissesto celebrata in pompa magna dall'attuale Amministrazione, con tanto di piantumazione di “albero della vita”, di procedere a una riduzione delle tasse locali.

giovedì 26 maggio 2016

RESISTENZA, COSTITUZIONE E RIFORMA ELETTORALE. QUALCOSA SU CUI SPARLARE

Il 26 maggio del 1944 fu fucilato a Talla Licio Nencetti, uno dei comandanti partigiani più noti della provincia di Arezzo.  Al momento della morte aveva appena 18 anni, era nato a Lucignano  il 31 marzo del 1926.
A un’età in cui si pensa a ben altre cose, questo giovane della Valdichiana aveva organizzato una formazione agguerrita che operava dal Casentino fino alle estreme propaggini della nostra vallata. A dimostrazione che non è l’età che fa la differenza ma la passione, la disponibilità al sacrificio, la fedeltà a un ideale.
Il ricordo di Licio ci serve per introdurre un argomento che nei giorni passati è stato oggetto di molte polemiche.

Tutto è nato dalla presa di posizione dell’ANPI sul referendum costituzionale.
L’Associazione dei Partigiani si è espressa a maggioranza per il NO. Dal loro punto di vista è una posizione legittima e, per certi aspetti, comprensibile.

IL TUBO ROTTO, LA POLITICA E UNA PESSIMA FIGURA

Quello che è successo a #Firenze viene definito dai tecnici “evento meccanico accidentale”, in altre parole si è rotta una grossa tubatura e  le infiltrazioni hanno provocato un cedimento lungo 200 metri e largo 7. Se lo stesso evento fosse accaduto nella zona del Galluzzo, la notizia sarebbe rimasta confinata nelle pagine di cronaca. Fatalità ha voluto che questo “incidente” accadesse sul lungarno Torrigiani, in pieno centro, in uno dei luoghi più esposti all'attenzione dei mass media mondiali. Ed ecco che la “rottura del tubo” diventa un caso nazionale. Con riflessi perfino sul governo.

La manutenzione di quel tubo malandrino spettava, infatti, a #Publiacqua, la partecipata del comune di Firenze che si occupa di servizio idrico integrato e del consiglio di Amministrazione di Publiacqua faceva parte la ministra #Boschi, ergo nella testa di qualche genio, se il tubo s’è rotto la colpa è delle Boschi e del sistema di potere renziano.

venerdì 20 maggio 2016

Riceviamo e pubblichiamo: LA CASA DELLA SALUTE DEDICATA A BRUNO BENIGNI

Sabato 21 maggio sarà intitolata a Bruno Benigni la Casa della Salute di Castiglion Fiorentino. Questa struttura è stata il primo esempio in Toscana, e uno tra i primi in Italia, di riconversione di un complesso ospedaliero dismesso, in struttura al servizio della comunità.

Grande merito di questo progetto va a Bruno Benigni che è stato tra i teorici più lucidi a livello nazionale del progetto “Case della Salute”.  Un disegno lungimirante che, dopo Castiglion Fiorentino, è stato replicato in molte altre parti del nostro Paese mettendo assieme cura, prevenzione, informazione, volontariato e Medici di base. Grazie alla presenza di questi ultimi da semplice distretto socio-sanitario si è passati all'innovazione della Casa della Salute poiché garantiscono la continuità assistenziale.

giovedì 19 maggio 2016

IN DEMOCRAZIA CONTA IL VOTO, IL RESTO SONO SCIOCCHEZZE

Giachetti, candidato PD al Comune di Roma e l’ineffabile Serracchiani, si sono arrabbiati perché la signora Raggi, candidata a Sindaco della capitale per conto del movimento 5 stelle, ha dichiarato che ci sarà uno staff composto dai garanti del Movimento “che dovrà dare un'approvazione preventiva alle nomine del sindaco”. L'avvocatessa  ha precisato che "si tratta di uno staff tecnico legale coordinato dai garanti. Avvocati che ci aiutano, per esempio, a fare ricerche legali sulle persone da nominare".

Noi non comprendiamo il motivo dell’incazzatura di Giachetti e della Serracchiani, siamo, infatti, dell’avviso che dentro un quadro di regole generali, quelle stabilite dal secondo comma dell'articolo 97 della Costituzione:« I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione » ogni azione è ammessa.

martedì 17 maggio 2016

IL PAPA E GLI ANIMALI. SMASCHERARE TUTTE LE IPOCRISIE.

Quanta gente attaccata a cani e gatti e poi lascia sola e affamata la vicina. No, per favore no!”.  Questa frase di #Papa Francesco ha suscitato diverse polemiche da parte degli #animalisti, dispute ingiustificate, se si guarda alla sostanza di quelle parole.
Il Papa ha detto una cosa che, nella sua semplicità disvela una verità e mette in mostra una contraddizione dei nostri tempi. E cioè che viviamo in un mondo dove si è molto più attenti ai #diritti di un animale (sacrosanti e che andrebbero difesi con leggi severe) che non al diritto alla vita di chi crepa a un angolo di strada, in mezzo alla indifferenza dei passanti.  

Ma al di là di quest’aspetto, invero piuttosto banale, c’è un altro prospettiva, che i detrattori della frase del Papa, non hanno preso in considerazione.

venerdì 13 maggio 2016

CASTIGLIONI , CHE FINE HA FATTO IL MARCHIO EUROPEO?

Circa un anno fa, esattamente il 2 maggio del 2015, fu annunciato che #Castiglion Fiorentino era in lizza per il #Marchio del Patrimonio Europeo: "European heritage label”, un riconoscimento prestigioso che si propone di evidenziare i siti che simbolizzano l'integrazione, gli ideali e la storia dell'unione europea. Il progetto, presentato da Castiglioni, ruotava intorno alla figura di #Fra Mansueto, il francescano che a cavallo tra duecento e trecento viaggiò tra le corti d’Europa per riportare pace e unità in un mondo cristiano profondamente diviso.

Al messaggio fu data correttamente grande enfasi. Su questo premio vennero organizzate conferenze stampa e approntati un bel po’ di lanci su giornali, TV e social.

giovedì 12 maggio 2016

IL RECUPERO DELLE LEOPOLDINE E LO SVILUPPO DELLA VALDICHIANA


Qualcosa si muove sul fronte delle #“Leopoldine”: è di questi giorni la notizia dell’ormai prossima sigla, su quest’ argomento, di un protocollo d’intesa tra Regione Toscana e Comuni di Arezzo, Castiglion Fiorentino, Civitella Val di Chiana, Cortona, Foiano, Marciano della Chiana, Monte San Savino, Montepulciano, Sinalunga e Torrita di Siena.
Per chi non lo sapesse le “Leopoldine” sono le case coloniche costruite durante la bonifica della #Val di Chiana. Si chiamano così perché a volerle fu appunto il granduca Pietro Leopoldo, un grande del suo tempo, famoso per le idee innovative e per l’amore che portò alla nostra terra.  


La gran parte di questi immobili, che rappresentano una testimonianza fondamentale della nostra memoria storica, sono ormai messi male: abbandono, incuria, trasformazioni edilizie devastanti sono oggi i nemici di combattere. Finalmente qualcuno ha capito che il complesso insediativo della #bonifica granducale, fatto di ville, fattorie e 'Leopoldine', rappresenta un “unicum” che necessità di un piano organico e non può essere abbandonato allo sghiribizzo di ogni singola amministrazione.

martedì 10 maggio 2016

TU STAI CON VERDINI! E TU CON CASA POUND! MA LEVATEVI DI TORNO TUTTI E DUE

Non se ne può più. E’ mai possibile che una cosa seria come la #riforma costituzionale si debba ridurre a una serie di ripicche da bambini dell’asilo?
“Tu voti insieme a #Verdini”
“Tu stai con casa Pound”.

Purtroppo questo è il livello e non giova studiare, approfondire, cercare di capirci qualcosa. Oggi se stai da una parte sei un guelfo, se stai da quell'altra sei un ghibellino, non ci sono storie, la politica ormai è roba da cazzotti sul muso,  più che da confronto civile.

venerdì 6 maggio 2016

Riceviamo e pubblichiamo. ALCUNE CONSIDERAZIONI SULL'AFFIDAMENTO DEL CAMPO SPORTIVO DE LA NAVE

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato del PD Castiglionese sul Campo de "La Nave"


A Lodi è stato arrestato il Sindaco (PD), l’accusa riguarda la gestione di due piscine comunali, per il quale era previsto un pagamento di 4000 euro l’anno. Secondo il magistrato il bando di gara è stato alterato per affidare gli impianti a una società di cui il Comune possiede il 45 per cento delle azioni.
Noi siamo dell’avviso che tutti i reati, quando ci sono, debbano essere perseguiti, sarà la giustizia a stabilire se il comportamento del Sindaco sia stato corretto e se sia giusto averlo messo in carcere.

giovedì 5 maggio 2016

VOGLIONO IL SUD TIROLO? OTTIMA OCCASIONE PER PARLARE DELLE REGIONI AUTONOME

Il leader della destra (estrema) austriaca Heinz-Christian Strache, grande vincitore, assieme al candidato Hofburg Norbert Hofer, del primo turno delle elezioni presidenziali, ha recentemente dichiarato che punta alla riunificazione del Tirolo. Rimettendo così in discussione i confini tracciati all’indomani della prima guerra mondiale.
Ovviamente non pensa a un’annessione “manu militari” ma a un ben più democratico referendum. Niente di nuovo, da parecchio tempo cova sotto la cenere un sentimento di questo tipo in alcuni ambienti politici austriaci.

E a guardare quello che è successo in Europa negli ultimi trent’anni non c’è nemmeno da dargli torto. Culturalmente, linguisticamente ed etnicamente il Sud Tirolo è più Austria che Italia, non guarda verso Roma (tranne che per i trasferimenti statali, perché i soldi non puzzano) ma verso Nord.

CASTIGLIONI: QUELLE ORRENDE SCRITTE CHE NESSUNO VUOL CANCELLARE

Il 5 maggio si celebra l’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Mauthausen da parte delle truppe americane.
Mauthausen, con Aushwitz e Dachau, rappresenta, nella geografia dell’orrore, una delle tappe principali. E’ stato calcolato che dietro ai suoi fili spinati siano stati deportati in 200mila. Uomini, donne, anziani e bambini di differenti nazionalità: oppositori politici, persone perseguitate per motivi religiosi, omosessuali, ebrei, zingari, prigionieri di guerra. La metà di essi fu uccisa, o morì a causa delle inumane condizioni di vita e di lavoro. Su quella collina dell’Oberdonau in Alta Austria, i deportati conobbero l’orrore dei forni crematori, la morte con il lavoro, nelle camere a gas.


Purtroppo su queste vicende è sceso un colpevole oblio, “il peggior nemico della tragedia dell’Olocausto” come diceva Simon Wiesenthal e stanno venendo meno gli anticorpi contro i germi della violenza, contro la rimozione e il revisionismo.
Oggi quotidianamente ci scontriamo contro un muro di gomma che si chiama indifferenza, inettitudine, pressappochismo.